Diamanti? No grazie

Diamanti? No grazie

Alino Diamanti si propone al Bologna, ma le minestre riscaldate non piacciono mai.

Sulla tecnica, la qualità, il talento, non si discute, su tutto il resto sì. Alino Diamanti continua a proporsi al Bologna, una ritorno di fiamma dettato dall’esigenza di trovare una squadra. I sentimenti chissà se esistono. Sì, perché Alino la sua scelta l’ha fatta l’anno della retrocessione, complice una società inadatta e che lo ha ceduto a mercato sostanzialmente chiuso. Ci hanno guadagnato tutti, il Bologna che ha evitato di andare gambe all’aria a metà stagione, il giocatore che ha strappato l’ultimo contrattone della sua vita, mascherato dalla classica scelta di vita.

Per carità, Alino ha dato tanto al Bologna, ma quell’ultima stagione, macchiata poi da una incredibile retrocessione, resterà una chiazza nera su un abito elegante bianco. La L di loser, i rapporti tesi con Pioli, l’uscita di scena, il mercato di gennaio impresentabile, non c’è bisogno di ricordare quello che è successo. Sono stagioni che ormai abbiamo dimenticato grazie a Saputo, e anche solo ricordarcele di striscio procura fastidio. Diamanti verrà sempre associato alla vecchia proprietà, ad un Bologna che stancamente si trascinava verso il baratro. Ora c’è qualcosa di nuovo, di fresco, giovane, un progetto tecnico basato su ragazzi di talento e di prospetto e non sull’usato sicuro, che poi tanto sicuro a tratti non lo è stato. Diamanti è dunque nella parabola discendente della sua carriera, per il Bologna non avrebbe alcun senso puntare su un giocatore di questo tipo, una personalità forte, un talento cristallino, ma pur sempre protagonista sul campo di stagioni difficili a livello societario. Certo, lui con gli errori di Guaraldi c’azzecca poco, ma inevitabilmente ci farebbe tornare indietro di qualche anno con la mente.

E poi, aspetto da non sottovalutare, in quel ruolo il Bologna ha confermato Brienza e preso Verdi, non c’è dunque bisogno di altri trequartisti in rosa. Dal punto di vista emotivo, inoltre, l’arrivo di Diamanti spaccherebbe di fatto la piazza tra detrattori e innamorati, e proprio ora che ci ritroviamo di fronte il caso Diawara non è il caso di creare ulteriore malumore tra i tifosi. Alino è stato un grande da queste parti, ma il meglio di sè a Bologna lo ha già dato. Non è in grado di riproporlo ancora.

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