Le parole non contano più, oggi è La partita

Le parole non contano più, oggi è La partita

~~Si possono scrivere fiumi di parole prima di questa partita, ma servirebbero veramente a poco. È LA partita. Non ci saranno occasioni per rimediare agli errori, non ci sarà la possibilità di dire: “dobbiamo compattarci e faremo meglio la prossima settimana”, come abbiamo sentito diverse volte in questa stagione. Sono i novanta minuti più importanti dell’anno e saranno quelli che rimarranno nella storia, che vada bene o che vada male. Già, perchè quando nei prossimi anni ripenseremo alla stagione 2014/2015, verranno in mente le immagini di questa sera, sia che siano sinonimo di festa, sia che siano sinonimo di disfatta sportiva. È stata una stagione complicata, lunga e che non è andata come tutti ci saremmo aspettati a gennaio. Pensavamo di arrivare alla promozione diretta senza faticare e senza passare dai playoff, visti i dollaroni che avevano riempito le casse rossoblù: e invece siamo ancora qui, con la possibilità di guadagnarcela dopo 45 partite che sono state accompagnate da gioie e delusioni, ma anche dall’amore costante verso questa squadra.

Saranno gli ultimi novanta minuti della stagione e per molti saranno anche gli ultimi minuti con la maglia del Bologna, perchè sappiamo bene -qualunque sia l’epilogo finale- che l’anno prossimo una rivoluzione arriverà in ogni modo. E così, questa sera ogni giocatore dovrà giocare per sè e per il compagno che lo ha accompagnato per questi mesi, e dovrà dare l’anima in campo anche per quei tifosi encomiabili che si sono fatti centinaia di chilometri per le trasferte e non hanno mai fatto mancare il loro appoggio alla squadra. Non sarà una sfida come le altre, sarà una gara nella quale vincerà la tenuta mentale, molto più di quella fisica. Il Pescara può anche essere più brillante sul piano della corsa (anche se a dirla tutta, nel secondo tempo della gara di venerdì i Delfini sono vistosamente calati), ma queste gare non si vincono solo andando più forte degli altri. Servirà la giusta mentalità, e i rossoblù hanno all’interno del loro spogliatoio giocatori di esperienza che possono trasmettere ai più giovani l’atteggiamento giusto. Coppola, Maietta, Gastaldello, Morleo, Matuzalem, Cacia, chi dal campo e chi da fuori, staranno sicuramente vicino ai compagni e sapranno  dire la cosa giusta al momento giusto: è necessario che la squadra rimanga unita e coesa sotto la “protezione” dei suoi senatori, che stasera dovranno essere l’arma in più.

È l’ultimo atto di una stagione eterna, e tornano alla luce i momenti che l’hanno caratterizzata. Da quell’imbarazzante esordio casalingo contro L’Aquila, passando per le sconfitte con Perugia e Crotone, prima che l’arrivo di Tacopina riaccendesse in tutti la passione rossoblù. C’è stato un girone di andata discreto chiuso al secondo posto, ed un ritorno al di sotto delle aspettative, concluso con il quarto posto ed i playoff. C’era la sensazione che tutto sarebbe finito al primo turno, perchè la squadra era stanca e fisicamente impreparata, poi ci sono stati il goal di Sansone ad Avellino e il soffio di tutto il Dall’Ara sul tiro di Castaldo.

Oggi c’è l’epilogo conclusivo. Pensare a ciò che è stato non ha più senso, come non ha senso pensare a quello che verrà. Bisogna ragionare solamente sul presente senza fare nessuna congettura, e bisogna vivere questi novanta minuti tutti da protagonisti. Chi va in campo dovrà trasformarsi in eroe, perchè Bologna non dimentica chi ha fatto grandi i colori rossoblù, e questo i giocatori lo avranno capito vivendo la città. Chi sarà sugli spalti dovrà essere protagonista a modo suo, con vessilli e bandiere, pronto a sostenere ed incitare i ragazzi. Bologna è pronta e carica, i giocatori dovranno esserlo altrettanto.

Basta parlare, oggi si scrive la storia

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