San Valentino in tre

San Valentino in tre

Il nostro cuore è rossoblù, non c’è Santo che tenga!

Commenta per primo!

Ah, l’amour! Diciamocelo sinceramente, cosa c’è di più bello che passare il giorno di San Valentino con la tua dolce metà. La vedi, il cuore comincia a battere forte, le farfalle volano nello stomaco e nel cervello si scatena un processo inspiegabile che non ti fa pensare che a lei. Però se il giorno degli innamorati cade di domenica, sorge un problema: alle quindici si materializza il terzo incomodo… come chi? Il Bologna! Perché a noi tifosi, anche quando gioca la nostra squadra, il cuore comincia a battere forte, le farfalle volano nello stomaco e nel cervello si scatena un processo inspiegabile che non ci fa pensare che a lei. Le nostre compagne – o compagni – lo sanno, ci guardano abbattute e scoraggiate, ma ormai hanno capito, al cuor non si comanda e il nostro cuore è rossoblù. Non c’è Santo che tenga!

Domenica mattina, ore 4.30, mi sveglio tutto sudato, non so dove sono, ma nella testa ho il ricordo di una partita incredibile contro una squadra di bianconero vestita. Il risultato non mi sovviene, vi dico solo che l’arbitro ha interrotto il match per manifesta superiorità rossoblu. Faccio un attimo mente locale e mi provo la febbre. 39 e sblisga, adesso mi è quasi tutto chiaro. Vivo in uno stato comatoso fino all’ora della partita quando, rispondendo ad un richiamo ancestrale, trovo la forza di collegarmi con Udine. Vedo tutto a scatti, sarà per il mio stato o per la scarsa connessione a internet? Boh…

Fra un giocatore bloccato per qualche secondo in una posizione improbabile e un portiere che rimane sospeso per aria manco fosse la Cristoforetti, mi pare di vedere un gran bel Bologna. Nei primi 25 minuti ci sono solo i rossoblu in campo, giocano, accelerano e creano occasioni. Dopo la punizione di Destro e il colpo di testa di Donsah, il palo di Munier per me è troppo, mi comincio ad agitare e il mercurio schizza fuori scala. Ragazzi, quando si crea così tanto, bisogna fare goal! Niente, Donsah, cicca un’altra buona occasione e l’Udinese comincia a prendere campo, cresce e ci crea più di qualche grattacapo. Prima dell’intervallo Da Costa ci mette una manona e il montante fa il resto. Il secondo tempo comincia con un monologo felsineo, i ragazzi si stabiliscono nelle metà campo bianconera e non mollano di un centimetro. Il goal è nell’aria e purtroppo lì resta. Al minuto 75 c’è un cambio per il Bologna: esce Donsah ed entra Floccari. Ok, sto vaneggiando, figurati se un allenatore nel pieno delle sue facoltà mentali toglie un centrocampista e mette una punta… Con il passare dei minuti il match diventa sempre più equilibrato con veloci capovolgimenti di fronte. 78’, Floccarone spizza per Destro, Mattia si beve due difensori e scaraventa la sfera in rete. !E vai! I bianconeri si lanciano in avanti alla ricerca del pareggio: Di Natale, Felipe, Zapata, la mia temperatura ricomincia paurosamente a salire. Si alza la tabella del recupero: sei minuti?! Si soffre tanto, troppo, ma al triplice fischio è gioia vera. Il collegamento internet si impalla sull’immagine dei rossoblù festanti sotto la curva dei mille trasfertisti. Non mi era mai capitato di essere così felice per la linea internet bloccata. Bfc power!

Gran bella vittoria, magari un pelo fortunosa, però noi abbiamo fatto goal e loro no. Chi segna, in maniera regolare, ha sempre ragione e le recriminazioni questa volta le lasciamo a loro. Analizzando un po’ la partita, devo dire che la difesa ha sbarellato un po’ troppo. I friulani davanti non sono male, ma se schieri Gasta e Maietta mi aspetto di soffrire un po’ meno, specie sui traversoni che oggi sono stati un vero incubo. Un applauso invece lo voglio fare a Taider e Da Costa. Il primo, per me, ha giocato un partita di una intensità straordinaria, era ovunque. Il secondo, invece, si è dimostrato per l’ennesima volta un portiere affidabile e con un discreto fondoschiena. Vi ricordate i tempo di Curci e Agliardi? Paura! Va beh, poi mancava Giaccherini.. Come dite? Ah, Giak c’era…

Come disse il grande Mandela “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”. Io un sogno l’ho fatto e adesso che ci ripenso, gli avversari non parlavano mica friulano…

(toccatona scaramantica autorizzata)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy