L’orchestra è cambiata, la musica un po’ meno

L’orchestra è cambiata, la musica un po’ meno

Con Saputo è paradossale che il mercato in entrata dipenda necessariamente da una cessione importante.

di Alessandro Reni

Fino a un paio di anni fa, la seguente questione sarebbe stata del tutto ordinaria: è noto che navigavamo in acque tutt’altro che sicure, che eravamo prossimi a un avvenire funesto se al timone fosse rimasto Guaraldi. Con l’imprenditore bolognese al comando, il mercato del Bologna rappresentava continuamente un’incognita, per poi rivelarsi sempre più fallimentare di anno in anno sotto la sua gestione. Poi, inaspettatamente, il miracolo: dopo un’estenuante trattativa durata alcune settimane, tra molteplici tira e molla, ecco che finalmente le redini della società rossoblù passano nelle mani dello statunitense Joe Tacopina, avvocato dalla fama indiscussa negli USA il quale, già sei anni prima, aveva tentato di rilevare il Bfc dall’allora presidente Alfredo Cazzola, senza però riuscire a portare a termine il proprio obiettivo; il famoso 15 ottobre 2014, però, giunge la tanto attesa e acclamata svolta, con l’ex vice di Pallotta alla Roma che diviene il nuovo patron, ruolo che in seguito sarà assegnato al nostro attuale chairman, il ricchissimo impresario industriale italo-canadese Joey Saputo, nonché proprietario della squadra del Montreal Impact, circondandosi dell’intera cordata “fornitogli” da Tacopina stesso, il vero artefice dello storico, se così si può definire, cambio di rotta dirigenziale petroniano.

Dopo numerose sofferenze e peripezie, la tifoseria del capoluogo emiliano ha potuto dunque gioire grazie a questa svolta epocale che ha portato il Bologna da essere ad un passo dal tanto disdegnato fallimento ad avere un roseo futuro e a sognare in grande. Ops, forse le ultime tre parole sarebbero da omettere, perché è evidente che, per quanto ora l’assetto societario sia stabile e tutti i conti del club siano totalmente in regola, illudersi di raggiungere, almeno in breve, traguardi più elevati della solita, immancabile e instancabile salvezza credo costituisca un’aspettativa al di fuori della nostra portata: questa dovrebbe essere una certezza inconfutabile. E ciò, secondo il mio punto di vista, quando al comando c’è uno degli uomini più ricchi al mondo, è piuttosto triste; tutto sommato ci può stare, non si pretendono acquisti di top player, è legittimo non puntare a spese folli come è giusto che sia Saputo stesso a decidere quanto budget fornire a Bigon, Di Vaio e Fenucci per consentire loro di fare un mercato degno di nota. Ma ritengo che il vero problema risieda proprio qui: non è certamente un caso che il Ds, in compagnia dell’amministratore delegato, si sia preso l’impegno di presentarsi in quel di Montreal; immagino che l’ex uomo mercato del Verona, oltre a spiegare al nostro patron l’odierna situazione regnante a Casteldebole(con il brusco stop che ha subito la trattativa che avrebbe dovuto condurre Diawara a Napoli, la mancanza di fondi sufficiente a comprare qualche nuovo innesto di livello si fa sempre più palese), si sia degnato, anche se timidamente, di domandare a Saputo di inserire maggiore liquidità all’interno del budget rossoblù, ricevendo molto probabilmente un secco “no” da parte sua.

Non me ne voglia Saputo, che stimo tantissimo per la serietà che dimostra sia in ambito umano che professionale, ma siamo alle solite: anche l’anno scorso Corvino ha dovuto lavorare con un budget abbastanza limitato e, non per colpe del direttore sportivo salentino, il suo operato è stato ampiamente criticato nonostante le ottime operazioni messe a segno con una scarsa quantità di cash. Io non sono insoddisfatto di come finora il Bologna si è mosso sul mercato, ma per quanto riguarda l’attacco felsineo il piatto piange, con Destro e Floccari indisponibili per infortunio e il solo Acquafresca utilizzabile per l’inizio del campionato (che non è molto lontano): urge, quindi, una punta in grado di sostituire degnamente il centravanti ascolano, senza, possibilmente, attendere l’illustre cessione di Diawara, sempre se avverrà o meno, anche se reputo grottesco il fatto che ci sia un vitale bisogno della sua vendita per comprare altri rinforzi, considerata la stratosferica capacità economica che vanta Saputo. Mi auguro che il chairman sappia smentirmi, sarei il primo ad esserne felice…

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