Tu scendi dalle stelle…alle stalle

Tu scendi dalle stelle…alle stalle

di Rosanna D’Atri

Un altro Lunedì, nero, passato a raccogliere le idee pensando a come interpretare i segnali non incoraggianti che arrivano da Casteldebole. Chi lo sa, forse bisognerebbe semplicemente smettere di pensare, avere reazioni di pancia e fare un’analisi che non contempli tutto quello che è successo nell’ultimo mese.

Fai un giro sul web, leggi i giornali, ascolti la gente per strada o sui mezzi pubblici e tra lo choc di vedere Gentiloni a Palazzo Chigi, la Fortitudo che non va e la Virtus che rimedia al weekend sportivo bolognese pensi: “ Ma come si fa a dire che siamo una succursale di un canadese?”.  Non riesco a pensare ad altro, seriamente, siamo arrivati al punto di dover mettere in discussione quanto Saputo sta facendo per il Bologna? Io non capisco, in Italia saremo anche abituati a personaggi che scimmiottano i boss rappresentati a Hollywood che si aggirano per gli stadi di tutto il mondo camminando a tre metri da terra, contribuendo a regalare alla collettività un’immagine negativa del nostro sport nazionale e a Bologna che facciamo? Anziché rendere grazie, sempre e in ogni luogo, per avere la fortuna di essere rappresentati da un Signore come Saputo si ha il coraggio di fare affermazioni di questo tipo e magari rimpiangere gli pseudo imprenditori del luogo che di chiacchiere ne hanno fatte anche troppe. Che poi per carità, ognuno è libero di pensare e affermare ciò che gli pare, a volte però sarebbe meglio non farsi trasportare dal vento e dare il giusto peso alle parole così come sarebbe meglio dare il giusto peso anche alla negatività del momento.

Giochiamo male, non facciamo gol, siamo demotivati per la maggior parte del tempo e anche un po’ sfigati a dirla tutta. La reazione post Udine ci sarà anche stata ma purtroppo, al momento, non basta per rasserenare gli animi e tornare ad apprezzare il lavoro che si sta tentando di fare perché qui servono fatti, punti o almeno gol. Da fuori tutto sembra confuso, correre a testa bassa senza poi avere la lucidità necessaria per piazzare il colpo non può essere più un alibi e forse, ha ragione chi sostiene che abbiamo sopravvalutato questa squadra presi dall’entusiasmo.

Il clima di tristezza con cui ieri abbiamo abbandonato il Dall’Ara a fine partita testimonia, quanto male faccia, vedere tutto il buon lavoro fatto perdersi nei meandri della nebbia che ci avvolge da troppo tempo ormai. E se al Dall’Ara ci ritorneremo tra circa un mese, il clima natalizio in cui siamo già immersi fino al collo può regalarci un po’ di positività e aiutarci a pensare che sulla zona rossa abbiamo ancora un buon margine e che a gennaio, con rientri e nuovi arrivi compresi si spera, possiamo riprendere il cammino.

In questo momento saremo anche passati dalle stelle alle stalle ma quest’anno, sotto l’albero, io vorrei ritrovare ancora Saputo e il suo progetto a indicarmi la via.

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