L’erba del vicino non è sempre più neroverde

L’erba del vicino non è sempre più neroverde

I neroverdi sono tosti, insidiosi e compatti. Ci hanno sempre messo i bastoni fra le ruote (o i sassuolini nelle scarpe) e quando giocano al Mapei fanno del campo un’arena impietosa dentro cui l’avversario è spesso costretto a chiudersi, giocandola tutta in difesa e sperando in un loro errore da sfruttare a proprio vantaggio. Il temperamento combattivo dei vicini emiliani è stato infine premiato da una continuità di risultati che li vede al 7° posto in classifica con 32 punti, reduci dal pareggio a Torino e una gran voglia di far cassa anche fra le mura domestiche. Ma il Bologna che Di Francesco affronterà oggi non è quello dell’andata schierato in campo da Delio Rossi… Sansone e Berardi non avranno davanti Mancosu, bensì Destro e Giaccherini e con Missiroli e Magnanelli squalificati forse il nostro Diawara dovrà vedersela niente meno che con Laribi. Qualche mese fa, in quella posizione c’era Crisetig, giusto per far capire alcune differenze.

Ecco allora che al Mapei Stadium ci andremo con il fattore D. A Donadoni si aggiungono Destro e Diawara, due giocatori in crescita che stanno emergendo con una personalità e un’idea di gioco in grado di svoltare la partita al momento opportuno. Poi ci sarà il fattore M. di Mirante, una vera garanzia quando la sfida si fa più dura e le palle inattive diventano ghiotte occasioni-gol per l’avversario. Potrei aggiungere tutte le lettere dell’alfabeto e tutte le ragioni per cui dobbiamo avere fiducia nel gruppo allenato da Donadoni, ne aggiungo due: F e Z. Floccari, per quello che potrebbe essere il gol dell’ex e Zuniga, per la tragedia che lo ha colpito. Forza ragazzo, siamo tutti con te.

Il gruppo è solido, lo ha detto Mattia nel post partita dopo l’indigesto pareggio contro la Lazio, lo ribadisce il mister in conferenza stampa e lo si avverte in ogni azione conquistata in campo: il gruppo è in ottima salute e sempre più consapevole della propria forza, ultimamente più in trasferta che in casa. Le statistiche sui secondi tempi si possono e si devono smentire soprattutto a Sassuolo: loro non hanno la storia, il blasone, la tifoseria e il prestigio del BFC. I soldi sì, con Squinzi, ma il paragone tra la tradizione rossoblù e quella neroverde non ha paragoni. Non hanno un Giaccherini che ti spunta dal nulla e ti rimedia un rigore o un gol contro il Milan, non hanno un Destro da doppietta contro il Napoli e potrei continuare con una lista di giocate meritevoli da menzionare per ciascun ruolo, nessuno escluso. L’apporto di Masina mancherà senza dubbio, ma questa lacuna può essere colmata da uno sforzo maggiore dei compagni e nessun episodio oggi dovrà diventare un pretesto per chiudersi e lasciare che l’avversario fiuti l’odore di una minima o vaga debolezza.

E poi c’è questo dato bizzarro che ha sempre visto il Bologna più aggressivo e cinico in trasferta che in casa, sarebbe bello tingere l’erba del vicino di colori rossoblù e tornare sul sacro manto del Dall’Ara contro la Samp con qualche punticino in più e qualche sassuolino in meno a cui pensare…

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