L’equilibrio non fa parte di questa città

L’equilibrio non fa parte di questa città

Rossettini sì, Rossettini no. Buon acquisto di esperienza, no troppo caro e vecchio. Fare il direttore sportivo a Bologna non è semplice, anche se ti chiami Pantaleo Corvino e hai alle spalle una comprovata esperienza. E’ difficile fare le cose per gradi, imbastire una solida strategia a lungo termine quando hai come chairman uno degli uomini più ricchi del pianeta. Le aspettative sono altissime e davvero qualcuno pensa all’arrivo del grandissimo campione. O si acquista Messi oppure il mercato è mediocre e Corvino bollito. Rossettini arriva, circolano delle cifre, che possono essere considerate alte, ma senza alcuna certezza e senza sapere se nella trattativa magari sono coinvolti altri giocatori. Sai mai che non si tratti di un piccolo giochino di bilancio e nel frattempo i rossoblù stiano trattando pure Sau per l’attacco, un giocatore con cui allungare le rotazioni e da sfruttare per l’uscita di Mancosu. Vedremo, non è questo il punto. Mi piacerebbe invece che si lasciasse lavorare la società, che si attendesse il primo periodo di calciomercato prima di tracciare un bilancio e, soprattutto, si andasse ad analizzare le operazioni delle concorrenti. Non Juve, Napoli, Roma, Inter, Milan ecc. ma tutte quelle che navigano a metà classifica. Capire cosa ne sarà della Samp, del Genoa in perenne tensione finanziaria, del Sassuolo che rischia di perdere i due pezzi pregiati della rosa e di tutta quella schiera di formazioni in lotta per la salvezza. Comprendere quello che può essere il livello medio della prossima Serie A. Per intenderci: se il Chievo prendesse Destro mi preoccuperei, siccome non succederà sto tranquillo. 

 

Tornando alla difesa, è necessario tarare le nostre opinioni. Rossettini a 3.5 (attendiamo che le cifre siano note, secondo me sono meno), dopo che si è cercato Ogbonna, per qualcuno è una operazione rivedibile. Difensore retrocesso, vecchio, scarso, bollito, di tutto e di più è stato detto. Ora, ragioniamo bene, davvero si pensava ad una Juve disposta a cedere Ogbonna ad una cifra di favore dopo averlo pagato 12 milioni dal Toro? Una operazione da venti miliardi di lire per un difensore l’avreste fatta? Non scherziamo. Rossettini è un discreto centrale, forse leggermente caro, ma ha esperienza pluriennale in Serie A, esattamente tutto ciò che ci serve dietro visto l’infortunio di Gastaldello. C’è Oikonomou, ma di fianco a lui c’è necessità di un centrale esperto. Sì, Rossettini è retrocesso, ma si è guadagnato una convocazione in Nazionale, quindi o Conte non capisce nulla oppure l’ultima stagione a Cagliari è stata un disastro tecnico e dirigenziale in cui tutti i giocatori non hanno potuto esprimersi al meglio. Inoltre, l’atavica propensione cittadina a porre sul piatto come prima critica la classica storia del giocatore retrocesso non la capisco. Andersson venne qui da Bari dopo una retrocessione, Mangone arrivò a Bologna qualche anno dopo ma retrocedette assieme allo svedese. Tutti scarsi anche questi? 

 

Il Bologna il prossimo anno ha un obiettivo chiaro: la permanenza in A. Stop. Saputo lo ha affermato chiaramente che il progetto è step by step, e mi stupisco di chi si illuda di un Bologna in zona Champions al primo anno di Serie A da neo promossa. Servono, di conseguenza, giocatori che conoscano la categoria e che garantiscano una salvezza tranquilla. Rossettini, prima di soffermarsi sulla retrocessione a Cagliari, ha giocato titolare in A in Sardegna e a Siena guadagnandosi diverse salvezze, godendo della fiducia dei vari mister che lo hanno allenato. Qualcosa vorrà pur dire. Poi se si vuol criticare a prescindere avanti pure, tanto ve lo avevo detto che nel giro di poco tempo sarebbero arrivati i commenti dei primi maigoduti. L’atmosfera è quella da rassegnazione, da acquisto in stile Mantovani due stagioni fa. E invece Guaraldi non c’è, non si rischia il fallimento e c’è un progetto chiaro. 

 

Chiudo con il budget. Si parla di 15 milioni. A mio modo di vedere per il primo anno di Serie A non sono pochi. Vi spiego il perché. Non fatevi innanzitutto ingannare dalle cifre, nessuno nel calcio moderno paga tutto e subito, quando ci si accorda sulla cessione di un calciatore lo si fa anche sui tempi e i modi di pagamento. Rossettini a 3.5 – ma penso si scenderà di un milione – può essere pagato con rate pluriennali e a quel punto i 15 milioni diventano tanti. Magari viene pattuito che il Bfc al primo anno deve pagare 800mila del totale, capite bene che del budget stanziato di soldi ne rimangono parecchi. Faccio un esempio: Bologna su Destro (obiettivo forse un po’ fuori target – Fenucci docet). La Roma lo valuta 10, si può pensare che i 15 milioni vengano sostanzialmente vaporizzati con una operazione. Sbagliato, se prendo Destro a 10 lo pago in tre o quattro rate, di conseguenza a tranche di due milioni di euro o giù di lì a stagione. Quel budget da 15 non viene certo inghiottito da un solo singolo acquisto. Noto, dunque, di nuovo un certo pessimismo e una ritrovata apprensione appena dieci giorni dopo l’ottenuta promozione, come se le precedenti esperienze in Serie A non ci abbiano insegnato nulla e come se fossimo ancora in preda ad una gestione sgangherata della società. Un minimo di equilibrio sarebbe necessario per non perdere il contatto con la realtà, ma da queste parti tutto ciò appare tremendamente complicato. Me ne farò una ragione.

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