Serviva davvero questa partita per scoprire il valore di Donsah? E su Helander …

Serviva davvero questa partita per scoprire il valore di Donsah? E su Helander …

Alcune considerazioni sul mercato e sulle prestazioni dei giovani “bolognesi”

Il CalcioMercato volge al termine, e a meno di grossi giramenti di fronte ed eclatanti offerte, Godfred Donsah indosserà la casacca Rossoblù anche quest’anno (aggiungerei menomale e per fortuna).

Quando ripenso alla trattativa imbastita dalle due società (Bologna e Torino) mi viene quasi la pelle d’oca e una risata difficile da trattenere.
Come è mai possibile?
Come si è potuto pensare di vendere Donsah a queste cifre?
Lasciate per un attimo perdere il giocatore in sé, pensate a Donsah semplicemente come ad un bene materiale, capace di crescere ed aumentare il suo valore nel tempo.
Questo bene lo avete acquistato alla cifra di 6 milioni di euro solamente due anni fa, battendo la concorrenza di altre società interessate al bene (non società qualunque, ma le più attente e capaci nel valutare questi beni – Juventus, Napoli, Benfica e Marsiglia).
Come si può pensare di rivendere questo bene solo dopo due anni, senza mai averlo veramente utilizzato e senza avergli dato la possibilità di crescere, ad 1 milione in meno di quanto lo avete acquistato e ad 1 milione in meno del suo valore di mercato attuale?
Non parliamo solo di calcio ma di mera economia, di semplicissima finanza, come si può ragionare in questi termini?

Abbiamo pagato Donsah 6 milioni di euro, battendo una notevole concorrenza.
Il Cagliari, che non è una società sprovveduta, sapendo il potenziale di questo giocatore (in realtà lo sa e lo sapeva quasi tutta Europa visto i precedenti interessamenti) decise di imporre una “clausola di futura rivendita” del 25% (non due lire).
Il Torino ci avrebbe dato per il giocatore solo 5 milioni, quindi una minusvalenza non indifferente rispetto al pagamento del giocatore e inferiore di 1 milione rispetto al suo valore di mercato.
[Piccolissima parentesi: se il valore del mercato di un giocatore oscilla tra i 5,5/6 milioni quella non è la cifra massima che si richiede alla società avversaria ma bensì la cifra di partenza dalla quale iniziare la trattativa].
Quindi in conclusione: il Torino avrebbe pagato 5 milioni (un giocatore di soli 21 anni, con tutta la carriera davanti e la possibilità di esplodere), di questi avremmo dovuto dare 1milione e 250mila euro al Cagliari.
Un giocatore pagato 6milioni, rivenduto a 3milioni e 750mila.

AFFARE DEL SECOLO.

Lo ripeto e lo ripeterò allo sfinimento: ogni giocatore ha il suo prezzo (nessuno escluso) ma non venitemi a dire che questo era il prezzo per Donsah, il prezzo per un 21enne, il prezzo per un giocatore pagato 6milioni.

Donsah non fa parte del progetto Donadoni, bene (cioè in realtà male, ma l’allenatore è lui) allora non lo si vende a queste cifre ma lo si dà in prestito secco ad una neo promossa o ad una squadra interessata per farlo giocare con continuità.
Lo fa la Juventus (Cassata, Mandrogora, Lirola, Orsolini, Marrone ect ect), lo ha fatto con noi il Verona (Viviani – c’era una clausola da 8milioni ma era fittizia) lo possiamo fare benissimo anche noi.

