Vittoria da squadra, e il Bologna ha ritrovato il Dall’Ara

Vittoria da squadra, e il Bologna ha ritrovato il Dall’Ara

C’era assoluto bisogno di una vittoria di questo tipo: convincente, concreta, da squadra. C’era bisogno di questa vittoria dopo lo scivolone di Torino, una caduta che, secondo qualcuno, aveva messo tutto in discussione. C’era bisogno di questa vittoria dopo l’ultimo giorno di mercato che aveva stravolto il pensiero della gente, con molti che prima delle 15 di domenica pensavano che questa squadra fosse a serio rischio retrocessione (sono curioso di sapere se sono le stesse persone che oggi esaltano Donadoni, Di Francesco e Krejci). C’era bisogno di questa vittoria e dei suoi interpreti: perchè Simone Verdi era stato l’uomo più criticato dopo le prime due partite e ha avuto il merito di sbloccare il risultato, perchè Di Francesco ha segnato all’esordio al Dall’Ara e ha dimostrato di essere un giocatore solido mentalmente, capace di entrare a partita in corso ed essere subito decisivo per la squadra (caratteristica mica da poco, nel basket si parlerebbe di “sesto uomo di lusso”), e perchè abbiamo avuto ancora una volta in più la conferma che Krejici è un grandissimo giocatore e che forse non abbiamo perso così tanto nel non avere più in rosa un giocatore di trentadue anni non perfettamente integro fisicamente. E c’era bisogno di avere conferme anche da Marios Oikonomou, che ha avuto la fiducia di Donadoni e ha risposto positivo: non c’è niente da fare, se il greco gioca concentrato può essere assolutamente adatto alla serie A, mentre il problema si pone quando abbassa anche di pochissimo il suo livello di attenzione. Ecco che lì diventa un giocatore mediocre, che va in difficoltà e che rischia di fare male come successo a Torino. Di sicuro l’arrivo di Helander farà bene anche a lui, che ha tutto nelle proprie mani e sa che se vuole giocare ed essere un punto di riferimento importante per questa squadra, deve a tutti i costi fornire prestazioni concrete e di livello come quella di domenica.

Insomma, è stata la vittoria perfetta. Non perfetta per come è venuta fuori, perchè è evidente che di errori ne siano stati commessi ed è altrettanto evidente che di situazioni da migliorare ce ne sono tantissime. È stata la vittoria perfetta per come è maturata e per il momento nel quale è arrivata. Era il momento di reagire dopo le critiche post-Torino e dopo tutte le preoccupazioni che erano (inspiegabilmente) nate dopo l’ultimo giorno di mercato, che aveva allarmato un bel pò di gente per il mancato arrivo di Alessio Cerci. La squadra ha risposto alla grande, ha vinto bene senza mai soffrire, senza mai rischiare contro un Cagliari che, a detta di tanti “chiuderà la stagione ben più avanti di questo Bologna”. Beh, se dovesse essere così ci sarebbe da preoccuparsi davvero, perchè dubito che i sardi possano fare un campionato di alto livello, nonostante abbiano giocatori affidabili ed esperti. Ma domenica mi è sembrato abbastanza palese come questo Bologna abbia qualcosa in più, sotto tutti i punti di vista. Vorrei chiudere considerando un altro aspetto fondamentale di questo primo mese di gare ufficiali: il Bologna ha ritrovato il Dall’Ara, e non è una cosa da poco. Vero che si sono affrontate Trapani, Crotone e Cagliari, ma è importante trovare confidenza in casa fin da subito. E cominciare con tre vittorie in altre altrettante partite, è la cosa più importante, soprattutto per i nuovi giocatori. Il Bologna degli ultimi anni ha fatto una gran fatica in casa, e sarebbe importante invertire questa brutta abitudine: bisogna avere certezze in casa, e per farlo c’è bisogno di creare le basi solide fin da ora, con l’intento di sapere che al Dall’Ara dovranno essere gli altri a soffrire e i rossoblu a comandare. Siamo sulla strada giusta, siamo partiti bene. E non solo per le vittorie interne e i sei punti in classifica. I nuovi si stanno integrando, i “vecchi” consolidando, la gente è sempre meravigliosa nel dare supporto e aiuto alla squadra. Questo Bologna è molto meglio di quanto qualcuno voglia farci credere. Facciamocene una ragione.

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