Che peccato, Mattia

Che peccato, Mattia

Mattia Destro dovrà stare fermo un paio di settimane. Questa è stata l’indicazione data dal Bologna dopo che nei giorni scorsi l’attaccante rossoblu si era fermato per un problema muscolare. Peccato, veramente. Peccato perché il ragazzo stava pian piano riprendendo il ritmo partita dopo le pene subite questa estate, peccato perché stava ritrovando la condizione e sembrava essere sulla strada giusta per tornare al cento per cento, peccato perché la continuità di rendimento e gioco che stava avendo in questo avvio di campionato, era la medicina migliore per tornare ad essere il vero Mattia Destro, dopo quanto passato nei mesi scorsi. Sia chiaro eh, non è assolutamente nulla di tragico il problema che dovrà affrontare, ma dispiace soprattutto a livello umano.

Con Destro indisponibile, vediamo quali scenari si possono aprire per l’offensiva rossoblu. Teoricamente, le alternative non mancano e ci sono almeno tre possibilità per Roberto Donadoni: confermare l’idea di gioco che è stata cavalcata in questi mesi e sostituite Destro con uno tra Sadiq e Floccari, utilizzare il “Falso Nueve” come è successo a Napoli e come è successo in parte del precampionato, oppure rivoluzionare l’aspetto tattico della squadra cambiandone il modulo. Fermo restando che mi sento di escludere l’ultima ipotesi (che ho inserito solo ed esclusivamente come possibilità remota), penso che nella testa del mister le due restanti possibilità abbiano la stessa percentuale di accadimento. Donadoni si fida di Floccari (più facile che possa essere lui il riferimento offensivo titolare piuttosto che Sadiq dal primo minuto), ma è altrettanto evidente che l’idea di giocare con tre giocatori rapidi, piccoli e di movimento in avanti lo stuzzichi. Tutto dovrà essere studiato anche in funzione dell’avversaria, una Lazio che ad oggi è difficile immaginare visti i tanti Nazionali che ha in giro per il mondo. Dovrebbero comunque essere Hoedt e De Vrij i centrali biancocelesti, giocatori fisici e non propriamente rapidissimi, giocatori che possono andare in seria difficoltà contro i vari Di Francesco, Verdi e Krejici. Si, io probabilmente me la giocherei in questo senso, sfruttando la velocità dei nostri contro la fisicità e la forza dei colossi di Inzaghi. È ancora prematuro pensare alla gara che si giocherà tra 5 giorni, e molto dipenderà anche da come la squadra si allenerà in questi giorni a Casteldebole. Donadoni è molto fedele alla teoria del “sono gli allenamenti a dire se uno merita di giocare oppure no” e quindi ho idea che anche le scelte di questa domenica saranno in funzione del lavoro della settimana.

Vorrei chiudere con un pensiero sulla “Saputo School Cup”, e su quanto detto da Fenucci durante la presentazione di ieri. È un’operazione geniale, forse anche banale da pensare (“beh, facile fare giocare dei bambini a calcio, no?” direbbe qualcuno), ma che in pochi attuano. E ancora una volta, c’è da sottolineare lo spirito di divulgazione che questa società vuole avere, uno spirito che permette di entrare nel cuore dei bambini e delle famiglie, facendo vedere di essere presenti anche in aspetti che vanno oltre il calcio dei professionisti. “È un’operazione che ci porta ad essere presenti sul nostro territorio”, ha detto Fenucci. È un’operazione che implicitamente è rivolta ai bambini, che va dritta nel loro cuore e nei loro pensieri: saranno loro, un giorno, a dovere riempire lo stadio, a dovere sostenere la squadra, magari qualcuno di loro diventerà un giocatore e potrà raccontare di questa esperienza. Forse è inutile ribadirlo ogni volta, ma anche attraverso questa iniziativa la Società dimostra il suo “credo”: quello di coinvolgere, ampliare, entrare nella testa della SUA gente. Forse ora non ce ne rendiamo pienamente conto, ma ho la sensazione che tra qualche anno tutto questo seminato, potrà portare veramente a qualcosa di grandioso.

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