Bologna: sei in ritardo, ma l’obiettivo verrà centrato

Bologna: sei in ritardo, ma l’obiettivo verrà centrato

La tentazione latente e difficilmente sopprimibile di scrivere uno Spunto durante queste due settimane era forte, fortissima. Critiche da ogni parte sull’operato della società, come se a Casteldebole tutti si girassero i pollici e non fossero consapevoli del ritardo e delle difficoltà incontrate. Mancava (e una parte manca ancora) mezza squadra e sicuramente Corvino, Fenucci e Di Vaio erano intenti a sorseggiare drink in riva al mare invece di alzare la cornetta e imbastire trattative. Questo era il quadro dipinto da chi porta in grembo una frenesia mai sazia. Una dirigenza allo sbando e incapace di agire sul mercato, come se due dei più stimati dirigenti italiani fossero stati colpiti da una sorta di incantesimo in stile Bella addormentata. Tutti fermi, a dormire. Di conseguenza, invece di pensare ad una strategia ben chiara da parte della società, con paletti su caratteristiche tecniche, umane ed economiche – assumendosi rischi – si è supposto che il Bologna fosse ricaduto semplicemente negli errori del passato, anzi, che si stesse facendo addirittura peggio perché ‘i Bologna di Guaraldi a metà agosto erano già completi’. C’è differenza però tra l’essere completi ma scarsi, e parziali ma potenzialmente migliori, perché serve a poco completare una rosa non in grado di competere, mentre può rivelarsi fruttuoso attendere che le condizioni di mercato siano più favorevoli per portare a termine alcune operazioni che ti eri prefissato. Meglio essere discreti il 31 agosto che impresentabili (e definiti) un mese prima, anche se questo comporta assumersi il grosso rischio di aspettare le ultime giornate di mercato con relativo ‘sacrificio’ della prima partita di campionato.

 

C’era anche la tentazione di scrivervi a caratteri cubitali un bel titolo chiarificatore: ‘Destro arriva’. Tre settimane di trattativa sono state estenuanti ma c’è un dato incontrovertibile che sancisce senza dubbi l’indirizzo chiaro di una operazione: se ci fossero stati problemi grossi tra le tre parti in causa (Bfc, Destro e Roma), sicuramente qualunque squadra disposta ad issare l’attaccante come protagonista incontrastato della prossima stagione si sarebbe inserita soffiando il giocatore al Bologna. Il mercato è pieno di squali e noi lo abbiamo capito sulla nostra pelle, ci è successo con Defrel e Duncan e con tre settimane a disposizione chiunque avrebbe potuto portarci via Destro. In realtà, se nessuno si è inserito con decisione, è perché la destinazione finale dell’ascolano era già stata decisa e si trattava solo di limare qualche postilla in essere. In più, il fatto che gli incontri tra le parti si siano susseguiti quotidianamente, rappresenta l’indizio più importante della comune volontà di portare a termine positivamente la trattativa. Ecco, il bomber da doppia cifra è una pietra miliare sulla salvezza del Bologna, rappresenta perfettamente ciò che ci è mancato due stagioni fa. E dire che qualcuno, preso dalla voglia di creare discussione, mostrava continui segnali provocatori sul ritardo di una trattativa che, quando si tratta di giocatori che spostano gli equilibri, non è mai facile. Quasi come si fosse contenti degli intoppi sorti in modo da poter trovare un appiglio solido per le proprie critiche teorie. 

 

Certo, si può controbattere come questo ritardo sulla costruzione della rosa possa rivelarsi deleterio per le prime importanti giornate di campionato, una critica giustissima, con un chiaro fondo di verità dettato dall’orrida prestazione contro il Pavia, ma è anche vero il fatto che forse è meglio avere tra le mani una squadra plasmabile con il passare del tempo, piuttosto che un conglomerato di giocatori senza costrutto a su cui si chiede al mister di spremere succo dove polpa non c’è. Una sorta di miracolo. Inoltre, visto che piacciono i paragoni con il passato, occorre ricordare che anche la squadra di B già completata da Guaraldi alle prime giornate steccò clamorosamente con tanto di pareggio interno con l’Entella e sconfitta per mano del Crotone. Eppure, in mezzo a tanti alti e bassi, il Bologna riuscì a ritrovare la retta via, con tanto di cambio di modulo dopo poche giornate e un Lopez che passò dal 4-3-3 costruito su Zeman al 4-3-1-2. Adesso invece il modulo è chiarissimo e da qui al 31 agosto dovranno arrivare quelle pedine adatte a mettere Destro nelle migliori condizioni per segnare. Il Bologna è in ritardo, faticherà all’inizio e giocherà male, ma crescerà gradualmente centrando l’obiettivo prefissato (la salvezza) e togliendosi qualche soddisfazione qua e là. Meglio avere un potenziale di crescita che essere già arrivati alla prima giornata, perché la Serie A è lunga e il terreno che potresti perdere ora si può guadagnare – con interessi – più avanti. E comunque, non è assolutamente detto che il Bfc prenderà sberle a destra e a manca nelle prime giornate. Me li ricordo i tempi di Guaraldi, venivano criticate operazioni onerosissime per elementi di scarso valore, esattamente tutto ciò che Corvino sta cercando di evitare. Prima veniva chiesto di spendere meno e meglio, ora di gettare denaro fuori dalla finestra. E’ un Bologna che vuole acquistare i suoi obiettivi senza svenarsi (o comunque in linea con i parametri) a meno che non si tratti di un giocatore in grado di spostare. Ad ogni modo, da mesi andavo dicendo che Saputo, per un elemento di valore, l’investimento importante lo avrebbe fatto. E’ andata con Destro. Ora sotto con il resto, e oltre alla curiosità dell’altro uomo offensivo che arriverà, c’è anche quella relativa al centrocampo. E’ lì che Corvino dovrà dare il meglio di sé, il centrocampo è un ruolo chiave. Donsah e Taider sarebbero due bei rinforzi, a quel punto mancherebbe solo qualcosina davanti per completare la squadra. Davvero, è un peccato che in questa città il senso dell’equilibrio si sia perso da tanto (troppo) tempo. Ahimè, le scorie delle gestioni precedenti ce le porteremo dietro ancora un po’, ma sono sicuro che alla prima doppietta di Destro e alla prima vittoria del Bologna tutti saliranno di nuovo sul carro dei vincitori; tranne i soliti noti che andranno alla ricerca dei cavilli per criticare qualcosa, a prescindere da tutto. 

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