Urge una punta dignitosa a supporto di Destro

Urge una punta dignitosa a supporto di Destro

Il centravanti ascolano non è stato molto prolifico in questa prima parte di stagione: gli serve un valido appoggio

Finora il numero 10 rossoblù ha raggiunto quota quattro reti nelle dodici gare disputate: non rappresenta certo un bottino soddisfacente, sia per lo stesso Destro sia per la tifoseria felsinea che, per come lo ha accolto alla Stazione Centrale del capoluogo emiliano, si sarebbe aspettata qualcosa in più dalla punta ex Roma e Milan. Si sapeva fin da subito che Destro non si sarebbe comportato da bomber vero come buona parte degli attaccanti che prima di lui hanno vestito la nostra maglia, ma questo rendimento non ripaga senza dubbio la fiducia datagli dalla società e dal tecnico, che lo considerano l’unico punto di riferimento del reparto avanzato(con la mediocrità dei compagni di reparto che si ritrova, è legittimo). A Destro non viene chiesto molto, soltanto di buttare il pallone in fondo al sacco. Chiaro che questo compito non è sempre facile e scontato, però la sua non costituisce una media realizzativa che si addice a un centravanti d’area di rigore come lui. D’accordo che Mattia, fino a quest’estate, è stato alle prese con un infortunio (quello causatogli da Miranda in occasione di Inter – Bologna la stagione passata) che, oltre ad averlo tenuto lontano per mesi dal rettangolo verde, lo ha scosso anche dal punto di vista mentale, ma ciò non toglie che possa e debba impegnarsi maggiormente.

La colpa della difficoltà a segnare non è esclusivamente sua, ci tengo a sottolinearlo: a parte Verdi, i vari Krejci, Mounier e Di Francesco, aggiunti ai terzini e agli esterni, non sono riusciti a servirlo in maniera impeccabile e, chiaramente, Destro non ne ha affatto giovato. Per come interpreto l’attuale situazione legata al migliore attaccante all’interno del nostro organico, credo che Mattia risenta della mancanza di un degno “assistente”: secondo me la rosa petroniana andrebbe arricchita ulteriormente con l’arrivo di un difensore e una punta, la quale non necessariamente deve giocare al posto di Destro ma sostenerlo fornendogli buoni palloni e segnare qualche rete, data la scarsa produttività in zona gol di Mattia. Anche coloro che hanno sempre nutrito il massimo affidamento in lui, penso debbano ricredersi e rendersi conto che contare solo sul venticinquenne marchigiano potrebbe non fruttare i risultati sperati. Posso però comprendere la scelta compiuta da Donadoni di metterlo sempre in campo, disponendolo come unica punta sorretto da Krejci e Mounier (o Verdi appena si sarà del tutto ripreso dall’infortunio e tornerà disponibile agli ordini dell’allenatore), vista l’assoluta pochezza dell’attacco rossoblù; inoltre, come se non bastasse l’inconcludenza di Floccari e Sadiq, il nigeriano giunto agli sgoccioli del mercato estivo dalla Roma è anche indisponibile per infortunio. Per non parlare, poi, della totale inutilità del solito e immancabile Acquafresca, che in questa prima parte di campionato non ha presenziato nemmeno per un minuto sul manto erboso, in quanto non rientra più nei piani del mister (e come potrebbe essere altrimenti?). Ecco perché ritengo che, per il bene del Bfc ma soprattutto di Destro, che ha saputo sfoggiare il meglio di sé quando si trovava in coppia con uno o più attaccanti in suo aiuto (alla Roma era molto spesso supportato da gente del calibro di Totti, Ljajic e Gervinho), serva una nuova punta come acqua in un deserto, che possa rendersi utile affiancando Mattia distribuendogli funzionali palle gol e mettere a segno qualche marcatura. Sicuramente un nuovo eventuale innesto di livello nel reparto avanzato potrebbe costringere Donadoni a cambiare modulo e non schierare il consueto 4-3-2-1, però reputo che Destro, vittima di troppe pressioni e di una responsabilità non da poco, ne trarrebbe un notevole vantaggio.         

ALESSANDRO RENI

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