Lotito il grande stratega, ma per il Bfc può essere un danno

Lotito il grande stratega, ma per il Bfc può essere un danno

 

Eccolo dunque il consigliere federale Lotito che esce, a sua insaputa, allo scoperto come manovratore e stratega nelle vicende calcistiche italiane. Non mi meraviglia, diciamoci la verità, tutti noi supponevamo un Lotito abile nel maneggiare relazioni mettendo in atto strategie sotto banco con l’intento di far virare tutto il calcio italiano al seguito delle sue idee e delle sue teorie, le quali, non lo posso sapere, possono o no coincidere con i suoi interessi di parte. Lo ricordiamo come uno degli interlocutori principali di Guaraldi, così come lesto propugnatore dello sblocco del paracadute a favore del Bologna, aspetto fondamentale per salvarne la pelle durante la scorsa estate. Mi stupisco di chi si è stupito della telefonata, perché, di novità, nemmeno l’ombra. Tutto quello che ipotizzavano è stato portato alla luce da un ignoto dirigente di Lega Pro che evidentemente si è trovato in mezzo ad una guerra più grande di lui. Ovviamente, al di là delle strette vicende di Serie C, il nostro orecchio è caduto sulle frasi di Lotito relative alla cadetteria, nella fattispecie al presunto disastro economico che produrrebbe una promozione in massima di serie di club non così blasonati e seguiti a livello nazionale. Anche in questo caso è necessario non nascondersi dietro a un dito, perché noi tutti da sempre mettiamo sul piatto il passato, il blasone e la potenzialità della piazza di Bologna rispetto a tante altre che ora ci stanno sopra. E’ la prima cosa che si sente sotto i portici: “Dove vuole andare il Carpi con mille tifosi e con uno stadio del genere?”. Bè, il problema di fondo è che qui si sta parlando di sport e in questo campo (termine usato non a caso) dovrebbe vincere chi lo merita, portando a casa punti sul rettangolo verde per qualità e non in base ad intrallazzi nelle segrete stanze. Ecco dunque perché il pensiero di Lotito è comune fra i tifosi ma cozza con i principi basilari dello sport. 

 

Ora, fermo restando che i vertici sportivi nazionali dovrebbero prendere provvedimenti dopo una telefonata di questo tipo, colloquio che magari non ha nulla di perseguibile ma che rende l’idea del modus operandi all’interno del mondo del calcio, è necessario capire come la questione diritti televisivi stia letteralmente drogando lo sport più amato in Italia. Perché alla fine della fiera, la questione tv posta sul banco da Lotito non è così campata in aria. E’ chiaro, chiarissimo, che alla base di tutto c’è il denaro, e per le televisioni intente a spendere per trasmette il calcio italico è decisamente meglio produrre un Bologna-Juventus piuttosto che un Carpi-Chievo con una manciata di telespettatori davanti al tubo catodico e altrettanti sugli spalti di uno stadio deserto. Da qui si capisce perché il pensiero di Lotito può trovare consensi rendendo, però, l’idea di un mondo totalmente allo sbando e che non potrebbe permettersi di avere personaggi come lui al timone di comando. In un paese normale Lotito non sarebbe consigliere federale, così come Tavecchio presidente. 

 

Veniamo, in conclusione, a come queste frasi lotitiane possano però incidere sull’immediato. Ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato, immagino che la massima attenzione di tutti sarà rivolta al comportamento arbitrale nei confronti delle società citate da Lotito come un danno in caso di promozione. Se, per esempio, il Carpi oggi subisse un rigore inesistente come verrebbe visto da tutti questo errore? Semplice, come una conseguenza dei diktat di Lotito. Dall’altra parte i tifosi bolognesi stanno pensando al concetto opposto: “Ah, ora che è stata pubblicata questa telefonata nessuno si sognerà di darci una mano per far vedere che sono puliti”. Ecco: è un cane che si morde la coda. Se a questo aggiungiamo il fatto che al Bfc è stato concesso un solo rigore…In sintesi, il mio augurio è che a fine anno il campo decreterà, senza dubbi, la promozione in Serie A in base ai soli meriti sportivi. Se tra questi ci sarà il Carpi e non il Bologna non dovremo fare altro che complimentarci con loro. Penso non sarà così non per le parole di Lotito ma per la maggiore qualità che la rosa del Bfc offre. Anche perché, ammettiamolo, quasi mai i rossoblù sono stati aiutati da spintine o spintarelle fuori dal campo, meno che mai in questo campionato. I biancorossi non dovrebbero avere paura di Lotito ma della corazzata Bologna, così come toccherà a noi macinare punti e andarli a prendere senza sperare in qualche (ipotetico) aiuto arbitrale. Su tutto il resto, onestamente, mi chiedo se il calcio sia pulito…e mi rispondo di no. Il calcio, ahinoi, è business.

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