“I treni del gol” e il fallimento del Parma: la punta dell’iceberg di un sistema malato

“I treni del gol” e il fallimento del Parma: la punta dell’iceberg di un sistema malato

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“Ho capito come funziona la B, il prossimo anno arrivo primo”.

Premessa: non si emettono sentenze. Raccolgo notizie, le racconto, al massimo provo a dare una mia visione complessiva della situazione. Ogni tanto capita anche al sottoscritto di preparare un editoriale serio, da persona seria. Ho deciso di tenere a freno battute, scherzi, storielle. Non si parlerà di mercato, di budget, di giocatori in scadenza e prime punte, lo avrete capito ormai. Purtroppo non me la sento: veneriamo un frutto marcio senza il coraggio di buttarlo nel bidone, o almeno di cambiare lo stesso con un frutto fresco. Da maggio possiamo contare su: l’ennesimo scandalo scommesse riguardante la Lega Pro, ormai puntuale con cadenza annuale, il fallimento del Parma calcio, con tanto di vendita alla cifra astronomica di un euro, e per ultimo in ordine cronologico il filone “I treni del gol”. Dalla massima serie fino alla Lega Pro, con un occhio puntanto anche alla Serie D. Nessuno si salva. Forse ai piani alti qualcuno dovrebbe incominciare a porsi delle domande e trovare strumenti preventivi al non solo fine di (ri)dare lustro ad un movimento sportivo – non solo italiano – in caduta verticale, ma anche per un semplice motivo di garanzia della giustizia, non solo sportiva. Perchè parliamo di reati e personaggi che con il calcio non hanno niente con cui spartire. Dalla bancarotta fraudolenta ai tentativi di truffa, ne abbiamo per tutti i gusti e tutti i tipi. Potrà sembrare un’osservazione banale, ma se il Catania si è mosso per comprare o combinare (indirizzare?) diverse partite, di certo anche altre società hanno mosso passi verso la società siciliana. Cinque partite imputate, forse sei. Tutto questo per evitare la retrocessione nella vecchia Serie C: paradossalmente il rischio corso è addirittura maggiore al reale guadagno, considerando l’incognita che riveste il destino del Catania calcio e lo spettro beffardo di una retrocessione in Serie D. Parlando dei ducali, le prime magagne vennero rese pubbliche dopo l’estromissione dalle coppe europee. Ecco, curiosamente quest’anno stessa sorte è toccata al Genoa, motivazioni differenti spingono ad un epilogo per ora simile. Europa League persa per un vizio di forma e non per mancati pagamenti: non me la sento quindi di parlare di Parma bis, ma casualmente la società di Preziosi ogni tanto rimane impelagata in certi problemi “tecnici”, finendo nell’occhio del ciclone sia dei media nazionali, sia dei media locali. I media locali, appunto, che dovrebbero rappresentare l’ultimo baluardo difensivo nei confronti della squadra della propria città. Situazione differente per la Sampdoria, l’altra metà della Genova calcistica, forse davvero nella stessa città/nazione vengono adottati due pesi e due misure? La differenza principale risiede nella personalità del leader Ferrero e l’attenzione mediatica a lui riservata: un personaggio atipico, non solo nel serioso mondo calcistico. Il bilancio in rosso piange sangue, ma la presenza del presidente “bomber” allontana nubi sempre più scure riguardo problemi economici dei blucerchiati. Una storia vissuta anche a Bologna, a più riprese per giunta negli ultimissimi anni: prima Porcedda e poi Guaraldi, per due volte i rossoblù sono stati baciati dalla dea bendata scampando così ad un doppio fallimento sportivo nel giro di appena cinque anni. Sappiamo cosa si prova, purtroppo. Una visione lontana secoli da quella inglese, basti pensare all’opposizione della Football League (la federezione che gestisce Championship, League 1 e League 2) all’acquisto dello storico Leeds da parte dell’ex numero uno del Cagliari calcio Cellino. Per noi non sei affidabile? Bene, allora per il momento non potrai acquistare la società. Semplice, perchè non ripetere tale processo? La farsa Parma dovrebbe pur aver insegnato qualcosa… La mia sensazione? Siamo solo all’inizio di un percorso che estrarrà altro marcio da questo sport magnifico. Non nascondiamoci dietro ad un dito, #SalviamoQuestoSport.

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