Adesso sì, proviamo a fare il punto sul mercato. Quintero ci fa sognare, Okaka meno, Matri o Destro il sogno. E Defrel…

Adesso sì, proviamo a fare il punto sul mercato. Quintero ci fa sognare, Okaka meno, Matri o Destro il sogno. E Defrel…

Non sono certo qui a dare i voti di fine anno, le pagelle su un mercato ancora a metà strada. Poi sì, apparirei troppo presuntuoso. Giudizi cauti, dunque, ma un un punto della situazione si può fare. Anche perché qui a Bologna si crepa dal caldo, non voglio fare Biasin ma l’altra sera, sui campi da tennis di Ozzano, non riuscivo a tenere in mano la racchetta dal sudore e sì, invidio molto chi in questo momento è a Castelrotto, a prendersi un po’ di fresco tra le alture di montagna. Che poi, l’anno scorso a Sestola mi sono preso pioggia e undici gradi, forse porto sfiga. Tutto questo per dire che come ‘sguillano’ di mano le racchette, possono fare altrettanto le penne con cui si firmano i contratti. Battute a parte, sennò poi cambiate canale (ehm, pagina) e andate da un’altra parte, passiamo al sodo. L’arrivo di Quintero è la ciliegina sulla torta, un ragazzo che qui può definitivamente esplodere e, se saremo furbi, generare una sontuosa plusvalenza. Forse non è il trequartista ideale per Rossi, ma di sicuro sarà un giocatore importante e ora toccherà al mister inserirlo nel giusto contesto. Buon lavoro. In attacco continua la telenovela Defrel, a tratti la vicenda è stucchevole perché il giocatore viene rimbalzato su mezza Italia come fosse una pallina pazza, di quelle che da piccolo mi facevano impazzire. Anche i vicini che non sopportavano il fastidioso rumore del rimbalzo sul pavimento. Onestamente, se persiste, come mi risulta, una piccola divergenza sulle modalità di pagamento, occorre prendere una decisione chiara e netta. O si compie l’ultimo sforzo per un giocatore che piace e che nella mente del mister può essere, senza dubbi, la seconda punta titolare, oppure si chiude definitivamente la vicenda abbandonando l’obiettivo. Anche perché Delio Rossi con l’attacco titolare dovrà pur iniziare a lavorarci se non vogliamo arrivare impreparati all’inizio del campionato, un po’ come agli esami di riparazione quando eri costretto a studiare controvoglia in estate, e puntualmente non lo facevi. 

 

Passiamo all’ariete, colui che dovrebbe ricoprire il ruolo di prima punta. Innanzitutto, dobbiamo partire dal presupposto che in rosa, attualmente, ci sono quattro attaccanti che non saranno i titolari il prossimo anno. Cederli tutti è impossibile, mi accontenterei dell’uscita di almeno due, ma è chiaro che le operazioni in entrata (si esclude colui che sarà il numero nove del prossimo anno) sono limitate. Si parla di Borriello, il giocatore vuole rimettersi in discussione e apparecchia per il Bologna un contratto a cifre congrue e basate sul rendimento. Perfetto, dopo anni da paperone anche Borriello ha capito che qui c’è la grande occasione. Ora, se in forma il ragazzo sa segnare, ma viene da due stagioni di pseudo inattività, sarebbe una specie di scommessa per il Bologna e a quel punto non mi dispiacerebbe vederlo qui nel ruolo di primo cambio. La prima riserva della punta che arriverà. Ma è sul nove che i dubbi persistono, perché non so se nella mente di Corvino e Rossi Borriello possa rappresentare una garanzia. Okaka, da quel che ne so, non è ancora del tutto perso, o almeno, il Bologna tiene monitorata la situazione. Che dire, non mi attizza molto ma se piace al mister non discuto. I miei nomi, però, sono sempre quelli: Alessandro Matri e Mattia Destro. Difficile il primo trovi spazi al Milan (impossibile già ora, se poi arrivasse Ibra…) e non credo resterà ai margini per fare l’ennesima stagione in panchina. Poi c’è il tetto alle rose e, giocoforza, qualche tassello si libererà sul mercato rendendo l’operazione che ora pensiamo impossibile, l’affare del secolo. Chissà che Destro, tra un mesetto, non rientri tra questi. Io la butto lì, ma un tridente offensivo Quintero-Defrel-Matri o Destro sarebbe tanta roba. Se poi ci mettessimo Borriello in panchina, avremmo una coppia di bomber non solo sul campo ma anche nel quotidiano, ma questo, fortunatamente per la loro vita privata, è un’altra storia. 

 

Chiusura sugli esuberi. Andato Riverola (biennale al Foggia), il lavoro da fare è ancora tanto. Tra i più onerosi, sembra vicina l’uscita di Bianchi, non tanto per un eventuale scambio con la Samp con Marchionni (Riccardo Bianchi, a ieri, non ne sapeva nulla) quanto per un possibile passaggio in Qatar all’Al Arabi di Zola. In questo caso problemi di ingaggio non ce ne dovrebbero essere. Tra gli esuberi c’è anche Cacia, ma Daniele, che ha un contratto fino al prossimo anno, vuole fare la Serie A a Bologna; a meno che non arrivi un’offerta di un contratto pluriennale da altre parti…Rimangono Acquafresca e Mancosu. Ecco, qui il discorso è diverso, perché Delio Rossi apprezza i due attaccanti, in particolar modo Mancosu, con più spazi e più possibilità di ripartenza, in Serie A potrebbe trovarsi meglio rispetto all’anno scorso quando sembrava impacciato nelle movenze per via dei pochissimi spazi che gli avversari concedevano. Potrebbero anche rimanere per fare le riserve, una scelta che, non potendo Corvino comprare 300 giocatori, sento di rispettare e condividere.

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