“Vorremmo toglierci qualche soddisfazione”

“Vorremmo toglierci qualche soddisfazione”

Beh, fare finta di niente sarebbe inutile, controproducente e privo di ogni logica. L’1-7 c’è stato, il fatto di non essere praticamente scesi in campo anche, e la sconfitta casalinga più ampia della storia non può essere cancellata e non può passare inosservata. Devo dire che non mi preoccupa il risultato, e non penso sarebbe cambiato qualcosa se il Bologna avesse perso 1-6, o 0-5 o 0-3. Non è lo score finale quello che deve infastidire, né l’espulsione di Masina per una evidente svista arbitrale, né il fatto che Mertens e Hamsik a fine partita si siano fatti fotografare con il pallone in mano. Non sono questi gli aspetti sui quali mangiarsi il fegato; questi sono episodi, situazioni figlie della disfatta sul campo e anche della (non) partita che si è vista sabato sera. C’è altro, secondo me, che deve essere analizzato e che deve far riflettere, ovvero il fatto che il Bologna faccia una gran fatica ad approcciare nel modo giusto le partite contro le squadre più forti.

Sudditanza? Paura? Nervosismo? Tensione? Ansia da prestazione? Non lo so, e non saprei come chiamarla, ma la realtà dei fatti dice che il Bologna, in sei delle otto sfide giocate contro le prime sette squadre della classifica (Juventus, Napoli due volte, Roma, Inter, Lazio, Atalanta, Fiorentina), sbaglia completamente approccio alla gara. Solamente contro Lazio e Inter i rossoblù sono riusciti ad entrare in campo determinati e anche trovare il vantaggio, però due partite sono troppo poco per una squadra che ha come obiettivo “migliorare il piazzamento dell’anno scorso e togliersi qualche soddisfazione”. E in quel “togliersi qualche soddisfazione”, penso possa anche essere letto come il battere una grande, fornire una bella prestazione contro chi sta davanti in classifica, vivere partite come il pareggio casalingo contro la Juventus di un anno fa, o la vittoria a San Siro contro il Milan. Emozioni (chiamiamole così, anche se non è la parola giusta) di questo tipo, stanno mancando nel campionato del Bologna. Tornando alla statistica precedente, può essere approfondita ulteriormente: oltre a non brillare, il Bologna prende sempre goal nei primi quindici minuti, ed inevitabilmente la partita prende una piega di un certo tipo. Lo 0-2 al sesto minuto di sabato è il risultato più eclatante, ma anche contro la Juve si era già sotto al 7imo, con l’Atalanta al 15esimo, con la Roma al 13esimo e col Napoli all’andata al 14esimo. Fuori da questo dato, c’è solo la sconfitta contro la Fiorentina, che segnò al 31esimo minuto, dopo avere però imbrigliato i rossoblù nella loro metà campo prima di fare goal. Le statistiche a volte ci prendono, a volte no, a volte sono solo numeri buttati a caso senza un fine vero e proprio. Di sicuro, sono motivo di discussione e di riflessione, e la prima lettura evidenzia come il Bologna abbia un serio problema nel scendere in campo contro chi, sulla carta e in classifica, è più forte di lui.

Ribadisco, l’1-7 non può essere dimenticato, ma non si può pensare che la brutta figura fatta abbia degli strascichi. Giocare subito fa bene? I giocatori hanno detto di sì, e i calendario li accontenta, visto che dà subito loro la possibilità di rimediare e di dimenticare in fretta. Domani arriva un Milan in difficoltà, che è passato in poco più di un mese dal terzo posto e la SuperCoppa conquistata, all’essere ottavo in classifica con dieci punti di distanza dalla zona Champions. Si avrà di fronte una squadra arrabbiata e che avrà voglia di rialzarsi per tornare a combattere per qualcosa che conta, più per il nome che si porta dietro, che per la sua storia recente. Tra i tanti dubbi, le perplessità, le ansie e le paure che quanto successo tre giorni fa possa tornare, di una cosa sono certo: il Bologna, domani sera, farà una gran partita. Non so se vincerà, se pareggerà o se perderà, ma ho la certezza che la voglia di riscatto dei rossoblù farà sì che l’approccio alla gara, finalmente sarà quello giusto. Quello che serve in gare di questo tipo, nelle quali “vorremmo toglierci qualche soddisfazione” (cit.).

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