Pessimismo e fastidio

Pessimismo e fastidio

Nascondi le cose rossoblù, tu nebbia impalpabile e scialba

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Siamo talmente assuefatti al nulla assoluto degli ultimi tempi che riusciamo ad esaltarci per quarantanove minuti giocati in modo volenteroso e tenace, un secondo tempo in cui il Bologna spinge sull’acceleratore ma non riesce mai – MAI – a centrare la porta dopo un primo tempo da non pervenuto.

L’Empoli sceso in campo ieri è sinceramente incommentabile, undici paletti piantati qui e là per il campo e nulla più. Immensi spazi per giocare con serenità, pressing appena accennato, zero capacità di passare la metà campo e offendere. Insomma i toscani si presentano al Dall’Ara con l’entusiasmo di quando devi accompagnare la ragazza a fare shopping nel periodo dei saldi. E il Bologna che fa? Si adatta al ritmo degli avversari, alla loro pochezza. Il secondo tempo è stato meglio, in crescendo, ma se possibile l’Empoli è calato ulteriormente, pure quel minimo pressing che facevano svanisce pian piano. Se togliamo i due falli – uno da rosso diretto – commessi al 94’ su una inspiegabile ripartenza concessa, non sono stati buoni neppure di interrompere il gioco con delle scorrettezze. Dire che il Bologna giocava contro nessuno penso sia dire la verità. Eccolo il fantasmagorico secondo tempo, ecco da dove ripartire. Mah..

Non giochiamo più a calcio e abbiamo smarrito completamente la via del goal, non la troviamo neppure su Google Maps. Non segnare a questo avversario (11 goal presi nelle ultime 3 partite) è stata davvero un’impresa titanica. A Destro non arriva mai un pallone e quando gli arriva lo sbaglia in maniera clamorosa. Mounier si marca da solo, Krejci non prende la porta dal 1986 e Di Francesco, l’unico che sembra avere un minimo di feeling con il goal, resta a scaldare la panchina. Il triplice fischio dell’arbitro mette fine all’ennesimo scempio rossoblù.

Il 2016 casalingo è terminato. Un’ottima annata: 19 partite, 6 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. 16 goal subiti e 17 segnati, con la partita contro il Palermo che ha fortunatamente alzato notevolmente la media goal. Tralasciando per un attimo il nostro atavico amore, la nostra inguaribile malattia rossoblù, mi chiedo cosa possa spingere qualcuno a venire a vedere il Bologna con questi numeri. Se questo è il progetto decennale, se questo è quello che ci attende per i prossimi otto anni, stappiamo pure lo champagne di Bigon, meglio ubriacarsi e non pensarci più.

Nelle prossime settimane Saputo e i dirigenti si dovranno sedere attorno ad un tavolo e fare una serena analisi sugli errori fatti in sede di mercato e su quello che vogliono proporre nel 2017. Il campionato è ancora lungo e non credo sia possibile offrire quello che si è visto negli ultimi mesi. La verità è che siamo tutti sereni perché là dietro c’è la premiata ditta “Cessi&Gabinetti”, 23 punti in tre (di cui 3 il Pescara li ha trovati in un pacchetto di merendine), altrimenti avremmo una paura blu. Comunque domenica sarà meglio non perdere, altrimenti il tesoretto rischia di erodersi e trovarsi in “bolletta” per Natale non sarebbe gradevole.

La nebbia scende sul Dall’Ara e ricopre tutto con il suo manto. Vela la Maratona e le gradinate rimaste orfane dei tifosi, delle loro urla, delle loro sciarpe, della loro ironia. Ricopre l’assenza dei goal e la delusione di noi tifosi. Nasconde il silenzio dei mancati applausi all’uscita della squadra. Ovatta un anno arido di emozioni fra le mura amiche.

Ciao Dall’Ara, ci si vede l’anno prossimo. Tanto lo sai che siamo fatti così, ci lamentiamo, «io regalo l’abbonamento!», «basta, an pòs piò», «non vengo più, ne ho abbastanza di sto schifo!», ma alla fine torniamo sempre da te, sui gradoni a tifare rossoblù.

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