Destro da preservare, ma senza di lui è un Bologna a metà

Destro da preservare, ma senza di lui è un Bologna a metà

L’infortunio muscolare di Destro svela ancora la coperta corta del Bologna in attacco, non ha senso forzare i tempi di recupero ma l’assenza del bomber si fa sentire.

Destro fragile, Destro sopravvalutato, Destro sempre rotto. Quando gioca e segna è un fenomeno, quando ‘ciondola’, o si rompe, è un disastro. Mattia è l’investimento principe e più oneroso del club, come tale è giusto che venga preservato. Cosa intendiamo? Semplice, che la scelta societaria è stata quella di non affiancargli in rosa una punta che potesse anche solo in parte metterlo in ombra. Si può criticare la strategia del Bologna, ma tutto sommato nel lungo periodo può diventare quella giusta. Destro è stato pagato più di dieci milioni, i tre mesi ai box sicuramente lo hanno svalutato e tutte le incognite sul suo recupero avrebbero spalancato lo spazio ad un’altra punta di valore, col rischio di ritrovarsi a dicembre con due attaccanti validi ma con un solo posto a disposizione in campo. Uno dei due sarebbe stato scontento del poco spazio, e se la panchina fosse toccata a Destro il Bologna avrebbe gettato al vento un investimento. Si può non essere d’accordo, ma la decisione è comprensibile.

Il problema, probabilmente, risiede a monte, a quel pestone di Miranda, agli errori in sede di recupero che non hanno permesso a Destro di riprendersi nel migliore dei modi da quella frattura. Forse a cascata il povero Mattia ne sta risentendo anche adesso con questo infortunio muscolare che può essere una indiretta conseguenza di quel pestone di marzo 2016. Ora più che mai il bomber è da preservare, senza forzarne i tempi di recupero evitando, così, complicate ricadute che potrebbero mettere a rischio l’intera stagione del Bologna.

Ma Destro serve a questo Bologna come il pane, perché le statistiche parlano chiaro: su 12 partite in sua assenza 1 vittoria e 3 pareggi, il resto sono sconfitte. Il calendario non aiuta, dopo Lazio e Sassuolo, partite che Mattia salterà, c’è il turno infrasettimanale con il Chievo e tre giorni dopo la Fiorentina. Il rischio che le salti tutte e quattro c’è e per Donadoni si palesa la necessità di trovare un’alternativa credibile che non sia il solo Verdi. Toccherà a Floccari e a Sadiq, con la speranza che possano aver ritrovato una buona condizione fisica. In linea di massima, un attacco con Destro, Floccari e Sadiq rende la coperta lunga a sufficienza, purtroppo una circostanza dietro l’altra ha fatto sì che ora di tre ne sia utilizzabile mezzo. Si poteva forse prendere un altro al posto di Sadiq infortunato? Sì, ma evidentemente il Bologna ha deciso di puntare ugualmente sul nigeriano valutando non particolarmente grave l’infortunio. Si è cercato di non oscurare l’investimento Destro, che in parte è stato oscurato da un infortunio fastidioso a marzo. Coperta corta dunque a Roma, ma di nuovo allungata contro il Sassuolo, si soffrirà nell’immediato sperando che col tempo la rosa si assesti. In sintesi, diventa complicato fare risultato all’Olimpico, ma tanto dipenderà dall’approccio iniziale alla partita e dal risultato che avremo sullo score all’intervallo. Ad ogni modo, questa miriade di assenze apre importanti opportunità per chi ha giocato poco, a patto che l’approccio alla partita sia quello giusto. Probabilmente a Roma capiremo il vero livello delle nostre riserve.

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