La spavalderia di Oddo, quando la sicurezza è un’arma a doppio taglio

La spavalderia di Oddo, quando la sicurezza è un’arma a doppio taglio

 

Massimo Oddo si gioca le sue carte a viso scoperto, il coraggio non gli manca e la sicurezza nemmeno. Per il tecnico degli abruzzesi la sfida di ritorno che vale un posto in Paradiso dipende solo ed esclusivamente da loro. Beato lui che realmente ci crede o fa finta di crederlo. Secondo Oddo se il Pescara giocherà da Pescara non ci saranno problemi, dice che i suoi sono superiori e lo hanno dimostrato, che il Bologna gioca sulla difensiva e che al ‘soccer’ i zugen lour. Ecco, lasciamolo nelle sue convinzioni, lasciamogli realmente credere che potrebbe essere una passeggiata, perché per il Bologna non c’è niente di meglio che affrontare una partita con minor ansia (e ulteriore carica) per via delle parole del mister avversario. Ne aveva chiesti tre all’andata, non ne hanno fatto nessuno. Anzi, potevano pure capitolare nel finale quando la squadra di casa è calata nettamente nella ripresa. Fa parte del gioco la spavalderia degli allenatori più giovani rispetto a quelli più esperti, si gioca sul sottile filo dell’entusiasmo che può generare nel breve periodo un tecnico ancora vicino al modo di sentire dei calciatori. Lopez era sicuramente meno aggressivo nelle dichiarazioni, ma quel suo atteggiamento molto affine ai calciatori, lui che ha smesso da poco, ha fornito al Bologna un appiglio per non naufragare in mezzo a tante difficoltà societarie, quando agli albori della stagione non si sapeva nemmeno se i rossoblù sarebbero riusciti a finirla. Resto però convinto che quando si tratta di disputare e preparare partite che valgono una vita, un minimo di esperienza e saggezza possa fare la differenza. Essere giovani e scalmanati può moltiplicare le energie ma anche portare la tua spensieratezza ad un livello fuori dai limiti, troppo sopra le righe, trasformando la tua determinazione in foga senza controllo oppure eccessiva sicurezza nei tuoi mezzi. 

 

Il peggior modo di affrontare una partita, a mio modo di vedere, è quello di trascurare l’avversario, qualunque esso sia. E’ vero che anche a Bologna spesso ci diciamo “se il Bfc fa il Bfc non ci sono problemi”, ma a sentenziarlo sono i tifosi o al massimo qualche addetto ai lavori, non Delio Rossi che è consapevole di avere tra le mani un mezzo non al 100% del suo potenziale. Le partite si giocando in ventidue e quasi sempre le due squadre che si affrontano sono legate indissolubilmente da un filo impercettibile che può rendere la partita equilibrata, dominata, bella e divertente oppure brutta da far paura. Non è quasi mai una sola squadra a decidere l’andamento di una gara, a meno che di fronte non ci sia la prima contro l’ultima, la più forte del pianeta contro la più scarsa. Ecco perché Oddo dovrà scontrarsi con i pericoli che il Bologna è in grado di fornire, la forza fisica di Oikonomou e Masina, l’esperienza di Maietta, la tecnica di Sansone e il senso del gol di Cacia, giusto per citarne alcuni. Se Oddo pensa bastino due cross a rientrare di Politano si sbaglia di grosso. 

 

Ecco dunque che le parole del mister avversario possono certo far innervosire, ma probabilmente daranno ulteriore carica ai ragazzi rossoblù ora sempre più desiderosi di far vedere agli altri quanto valgono e dimostrare – seppur in mezzo a tanti alti e bassi – che una eventuale promozione sarebbe meritata, quantomeno per aver ritrovato nel momento chiave della stagione (e con un allenatore diverso) la voglia di lottare perduta a cavallo tra inverno e primavera. Inoltre, il Bologna ha concluso davanti al Pescara dopo quarantadue giornate di campionato e, sinceramente, questo regolamento che premia chi è arrivato davanti in classifica non mi dispiace affatto. Non si tratta di tre-quattro partite di girone, ma di quarantadue. Azzerarle totalmente sarebbe un controsenso. Giusto quindi tenerne conto in minima parte dopo un lungo campionato sfibrante. 

 

Mancano davvero poche ore, probabilmente l’attesa via ha sfinito ma l’importante è che non abbia tolto energie nervose ai giocatori. Evitare di giocare la partita tre volte nella propria mente durante la notte immaginandosi scenari di ogni tipo. In questi frangenti serve davvero la testa sgombra, la massima concentrazione senza però farsi assillare dalla tensione, dalla paura di non farcela o dalla logorante volontà di scendere immediatamente in campo. E’ arrivato il momento di riscrivere la storia, di dare finalmente a questa splendida tifoseria la gioia che merita, perché di partite così non ce ne sono tante e se da un lato si potrebbe ugualmente ripartire il prossimo anno con Saputo al timone, trovo abbastanza scontato fare di tutto per evitare ulteriori perdite di tempo in Serie B. Oddo ha voluto minimizzare anche l’assenza di Bjarnason, ma è normale che gli roda parecchio e che occorra sfruttarla consapevoli che dall’altra parte hanno messo sul piatto la nostra stessa posta, di conseguenza anche il Pescara avrà tanto (tutto) da perdere. Soprattutto dopo che Oddo ha sentenziato che sono superiori rispetto a noi. Chissà, magari vedendosi davanti trentamila persone e un Bologna orgoglioso come non mai, cambieranno idea. Sì Oddo, lasciamo a te i favori del pronostico e le sorti della partita, noi amiamo stupire e ti regaleremo stasera la bolgia del nostro stadio. Forse dovevi davvero farne tre all’andata…

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