Joe & Joey: la coppia che non deve scoppiare

Joe & Joey: la coppia che non deve scoppiare

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Ammetto che scrivere l’editoriale di oggi mi ha messo a dura prova. La finestra relativa al calciomercato offre, come al solito, qualche spunto su cui riflettere. Defrel, Villalba e Balotelli: tra realtà e schermaglie pare difficile però orientarsi. Troppo fumo, da buon ingozzatore professionista preferisco l’arrosto. Sì, la squadra è incompleta. Sì, Balotelli ha smosso le acque e fatto baccano. Stessa storia, stesso posto, stesso bar. La mia attenzione, questa mattina, si è focalizzata sulla lunga intervista al chairman Joey Saputo da parte de “Il Resto del Carlino”. Dallo stadio alla campagna acquisti, passando per i debiti e il progetto graduale di crescita del club: un occhio al presente e due al futuro. Preciso, essenziale, equilibrato. Nuovamente la mia attenzione si sposta altrove: il capo supremo si espone riguardo l’altra metà del cielo rossoblù, ossia Joe Tacopina. Ancora? Sì, ancora. “Salvate il soldato Joe” avrà pensato qualcuno in più di un’occasione. Nelle mie orecchie rimbomba ancora fortissimo il coro “Tacopina portaci in Europa”. Clamorosamente, direi, considerando che i soldi (tantissimi) li ha versati, li versa e li verserà Joey.

“Io e Joe abbiamo due filosofie differenti di come si deve gestire un club, io quando devo fare una dichiarazione mi confronto sempre con chi dirige l’azienda per evitare di fare danni. Puntiamo alla stabilità, in attesa di arrivare a certi livelli vogliamo essere percepiti come un grande club nei comportamenti. Io e Tacopina o condividiamo gli stessi valori oppure si rompe, non so come andrà a finire”. Quasi lapidario il virgolettato di Joey Saputo, lontanissimo dal “va tutto bene, il fatto è che quando i giornali devono scrivere, scrivono quello che vogliono”. Non voglio fare terrorismo giornalistico: leggo, riporto, penso, commento. Non amo le diatribe societarie, ancor meno amo parlarne, ma nascondersi non è semplice e nemmeno giusto. Parliamo di due persone adulte e di professionisti stimati nei relativi ambiti di competenza, essere amici non è necessario ma l’equilibrio per sorreggere la baracca pare fondamentale. Sia chiaro, finchè ci sarà Saputo possiamo stare tranquilli. Secondo me, c’è un “ma” grande come una casa. L’importanza che riveste Tacopina potrebbe essere maggiore rispetto a quanto percepito, per diversi motivi: l’avvocato rappresenta una figura carismatica a cui aggrapparsi in momenti difficili, non solo per i tifosi, ma anche per la squadra e lo staff. Un generatore di entusiasmo ed energia molto in vista e quindi perché no, potrebbe facilitare pure l’arrivo di qualche sponsor tanto agognato. Per esempio, prendo spunto dall’appello lanciato dal presidente dopo i fatti di Castelrotto. Un appello caduto nel vuoto, come se Joe non potesse rappresentare una figura di riferimento, le dichiarazioni ufficiali spettano ad altri. Probabilmente Joe paga a caro prezzo le dichiarazioni troppo cariche di illusioni e, per quanto osservato fino ad oggi, fuorvianti riguardo al calciomercato rossoblù. “Sarà un grande mercato” e “mantenere la categoria” effettivamente non coincidono, anzi, percorrono due strade contrarie.

Ancora non possiedo la palla di cristallo (ci sto lavorando), ma credo di poter affermare con certezza che la coppia possa garantire il meglio, in termini assoluti, per il BFC. Una coppia in cui l’uno completa caratterialmente l’altro. Due poli opposti, una coppia che non deve scoppiare. Personalmente, dispiace per questa situazione: ancora la situazione non è persa, ma credevo in una “pacifica” coesistenza per rilanciare in maniera più vigorosa e chiara il progetto felsineo. Tra l’altro, ripensando all’impresa quasi cinematografica di coinvolgere un’intera tifoseria e un’intera città da parte di Tacopina in questa nuova avventura, una sua uscita farebbe ancora più scalpore.

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