COPPA ITALIA ED EMOZIONI

COPPA ITALIA ED EMOZIONI

Mi accingo a scrivere questo editoriale con l’amaro in bocca, proprio di una sconfitta rocambolesca maturata all’ultimo minuto di una partita che ci ha regalato senza dubbio momenti di intensità e di gioia, ma che purtroppo ha visto il Bologna soccombere con una rete subita all’ultimo minuto dei tempi supplementari, dopo averci regalato una bellissima rimonta in quel di San Siro.

Ho sognato fino a quel momento di poter scrivere le gesta vittoriose dei nostri eroi, ma la partita di ieri sera mi offre in ogni modo lo spunto per evidenziare l’importanza delle emozioni nel calcio.

Emozioni che una competizione come la Coppa Italia può contribuire a dare proprio ai tifosi delle squadre come il nostro Bologna, che ambiscono a una salvezza, possibilmente raggiunta con qualche giornata di anticipo, ma i cui campionati rischiano di regalare emozioni di intensità discutibile e comunque distribuita nell’arco di un anno, mentre il calcio è fatto anche di sogni e di immaginazione.

In questo contesto la Coppa Italia, con l’odore delle torce ed il colore delle coreografie tipiche delle partite giocate alla luce dei riflettori, può contribuire a scaldare i cuori degli appassionati anche nelle gelide serate invernali bolognesi.

Parte maggioritaria degli opinionisti non solo snobba questa competizione, ma addirittura la addita come potenzialmente nociva, in quanto capace di distrarre le squadre dai propri obiettivi primari da raggiungere in campionato.

Non penso invece che le energie profuse in questa competizione possano incidere sulle prestazioni in campionato e un excursus storico delle migliori prestazioni del Bologna in Coppa Italia degli ultimi 25 anni ne può dare valente dimostrazione.

Contrariamente a quanto asserito dai telecronisti rai nel corso della partita contro il Napoli valevole per gli ottavi di finale il Bologna, in questo lasso di tempo, ha raggiunto due volte i quarti di finale e per ben tre volte le semifinali.

Nel 1990-91 il disastrato Bologna di Scoglio e Radice venne eliminato ai quarti di finale al Dall’Ara dal Napoli di Maradona e Careca, non prima di averci regalato quella che fino a poche settimane fa era stata l’unica vittoria rossoblu in Coppa Italia al San Paolo grazie ad una rete dell’eterna riserva Romano Galvani (ve lo ricordate?). In campionato il Bologna retrocesse, ma risulta difficile immaginare che senza la Coppa Italia il Bologna avrebbe risalito la china.

Nel 1995-96 il Bologna di Ulivieri fu eliminato in semifinale dall’Atalanta, dopo aver eliminato avversari quali Roma e Milan (memorabile la serie di calci di rigori conclusasi con rete di Torrisi con tiro all’incrocio dei pali). Quell’anno il Bologna vinse il campionato di serie B.

Anche l’anno successivo il Bologna di Ulivieri dovette soccombere in semifinale, questa volta contro il Vicenza di Guidolin, che poi vinse il titolo. Il Bologna chiuse il campionato in settima posizione mostrando un gioco estremamente piacevole.

Nella magica annata 1998-99 nuovamente il Bologna, dopo aver eliminato Sampdoria e Juventus, raggiunse le semifinali, ed in in una partita non priva di contestazioni dovette soccombere alla Fiorentina di Trapattoni. Come tutti ricordiamo quell’anno il Bologna di Mazzone ci regalò ampie ed imperiture emozioni, sia in campionato sia in coppa Uefa.

Per ultimo vorrei sottolineare che anche in termini cronologici la Coppa Italia è l’ultima competizione nazionale vinta dal Bologna, nel 1974.

Sono certo che chi, come me, è nato dopo, può serenamente immaginare i nostri beniamini alzare la Coppa, senza che ciò costituisca un volo pindarico.

Facciamo l’anno prossimo?

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