Intensità e velocità, ecco le parole d’ordine di Donadoni

Intensità e velocità, ecco le parole d’ordine di Donadoni

  • Settimana interessante, quella trascorsa da Roberto Donadoni e i suoi ragazzi in quel di Castelrotto: è stata una settimana di lavoro e di fatica, alla quale però si sono alternati anche momenti di svago, divertimento e interazione con i tifosi che sono arrivati da Bologna per vedere e salutare questa squadra all’alba della nuova stagione. Lavoro, fatica e diveritmento, dicevamo: e allora ripercorriamo questa settimana in SudTirol, svelando anche qualche retroscena che stiamo vedendo a Castelrotto, con protagonisti i giocatori rossoblù. La squadra lavora quotidianamente, alternando lavoro atletico a lavoro tattico. Donadoni alla mattina divide la squadra in due gruppi, con parte dei giocatori che lavorano sul campo, mentre gli altri svolgono esercizi atletici tra la palestra, i boschi e le salite del centro sportivo di Laranz che, vi posso assicurare per esperienza personale, hanno pendenze non troppo agevoli. Si sta poi sul campo, dove alle esercitazioni tattiche 11 contro zero per lavorare sulla fase offensiva, sono alternate situazioni di attacco contro difesa che vengono svolte ad altissima intensità.

    Intensità e velocità: sono proprio queste le parole chiave degli allenamenti voluti da Donadoni e comandati dal suo fido Gotti. Intensità in ogni esercizio, dalla semplice andatura di riscaldamento fino ad arrivare alla partitella. E velocità, chiaramente: velocità di pensiero quando si è in possesso di palla, velocità di gioco sapendo già a chi passare il pallone quando lo si ha tra i piedi, e velocità nel cercare il trequartista che poi illuminerà il gioco (non è un caso che Verdi e Brienza siano tra i migliori in questo ritiro). Donadoni ferma gli allenamenti, dà indicazioni ai suoi giocatori (anche le più banali), mentre Gotti urla e puntualizza tutte le situazioni che sono da migliorare. C’è massima collaborazione nello staff, e un lavoro fantastico lo sta facendo anche Giovanni Andreini, il preparatore atletico di questi ragazzi, che li segue in palestra e nelle salite e alla fine di ogni allenamento del pomeriggio li raduna e li fa lavorare in campo sui 30, 40 e 50 metri. Tanto lavoro, abbiamo detto, ma anche momenti di svago per i giocatori rossoblù. L’emblema di questi giorni è stato il video postato sulla pagina Facebook della squadra, con il povero Vincenzo Silvestro vittima dello “scherzo del cucchiaio” da parte dei compagni più esperti. E poi il pranzo alla Malga con tutta la squadra riunita dopo l’allenamento a 2000 metri, ma anche le foto postate dai ragazzi sulle loro pagine Social. E allora, ecco che Masina e Oikonomou vanno alla ricerca di Pokèmon nel centro di Castelrotto (troveranno poco, ha già catturato tutto il sottoscritto…), Verdi passa il tempo libero al FanVillage, mentre Krafth e Mirante passano il giorno libero ad alta quota facendo la più classica delle escursione trentine. E poi ci sono i momenti al FanVillage, dove tutte le mattine vengono portati due giocatori a fare foto e firmare autografi ai tifosi; ed è proprio in questi momenti che vengono fuori le diverse personalità dei ragazzi rossoblù, come la timidezza del buon Nagy, appena arrivato e subito lanciato in mezzo alla gente proprio ieri. Si è anche vista la spavalderia di Boldor e la disponibilità di Floccari, Gastaldello e Adam Masina. E’ stato proprio Adam il protagonista di uno dei gesti più belli da raccontare della settimana: sabato sera, mentre tornava verso l’albergo dopo una passeggiata serale, è stato avvicinato da un gruppo di tifosi che gli hanno chiesto la maglia rossoblù da passeggio. Il 25 si è tolto giubbotto e felpa di rappresentanza, e ha regalato la sua maglietta ad uno dei ragazzi, come fosse la cosa più normale del mondo. Che meraviglia, in risposta a quei calciatori che “se la tirano” e pensano di essere in un mondo dorato dove a contare sono solo loro. Lavoro, fatica, intensità, velocità, le parole chiave del lavoro a Kastelruth. Ma anche tanto altro, tanti aneddoti e tanto stare insieme. Il gruppo sta nascendo, anche nelle sfide a ping pong, playstation e carte in albergo. E’ la parte più faticosa della stagione dal punto di vista atletico, ma è anche quella dove si forma il gruppo, una delle chiavi della stagione: e l’impressione, da chi vede da fuori ma li osserva quotidianamente, è proprio quella di un clima giusto e tranquillo, che sarà fondamentale nel corso della stagione.

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