For the ages

For the ages

Il Bologna a caccia della storia. I rossoblù finalmente possono pensare a loro stessi, perché anche dal livello di gioco del Bologna passa il risultato della sfida di domani

Negli Stati Uniti, quando succede qualcosa di epocale, quando lo sport consegna alla storia un evento unico e irripetibile, si usa la terminologia ‘for the ages’. Per gli annali, per la gloria. Il Bologna può avere il suo momento ‘for the ages’, stasera alle 20.45 contro la Juventus. Se non accadrà, se tutto andrà secondo pronostico, il Bologna sarà la sedicesima squadra ad essere stata sconfitta dai campioni d’Italia (una tra le tante), ma se i rossoblù riusciranno nell’impresa di fermare l’attuale capolista, beh, diventeranno gli unici ad esserci riusciti. Un po’ come Brock Lesnar che sconfigge Undertaker a Wrestlemania, for the ages, sarà sempre lui quell’uno, l’unico ad aver interrotto una striscia impressionante.

Ma molto di un match che sulla carta si prevede complicato per la Juve, si gioca anche il giorno prima. Bravo Donadoni, in conferenza stampa, a concentrarsi sul Bologna, a far intendere a tutti quanti che tanto del risultato finale dipenderà anche e soprattutto da cosa metteranno in campo i suoi. Inutile soffermarsi sulla forza della Juve, quella è risaputa, meglio allora spronare la propria squadra a determinare. Perché se da un lato si conosce il livello della Juve, dall’altro sarà stimolante comprendere quello del Bologna al cospetto dei migliori in Italia. Ma se il Bologna non fa il Bologna è inutile parlare di tutto il resto, perché la Juve sbranerà i rossoblù in un sol boccone. Come è stato ripetuto più volte nelle ultime ore, è molto importante per i rossoblù scendere in campo senza quel complesso di inferiorità che spesso decide le partite prima ancora di giocarle.

Dall’altra parte, come ampiamente pronosticabile, Allegri si dice concentrato su Bologna, perché dal Dall’Ara ‘passerà un pezzo di scudetto’. In fin dei conti è vero, ma è anche il motivo per cui il Bologna può fare lo sgambetto alla Vecchia Signora. Sarà una Juve rimaneggiata, con Chiellini, Alex Sandro, Asamoah e Mandzukic fuori, forse Khedira e Dybala inizialmente in panchina. Per le riserve bianconere, seppur di livello, il compito di andare momentaneamente a più quattro sul Napoli ma anche la responsabilità di fare risultato pieno per non correre il rischio di essere subito superati. Non è tanto il pensiero Champions a poter distrarre i bianconeri, quanto dover affrontare una delle formazioni più in forma del campionato con tanti infortuni e tante incognite, il tutto nel momento più caldo della stagione. Psicologicamente non sarà facile, anche perché di fronte ci sarà un Bologna leggero come una libellula, galvanizzato da un pubblico che finalmente si riconosce in una squadra vincente e che gioca bene al calcio.

Chiusura sull’arbitro. Designato il coraggioso Irrati, quello di Lazio-Napoli e della sospensione per cori razzisti. In effetti eravamo tutti concentrati sui possibili sicari che ci siamo dimenticati di quello che è stato il ragionamento Aia: Irrati merita un premio per quello che ha fatto. Eccolo dunque. Personalmente mi pare un discreto arbitro, ha diretto poco sia Juve che Bologna e questa è una piccola garanzia, meglio lui dei vari Rocchi e Damato con cui la Juve ha statistiche impressionanti. Nota a margine, nessuno alla vigilia voleva Tagliavento, che è stato designato addizionale, ma l’arbitro di Terni è uno dei pochi con cui la Juve ha statistiche negative. Su tanti direttori di gara si possono esprimere critiche precise, ma su Tagliavento no. O almeno non nel modo in cui viene visto da queste parti. Ma ripeto un concetto, in questa occasione la designazione arbitrale non ha mai destato la mia preoccupazione. I designatori, tolto Orsato che appena arbitrato la Juve, non potevano fare una scelta rischiosa, ecco dunque che hanno scelto un direttore di gara affidabile e il più possibile esente da polemiche. Ad ogni modo, è meglio non pensare ad altro se non al campo, a come dovremo giocare e alla qualità di gioco che dovremo esprimere. Gli alibi stavolta lasciamoli ad altri, giochiamo e al 90′ tiriamo una riga guardando il risultato. Per una volta conta questo e non altro. For the ages allora, mai come ora il Bologna ha la concreta possibilità di entrare nella storia. Per Saputo sarebbe davvero un gran bel momento di gioia. Forza Bologna, fino alla fine.

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