400mila allenatori

400mila allenatori

Pazzini va al Verona, un affarone…per lui. 5 anni di contratto ad un 31enne. Tutti farebbero la firma. Ora, a me Pazzini è sempre piaciuto, l’ho sempre considerato il classico attaccante da area di rigore che alla prima palla buona fa gol. Evidentemente, nel corso della sua carriera, qualcosa è andato storto, perché era abbastanza lecito aspettarsi di più di quanto il suo pedigree recita. Nonostante questo – tanta panchina fatta negli ultimi anni e tante squadre cambiate – pensavo che per il Bologna fosse la punta ideale: esperienza, gol in faretra e un livello più che sufficiente per una squadra che il prossimo anno è chiamata ad una salvezza tranquilla. In sintesi: lo avrei preso. A quanto pare Delio Rossi è di parere diverso, chiede una punta con caratteristiche differenti e si è preso il rischio di lasciar perdere Pazzini (il Bfc lo aveva in mano, sicuramente non con un quinquennale) sperando che Pantaleo Corvino riesca a soddisfarlo con una punta di altro tenore, che probabilmente, nella mente del mister, può risultare più funzionale. Bene, possiamo non essere d’accordo, ma innanzitutto occorre valutare chi sarà la prima punta del Bologna, in secondo luogo attendere i verdetti del campo. Il Bologna deve costruire tutto il suo terzetto offensivo (almeno due pedine, una sarà probabilmente Defrel) e partire già ora con le critiche o le velate allusioni verso un allenatore che, con la rinuncia a Pazzini, si sarebbe messo in condizioni non facili, di sicuro aiuta il fiorire dei partecipanti sulle agorà dei social network ma non il lavoro di Rossi, il quale viene proposto – ad un mese e mezzo dall’inizio del campionato – sotto una cattiva luce. 

 

Perché ora, i pareri personali senza una controprova del campo contano poco, soprattutto non avendo a disposizione il nome di quello che sarà il prossimo attaccante del Bologna; e difficilmente sarà Okaka. Quindi, se Rossi si presenta a questa Serie A preferendo Bianchi o Mancosu a Pazzini, di sicuro va incontro ad un futuro molto complicato, se invece in questo mese di calciomercato ha espressamente richiesto Abel Hernandez rispetto al nuovo attaccante del Verona, bè, il discorso cambia eccome. Che senso ha allora, come è successo nelle ultime ore, mettere pressione su Rossi per questa scelta tecnica? Se stiamo, anche solo velatamente, cercando di screditare l’esperienza di Rossi, non facciamo altro che complicare il clima attorno al Bologna, attorno all’allenatore e attorno a quella che sarà la prossima punta del Bologna. Quella che, senza nemmeno conoscerla, per qualcuno, già da ora, è peggio di Pazzini. Il tutto praticamente senza controprove. 

 

Sì, non sono impazzito, per carriera e numero di gol Pazzini è molto meglio di Okaka, ma in attesa di capire chi vestirà la maglia numero nove del Bfc, mi piacerebbe che si provasse a nutrire la massima fiducia e stima nei confronti di Delio Rossi, colui che sarà l’allenatore del Bologna in Serie A. In fondo, non ho fatto corsi a Coverciano, non ho allenato in D, Lega Pro, B, A e in Europa, non ho il patentino di allenatore e non saprei certo approntare un allenamento di una squadra di Serie A. Se Delio Rossi ha chiesto un’altra punta al posto di Pazzini è perché, dall’alto della sua esperienza, pensa sia meglio così. Senza risultati e classifica alla mano, quindi attendendo l’autunno e un campione di partite significative, non potremmo, noi non allenatori, dare un giudizio chiaro e incontrovertibile della situazione. Ipotizziamo che questo sia meglio di quello, che Rossi possa essere un allenatore alla frutta o che stia sbagliando totalmente le scelte, ma anche solo indurre le persone a pensare che la perdita di Pazzini comprometta l’intera prossima stagione, risulta eccessivo e decisamente controproducente. Gli addetti ai lavori, non tecnici, possono limitarsi ad un parere e ad azzardare un pronostico, tenendo ben presente il condizionale. Sfumato Pazzini, potrebbe arrivare Hernandez o un’altra punta niente male. In teoria, non dovremmo essere già così spaventati. Ecco, ingigantire il mancato arrivo di Pazzini, che ha firmato un quinquennale (operazione che se avesse fatto Corvino sarebbe andato incontro a critiche durissime) non è un buon viatico umorale in vista della partenza del ritiro. Un po’ più di calma, a volte, non guasterebbe. Ma si sa, siamo 400mila allenatori.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy