Speriamo che la permanenza di Donadoni faccia cambiare rotta alla squadra

Speriamo che la permanenza di Donadoni faccia cambiare rotta alla squadra

di Alessandro Reni

Che Donadoni rimarrà sulla panchina del Bologna è ormai un dato di fatto. Se in precedenza costituiva una speranza, adesso sembra essere davvero una certezza inconfutabile. È bastato l’arrivo di Saputo in quel di Casteldebole a placare gli animi e a chiarire ogni aspetto sotto tutti i punti di vista, mettendo la parola “fine” alle voci che spingevano il nostro mister lontano dalle Due Torri la prossima stagione; con ogni probabilità, a meno di clamorosi ribaltoni, il campionato seguente vedrà ancora l’ex allenatore di Parma e Napoli seduto sulla panca rossoblù. L’intera tifoseria felsinea ha vissuto gli ultimi momenti con notevole preoccupazione riguardo alla stabilità della posizione di Donadoni, la quale fino a circa una settimana fa era stata messa in discussione, ma grazie all’intervento esplicativo del nostro chairman questa faccenda si è conclusa nel migliore dei modi. Niente Milan o Nazionale per il tecnico bergamasco, dunque. Giusto che sia finita così, perché da alcune partite a questa parte il Bologna si è reso protagonista di prestazioni piuttosto negative, e sicuramente le recenti chiacchiere avranno in parte contribuito a questa frenata improvvisa della banda petroniana. Ovvio che le cause principali sono altre: in primis la mancanza di Destro, che a causa dell’infortunio rimediato contro l’Inter non potrà guidare il nostro reparto avanzato per circa un mese; mettiamoci anche lo scarso rendimento (realizzativo ma non solo) delle altre punte rossoblù, in particolare Floccari, da cui ci si aspetta maggiore impegno e concretezza sotto porta. Infine, aggiungiamoci una difesa che, specialmente durante l’ultima gara disputata a Bergamo contro l’Atalanta, ne ha commesse di tutti i colori (le espulsioni di Gastaldello e Mbaye contro la Dea ne sono una tangibile dimostrazione).

Insomma, pare che il Bologna abbia perduto la grinta e lo smalto che lo hanno contraddistinto dal momento in cui Donadoni è subentrato a Rossi per guidare il gruppo felsineo, il che non rappresenta un particolare incoraggiante. In fin dei conti, però, credo che rimproverare ai nostri ragazzi di avere staccato la spina non sia giusto nei confronti di giocatori che si sono impegnati a fondo fino a questo punto del campionato (e che continueranno ad impegnarsi, ne sono certo), giocando match in maniera strepitosa e raccogliendo un sacco di punti preziosi anche ai danni di club ben più importanti e titolati del nostro. Non potrei biasimarli se hanno deciso di rifiatare un po’, a patto che ritrovino in fretta la voglia e la concentrazione che li ha caratterizzati per buona parte delle partite, sperando che questo attuale andamento sia solo temporaneo e che il popolo bolognese possa ritornare a godere di successi il prima possibile. Perché quello manifestato soprattutto nelle ultime due gare non rappresenta l’effettivo valore del team rossoblù, capace di offrire spettacoli di tutt’altra levatura, come ad esempio il trionfo ottenuto quel famoso 6 novembre 2015 in occasione della sfida contro il Napoli al Dall’Ara, o la vittoria nei confronti del Milan a San Siro; come dimenticare anche il maestoso pareggio conseguito contro la Juve (contro questa Vecchia Signora un pari è un ottimo risultato, specialmente considerando che siamo stati i primi a fermare i bianconeri reduci da quindici vittorie consecutive). Un punto contro il club di Agnelli dovrebbe valerne tre, come del resto quello strappato, con altrettanta sofferenza, contro la Roma (veniva anch’essa da dignitosi risultati) sempre all’interno del nostro impianto.                                                                                                            Io sono convinto che il Bologna saprà rimettersi in carreggiata, a maggior ragione ora che sappiamo che Donadoni resterà saldo al suo posto; ritengo sia fondamentale tornare sulla retta via per smentire le opinioni di coloro che affermano che i petroniani abbiano gettato la spugna esattamente come cinque anni fa quando al timone della squadra c’era Malesani. Quella era tutt’un’altra storia, adesso stiamo vivendo una vera e propria rinascita a livello sportivo, certamente grazie a Joey Saputo e allo stesso Donadoni, entrambi individui dall’autentica correttezza e serietà; sono sicuro che con loro raggiungeremo traguardi molto soddisfacenti.

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