Diawara: ecco perché si può cedere

Diawara: ecco perché si può cedere

La cessione del gioiellino non sarebbe un errore se producesse un miglioramento della rosa: al futuro Ds e allo scouting la gestione di una ipotetica plusavalenza

E’ uno degli argomenti che più infiammeranno la nostra estate. Amadou Diawara è il pezzo pregiato della rosa rossoblù ed è appetito da diversi club italiani e stranieri, ma è conveniente cederlo?

Partiamo da un presupposto: il Bologna di Saputo non è quello di Guaraldi, qualora venisse ceduto un giocatore i denari verrebbero reinvestiti sulla squadra e non incassati per ragioni di bilancio. In sintesi: non si tratterebbe di indebolire la rosa ma sfruttare una cessione per migliorarla. Sottolineato questo, occorrerebbe stabilire una cifra congrua con cui, eventualmente, sedersi ad un tavolo. A mio modo di vedere, ogni offerta sotto i 15 milioni di euro non sarebbe coerente né con il livello attuale del giocatore né soprattutto con il potenziale che ancora può esprimere. Se il Bologna lo tenesse e Amadou giocasse un’atra grande stagione, tra un anno il suo prezzo di cessione salirebbe sopra i 25 milioni di euro. La domanda spontanea, e corretta, è la seguente: se tra un anno può valere quasi il doppio, perché cederlo ora?

Semplice, il Bologna di Saputo non può più andare avanti con continue immissioni di denaro da parte del chairman, in un anno e mezzo il canadese ha chiuso i buchi di bilancio del club e investito più di 40 milioni sul mercato. Anche solo pensare che ogni anno Saputo ne metta 20 per migliorare la squadra è impensabile. Ecco allora che con 15 milioni di euro, e pagamenti dilazionati, il Bologna certo perderebbe un talento ma andrebbe a caccia di 4 buoni giocatori sul mercato che messi assieme migliorerebbero il livello complessivo della rosa. Non solo, con una sana gestione dello scouting, e un direttore sportivo capace, si potrebbe trovare un altro Diawara. Due piccioni con una fava. Il problema è solo relativo al futuro Ds del club, perché Corvino un altro Amadou lo avrebbe trovato, il suo successore non si sa.

Ricapitolando. Se si pensa che Saputo, posta una base tecnica, decida ogni stagione di elargire vagonate di milioni di euro per comprare un top player che aiuti il Bologna ad avvicinare la Champions, forse si è soggetti ad una visione fantastica ma distorta della realtà. Se invece inizia a far presa un Bologna virtuoso che cede per reinvestire e non solo per sopravvivere, forse avremo trovato un modello idoneo ad avvicinare il Sassuolo tra due anni. Se oggi i neroverdi sono vicini all’Europa è perché dopo una prima stagione difficile sono riusciti a lavorare bene calibrando uscite ed entrate, cessioni (Zaza) e acquisti (Defrel). Occorre tener conto che oggi il Bologna è avanti al Sassuolo alla sua prima stagione in A. Ecco dunque che cedere Diawara per un club che ancora non può ambire ai vertici non è reato, di sicuro lo diventerebbe se le future scelte di mercato venissero sbagliate in funzione alla crescita della squadra. Inoltre, occorre considerare che Amadou non può ancora essere pronto per fare il titolare in una big europea. Si può cedere ma farlo rimanere un altro anno in prestito…Ad ogni modo: via lui dentro Biabiany, Zielinski, Lasagna e un buon difensore, beh…forse non sarebbe malaccio.

 

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