Bologna: è tutto nelle tue mani, ma niente biscotti…

Bologna: è tutto nelle tue mani, ma niente biscotti…

 

Ci sono due aspetti che mi preoccupano per questo finale di stagione: la condizione psico-fisica del Bologna e il calendario delle ultime otto giornate. Sulla prima alcuni infortuni e squalifiche potrebbero complicare il tragitto, ma se la squadra riuscisse a riprendere il filo del discorso interrotto dopo la sconfitta di Carpi, quando con il Livorno qualche timido segnale di ripresa si era palesato, forse riusciremmo a stare tutti più tranquilli. Il destino è nelle nostre mani ci viene ripetuto, ed è verissimo, affinché però i ragazzi lo portino a compimento con la promozione. Anche perché l’anno scorso ci è stato detto (o ci siamo autoconvinti) “tutto dipende da noi”, oppure “siamo ancora quartultimi, nessun allarmismo” salvo poi concludere la stagione con una dolorosissima discesa in B. Meglio dunque rimanere sul pezzo e vedere la realtà per quella che è. Tutti gli indizi portano ad un solo verdetto: ci sarà da lottare fino alla fine. Nulla di nuovo, ci siamo abituati e dovremmo averci fatto il callo, a patto che il finale sia diverso da quelle nefasto che già più volte ci ha colpito. In questi giorni il ritornello è pressoché identico: ci aspettano otto finali. Vero, ma ogni partita sarà un capitolo a sé, ogni novanta minuti ci sarà un avversario diverso con motivazioni altrettanto diverse e caratteristiche da affrontare e limitare. In più, tutti speriamo che le finali siano di meno, ma questo è un altro discorso e – per il momento – dipende da noi. Si parte sabato a Brescia, match complicato in cui in pochi sottolineano l’assoluta difficoltà al cospetto di una squadra che farà di tutto per mantenere viva la speranza salvezza. Sono quasi spacciati, ma più per i sei punti di penalità che per il livello del gioco, tant’è che all’andata ci ribaltarono come un calzino sudato e bucato. Non ci fidiamo, non lo faremo mai più dopo quel 5 maggio 2002 e in uno stadio che poche volte ci ha visto trionfanti e goderecci. Inoltre, il Brescia è una squadra che se in giornata può causare enormi problemi, lo ha scoperto il Pescara prima di Pasqua ad esempio, così come noi a novembre. Gli attaccanti sono temibili, Corvia è reduce da una tripletta, Caracciolo quando vede Bologna addrizza il mirino e Sodinha è elemento in grado di trovare la giocata estemporanea che può decidere una partita. 

 

Non finisce qui, perché la Serie B – per come strutturata – non consente quasi a nessuno di rilassarsi; di conseguenza ci saranno poche vittorie facili sul nostro percorso. Di biscotti, poi, nemmeno l’odore. Dopo Brescia c’è al Dall’Ara lo Spezia, uno scontro diretto per togliere dai giochi secondo posto una concorrente, i bianconeri sono però la classica squadra che può trovare la partita della vita come fallire l’aggancio decisivo alle parti alte. Sono sempre stati lì, terzi, quarti o quinti senza crollare o senza avere il sussulto decisivo. Alla sedicesima di ritorno si scende a Bari, alla vigilia del campionato quella veniva indicata come una delle partita della vita, uno scontro diretto tra due pesi massimi che a fine aprile si sarebbero giocati la gloria. Invece no, il Bologna ha mantenuto (e forse migliorato, ad inizio stagione si parlava solo di playoff) il pronostico, i pugliesi sono naufragati sopraffatti – loro sì – dalle pressioni di una piazza che dopo i playoff della scorsa stagione si aspettava un campionato di vertice assieme al Catania. Chissà se gli uomini di Nicola saranno ancora in lotta per la post season o se avranno abbandonato ogni sogno di gloria; questo aspetto potrebbe fare la differenza tornando al discorso motivazioni. Saranno, invece, proprio gli etnei prima citati a salire a Bologna la giornata successiva. Qui forse passerà tanto della promozione del Bologna perché i siciliani sono invischiati una lotta salvezza incredibile se pensiamo ai valori sulla carta ipotizzati in estate quando si dava per scontato che il Catania avrebbe dominato il campionato. Vedendo poi i tredici o quattordici rigori a favore (son talmente tanti che si dimenticano) i rossoazzurri sono un vero e proprio spauracchio perché se avranno bisogno di punti importanti…bè, la fine della frase, ahinoi, la sappiamo tutti. Speriamo di no, anche perché furono proprio loro (e con un altro arbitraggio scandaloso) a sancire la retrocessione della passata stagione. Un pizzico di orgoglio, da parte dei nostri, me lo aspetto.

 

La stagione si chiude poi con altri due scontri diretti. Frosinone ed Avellino. Chiaro, fanno molta più paura i primi, tra le frasi di Lotito e il derby con il Latina rinviato, i ciociari affronteranno il Bologna con il dente avvelenato e con l’intenzione di far capitolare dalla sedia il patron della Lazio che corre il rischio di vedere una Serie A con partite del tipo Carpi-Chievo o Frosinone-Sassuolo. Il concetto è semplice, per prima cosa è necessario arrivare alla data del Matusa (il 2 maggio) con almeno 4 punti di vantaggio, a quel punto saremo un po’ più tranquilli e si potrà, in base alla nostra posizione, cercare di amministrare una delicata trasferta. Il velluta arriva solo alle ultime due curve, Pro Vercelli e Lanciano rappresentano due obiettivi facili, entrambe potrebbero arrivare a quella data salve e lontano dalla zona playoff, sicuramente il Lanciano che è tranquillo a metà classifica, meno i piemontesi che dopo un girone di andata spumeggiante si sono squagliati. La prima quantomeno non è temibile dal punto di vista tecnico, la seconda arriverebbe qui con zero motivazioni. Diciamo che in caso di volata finale all’ultima giornata abbiamo un vantaggio, a patto che la nostra piazza sia ancora la seconda. Una menzione, infine, per il Perugia. La squadra di Camplone è già stata affrontata due volte dalla truppa rossoblù e il tre a uno al Dall’Ara è stato abbastanza eloquente, ma i grifi hanno ripreso la marcia e conquistato 20 degli ultimi 27 punti disponibili. Il calendario pone loro davanti partite abbordabili, nell’ordine Varese, Ternana, Livorno (non fa particolare paura a nessuno) e Latina nella prossime quattro giornate. Poi Trapani in casa e Pescara fuori (la più complicata) chiusura con un Carpi già in vacanza e l’ultima a Cittadella nella speranza, per noi, che sia partita vera. Un occhiata agli umbri i tifosi la danno. Guardandola dalla nostra prospettiva, con 56 punti e una B di basso livello, occorrono altre 16 lunghezze e arrivare a quota 72, ovvero la più bassa che ha garantito la promozione diretta negli ultimi anni. Meno sedici dunque: quattro vittorie e quattro pareggi, una perfetta media inglese.

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