Scosse di assestamento, e con l’Hellas serve la vittoria

Scosse di assestamento, e con l’Hellas serve la vittoria

di Mario Giuliante

Una sosta di campionato utile per rimettere insieme le idee e tornare ad essere quel Bologna che ha regalato ai propri tifosi il lato sinistro della classifica lasciando alle spalle l’ombra della retrocessione: a questo dovrebbe servire questo stop, a ritrovare le idee sia dentro che fuori dal campo. Se da una parte ci sono giocatori che devono ritrovare una concentrazione persa nelle ultime uscite stagionali, dall’altra c’è una situazione societaria che comincia a mietere le prime vittime come Pantaleo Corvino, che molto probabilmente lascerà il suo incarico da dirigente sportivo alla fine del campionato. L’arrivo di Joey Saputo a Bologna in questi giorni è servito a dare conferme a Donadoni che quasi sicuramente rimarrà nella città felsinea onorando il suo contratto in scadenza nel 2018 ma allo stesso ha dato modo di capire le reali intenzioni del club rossoblu sotto l’aspetto gestionale. Sono queste, situazioni di assestamento, utili magari per delineare una strategia comune che possa portare ad obiettivi finalmente realizzabili. La cosa bella è sapere che Bologna può contare su una società solida a livello finanziario, un allenatore capace ed una squadra con già una prima ossatura che dovrà essere completata durante il mercato estivo; se ci si guarda indietro, prima dell’arrivo di Saputo e, bisogna dirlo, Tacopina, lo scenario era completamente diverso. Gli artefici della rinascita sono stati sicuramente loro in primis per averci creduto e aver dato fiducia al Bologna, alla città di Bologna ed agli uomini scelti per questa rinascita. L’attenzione particolare è rivolta a Pantaleo Corvino, una persona d’esperienza, scopritore di talenti e ricordato sempre in maniera positiva ovunque sia stato, capace di mettere insieme e risollevare squadre che non se la passavano benissimo, lavorando con un budget di mercato che confrontato con quello di grandi squadre “eran bruscolini”. A lui il Bologna deve tanto, la serie A. La scelta di Delio Rossi e di alcuni innesti nel mercato durante la scorsa Serie B lo hanno reso sicuramente l’assoluto protagonista del mercato, con gli acquisti di Ibrahima Mbaye dall’Inter, del portiere Angelo da Costa dalla Sampdoria, di Daniele Gastaldello, Nenad Krsticic e Gianluca Sansone e inoltre, per il reparto offensivo, l’acquisto dell’ex cannoniere della Serie B 2013/14 Matteo Mancosu, che hanno permesso la conquista della serie A. Sempre a lui si deve la scoperta di Diawara, giocatore che sarà rischiesto dai grandi club italiani e stranieri nel prossimo mercato estivo, l’arrivo di Taider e soprattutto di Destro e Giaccherini. Nel calcio contano i fatti e parlano le statitische e Corvino ha sicuramente dalla sua argomentazioni convincenti. Il suo addio focalizza l’attenzione sui due nomi più gettonati del momento come Walter Sabatini e Daniele Pradè. La domanda da porsi però è una: sicuri che lasciare andare via Corvino sia la scelta giusta?

Tornando sul calcio giocato, la prossima avversaria del Bologna è l’Hellas Verona di Luigi Del Neri, squadra ormai nel baratro della retrocessione. Quasi sicuramente Donadoni vorrà ritrovare la vittoria e allo stesso tempo la mentalità che ha contraddistinto il suo Bologna da quello della precedente gestione Rossi. Questa sosta pasquale deve servire anche a lasciarsi alle spalle la sconfitta di Bergamo contro l’Atalanta ed a ritrovare la retta via. Peseranno le squalifiche di Mbaye e soprattutto di capitan Gastaldello, ma si può contare su un Giaccherini ritrovato dopo l’ottima prestazione dell’altra sera in Nazionale contro la Spagna e sul ritorno a centrocampo di Taider e Donsah dopo il turno di riposo concesso loro da Donadoni. Mancano otto partite alla fine del campionato ed i punti in ballo sono ventiquattro: tornare a vincere è doveroso per ritrovare serenità ed entusiasmo dentro il campo ed anche a livello societario. Per concludere la stagione nel migliore die modi, la tranquillità ora più che mai è fondamentale..”tutto il resto è noia” per dirla alla Franco Califano.

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