Sulla prestazione contro il Benevento non mi soffermo neanche, questo era il giocatore che conoscevo e questo giocatore l’ho visto sabato pomeriggio.
Stessa forza, dinamismo e corsa vista in Coppa Italia al goal contro l’Inter.
L’ultima volta fu a San Siro, infatti dopo quella prestazione, venne lasciato in panchina nella giornata successiva di Serie A, sono proprio curioso di vedere se Donadoni lo riproporrà contro il Napoli …

Chiudo questo Editoriale con la nota più lieta e piacevole … la prestazione magistrale di Filip Helander.
Entrato a freddo per sostituire Maietta, non ha fatto di certo rimpiangere il nostro “muro”.
Ha messo in campo tutto il cuore e la precisione che gli si addicono, ottimi tempi e chiusure perfette.
Sempre puntuale e deciso (sopratutto in due chiusure che avrebbero portato al goal).
Quest’anno avrei dato a lui e a Oikonomou le chiavi della nostra difesa, due Nazionali giovani con l’inserimento di Maietta nella partite davvero importanti.
Così non potrà essere …
Helander però è qui ed è tutto del Bologna (magistrale Bigon nella trattativa che ha portato Helander da noi e scaricato Cherubin – 28anni – al Verona).
Helander deve giocatore con continuità, in coppia con De Maio e Maietta poco importa, ma lui deve essere il nostro titolare, nel bene e nel male, lasciamolo sbagliare e crescere in serenità (ha solo 23 anni).

2 commenti

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  1. bertu62 - 3 settimane fa

    Da tifoso granata mi permetto di condividere quanto espresso sia sopra (nell’articolo) che qui sotto (nel commento) e aggiungo un estratto dell’intervista a Donsah di qualche tempo fa dice molto del carattere del giocatore e che fa riflettere MOLTO su chi da giudizi affretati:

    “Mia mamma mi portava a scuola e io le ripetevo che volevo diventare un giocatore di calcio. Papà è partito nel 2007 con una barca, non un barcone. Da clandestino. Erano 30, noi in famiglia avevamo paura. L’Italia era un miraggio, l’idea di un lavoro, lui voleva far studiare le mie sorelle. Era stufo di lavorare nelle piantagioni di cacao, dove ancora lavora mamma e dove ho lavorato pure io. Credetemi, è tosta. Si sta ore sotto il sole, e il cacao deve crescere bene. Ma vi assicuro che il nostro è migliore di quello che si compra qui. Sono arrivato al Palermo a 15 anni, mi allenavo con la prima squadra e Miccoli chiedeva quanti anni avevo. Ma non avevo il permesso di soggiorno, quindi più di sei mesi non potevo stare. La fortuna la devo a Sean Sogliano. Non smetterò mai di ringraziarlo. Mi vide e quando ebbi i documenti in regola mi portò a Verona. Ma devo tanto anche ad Acquah. È il mio più caro amico. A Palermo mi aiutava, mi dava qualche soldo e mi ha regalato le prime scarpe. Ero abituato a giocare scalzo. Da noi le scarpe le hanno in pochi. Diciamo che quando si gioca e si è in 22, al massimo le hanno in 4. Acquah mi è stato tanto vicino. A Verona giocavo in Primavera, Mandorlini mi ha fatto debuttare in A e mi diceva che dovevo lavorare di più. La voglia non mi è mai mancata. Io so che devo mangiare, che deve mangiare la famiglia e devo sistemarli tutti”.

    Ecco, quando leggo di calciatori alla Balotelli o Niang e penso a Donsah, mi vengono in mente degli scambi che sono certo farebbero solo bene a costoro! Mandarli a lavorare 1 mese in un campo di Cacao, eh?
    Da un granata agli amici Bolognesi….

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  2. 12345678 - 3 settimane fa

    Concordo pienamente il suo ragionamento su Donsah, e anch’io avrei costruito l’asse difensivo su 3 pilastri, Helander, Oiko, e non su Maietta, ma Mbaye.
    Purtroppo non si potrà fare, per colpa di un “Donadonazzo” qualsiasi.
    Chiudo pregando che il crisantemo Donadoni, sparisca il più presto possibile, così da permettere al Bologna di spiccare il volo, utilizzando i giocatori bravi e non i vecchi marci fino al midollo, pupilli di quello là.

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