Un Bologna.. al bacio!

Un Bologna.. al bacio!

Nostalgia canaglia. 6 gennaio 2002, Cupido colpisce al Dall’Ara.

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Campionato 2001-2002. Al via della stagione la Roma campione d’Italia preleva Cassano dal Bari, mentre la Juventus – dopo aver ceduto Zidane e Inzaghi e presi Buffon, Nedved e Thuram – si riaffida alle sapienti mani di Marcello Lippi per tornare a vincere il titolo dopo un biennio a bocca asciutta. L’Inter pesca dalla Spagna, sponda Valencia, il tecnico argentino Hector Cuper e attende il rientro dell’infortunato Ronaldo. Il Chievo si affaccia per la prima volta al massimo campionato, assieme al Torino, il Piacenza di Hubner e il Venezia. Ma è soprattutto l’anno della clamorosa sconfitta nerazzurra all’ultima di campionato contro la Lazio, una batosta per 4-2 in un Olimpico tutto interista, che fa svanire il titolo al fotofinish. Era il «5 maggio». Proprio grazie a quel successo, la Lazio riesce a superare di una lunghezza il nostro Bologna – sconfitto a Brescia per 3 a 0 – e a qualificarsi per la Coppa UEFA assieme al miracoloso Chievo. Scendono in cadetteria il Venezia, il Lecce, il Verona di Malesani – settimo al giro di boa – e la disastrata Fiorentina che in estate “salterà per aria” insieme a Cecchi Gori.

 

Per i nostri colori è una buonissima annata, di quelle da incorniciare con i suoi 52 punti finali. Tanti punti che però lasciano l’amaro in bocca per quell’ultima partita che poteva regalarci la Champions (si qualifica il Milan con 55 punti) e invece ci relega in Intertoto assieme al Perugia. E’ un Bologna che può schierare, fra gli altri, Pagluica, Cruz, Pecchia, Castellini, Nervo, Zauli e Bellucci. L’inizio stagione è segnato dalla sparizione dai radar di Fabio Macellari. Dopo un avvio più che buono, il terzino sinistro non viene più convocato: voci insistenti parlavano di uso di cocaina, ma il calciatore ha sempre negato, ammettendo soltanto di essersi lasciato prendere un po’ troppo dalla vita notturna bolognese e Guidolin non avrebbe gradito.

 

Questo il quadro generale, ma la nostra storia ci porta al 6 gennaio 2002, ultima giornata del girone di andata. Al Dall’Ara arriva il Brescia di Mazzone e Guardiola. Al decimo del primo tempo Tarantino scende sulla fascia sinistra e scodella in mezzo un traversone che taglia tutta l’area. Taibi smanaccia ma sul secondo palo si avventa Carlo Nervo che, con un bellissimo tiro, impatta la traversa. Il pallone ricade a centro area dove Petruzzi, nel tentativo di liberare di testa, infila clamorosamente il pallone nella sua rete. Autogoal ipergalattico! Al minuto 29 Bellucci batte una punizione sulla trequarti offensiva del Bologna, Cruz fa da torre e Olive, sempre di testa, mette la palla a centro area dove è appostato Nervo che in sforbiciata supera Taibi. E’ un goal splendido! Carlo corre felice a festeggiare la rete con i compagni. Bellucci lo abbraccia, gli prende la testa tra le mani e gli schiocca un bacio sulle labbra da far invidia a quello cinematografico fra l’Uomo Ragno e Mary Jane. Wow! Ok, nessuno è a testa in giù come Spiderman, non siamo in un vicolo buio e battuto dalla pioggia, Kirsten Dunst è sicuramente più affascinante dei nostri eroi in calzoncini e gambe pelose, ma l’effusione amorosa è di tutto rispetto, nulla da dire! Che poi Toni, allo scadere del primo tempo, accorci le distanze ormai non interessa più a nessuno: tutti hanno negli occhi solo quel bacio, che intanto si è già trasformato in limonata dura.

 

Alla sera a «Controcampo» scoppia un vero caso. “The kiss” viene proposto e riproposto morbosamente. Qualcuno vede anche sbucare una punta di lingua. “Aborroooooo!”. “Si guarda! E’ chiaro!”. “Volevano fare outing?”. “Nervo si è sbagliato, pensava di baciare Monica Bellucci!” “No, è Bellucci che si è sbagliato, pensava di baciare Monica!”. “Monica chi? L’attrice? Dicono sia sua cugina!”. “Boh, però lo sai il detto? Non c’è cosa più divina…”. Si insomma, ci siamo capiti, si scatena il caos totale. Alla fine, per chiudere la ridda di voci ormai incontrollate, devono intervenire i due protagonisti dell’amore pallonaro. «Volevo dargli un bacetto sul naso – racconta Bellucci – perché lo prendo sempre in giro per quello. Lui, facendo lo scemo, si è spostato alzando la testa». Nervo ribatte pronto: «Visto che mi stava prendendo per i fondelli per il mio naso, come peraltro fa sempre, lo scherzo l’ho fatto anch’io».

Campionato 2001-2002. Che bel Bologna… al bacio!

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