Bologna: non sei pronto. Ora dentro i nuovi acquisti

Bologna: non sei pronto. Ora dentro i nuovi acquisti

Il Chievo passa a Bologna con una prestazione ordinata, per il club rossoblù la necessità di procacciare tre rinforzi sul mercato in vista del ritorno. Dopo l’Empoli, un’altra prova del nove fallita

Dopo l’estasi di San Siro una delusione. E’ già capitato, quando il Bologna che espugnò Marassi venne purgato dall’Empoli in casa. Pare che i rossoblù soffrano le piccole, le squadre più organizzate che concedono poco, gli spazi angusti. Chievo ed Empoli si sono presentate qui con la loro idea di gioco basata sulla solidità, e mentre contro i toscani la partita è stata piacevole per via dell’identità offensiva degli uomini di Giampaolo, al cospetto del Chievo il Bologna non ha trovato sbocchi, rimescolando, rimuginando, masticando il pallone come in poche occasioni si era visto.

Hanno pesato le assenze, troppi 4-5 giocatori fuori per un Bologna che deve essere rinforzato nella sua panchina. Perché è difficile chiedere a giovani giocatori di sfruttare le poche occasioni che gli capitano. E’ come avere una sola chance, la pressione è tanta. Ce l’ha fatta Diawara perché è un fenomeno, Pulgar ed Mbaye no. Soprattutto il secondo continua ad essere un giocatore misterioso, perché il cileno, con più spazi, a San Siro aveva fatto bene. Ma è stato tutto il Bologna ad andare in crisi al cospetto di un Chievo quadrato quando, per scardinare una difesa avversaria, serve velocità di gioco, precisione, verticalità, questo Bfc condito di riserve va incontro agli spettri del passato. Non serve andare da una parte all’altra, non serve strombazzare per una vittoria e deprimersi per una sconfitta. Dopo Milano scrissi che tre rinforzi erano comunque necessari, nonostante si iniziasse a intravedere un certo percorso di crescita. Probabilmente è così e probabilmente il Bologna non può pensare molto più in alto di una salvezza tranquilla. Dodicesimo posto?

Ma la sfida del Dall’Ara è stata caratterizzata dal penalty sbagliato da Mattia Destro. Poteva cambiare la partita, si dirà che i rigori si possono sbagliare, ma se a farlo è il bomber della squadra, colui che i match dovrebbe deciderli, il discorso cambia. Certo, qualche fastidio fisico per Mattia, ma questo non deve togliere al ragazzo la gioia di giocare, la spensieratezza che lo ha contraddistinto durante l’era Donadoni e quella determinazione che il mister è riuscito a tirargli fuori. E’ tornato incupito, un po’ mogio, invece ci piace il Destro che dribbla, corre, gioca da campione e corre verso il suo allenatore dopo un gol segnato. Un grande campione si vede nel momento della difficoltà, come reagisce ai fastidi, agli acciacchi, allo scorrere di una partita contro una squadra specializzata a fare giocare male gli altri. Sono queste le partite in cui lui dovrebbe trascinare la squadra, un aspetto su cui Mattia lavorerà. Siamo sicuri che da domenica prossima tornerà il Destro convincente svelato da Donadoni.

E ora? Attenzione, perché è vero che le ultime tre sono le principali candidate alla retrocessione, ma lo è altrettanto il fatto che il Carpi avrà un moto di orgoglio dopo che Romairone ha ridisegnato la rosa sulle esigenze di Castori. Nulla di preoccupante, sia chiaro, ma la consapevolezza dell’urgenza di dare a Donadoni solidi rinforzi, in modo tale che il Bologna possa scavare il solco decisivo a gennaio per godersi una primavera spensierata, improntata alla maturazione definitiva della squadra con un occhio alla prossima stagione. E’ questo il momento in cui non si può abbassare la guardia, questo il momento per Corvino e Fenucci di chiudere il prima possibile le trattative in ballo per i vari Zuniga, Floccari e Calleri. Mettiamola così: con Zuniga al posto di Mbaye e con Floccari a fianco di Destro, il Bologna avrebbe avuto più chance contro il Chievo. Certo che sì. E allora viene da sorridere se si ripensa al fatto che qualcuno avesse azzardato un Bologna a posto così dopo la vittoria di Milano. Perché può essere legittimo sperarlo ma sbagliato pensarlo, e oggi si è visto. Era la prova del nove, sì, quella che avrebbe potuto dare una nuova dimensione al Bologna che invece ha conquistato il Chievo che ora naviga a 26 punti, anche se vedendoli giocare non si direbbe. Loro erano più pronti per ora, magari da settimana prossima, con due puntelli dal mercato, lo saremo anche noi.

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