Bologna, che fatica

Bologna, che fatica

Il Bologna si sveglia con il pari del Genoa sullo stomaco, poi pasteggia a gol, ingoia 2 pali, un Agliardata, e un punto. Solo a merenda si rendera’ conto che la Samp ha uno che la salva da solo, e che Cagliari e Palermo sono belle toniche.

Con la Lupa e’ andata in onda l’ennesima partita fatta di tanto folklore e stereotipi. Se gioca fuori, il Bologna perde, preferibilmente di misura, con le piccole abituate a sguazzare e godere di 3 punti senza patemi e senza subire gol. In casa si segna invece, e mica poco (21, roba forte), pero’ con la Roma ci si adegua su tutto il fronte: e’ un pugno a testa quando si vuol far male, e’ pausa-sigaretta quando c’e’ da seguire l’uomo, tenere palla, parare. Difendere, ecco. Tutto molto scontato, ieri: 2 portieri che non ce la fanno proprio a questo livello, terzini impalpabili (menzione particolare a Balzaretti, all’Olimpico mugugnano per Piris e Tachtsidis, ma il biondo e’ uno dei flop del mercato estivo in senso assoluto), centrali che, da ambo le parti, non reggono la responsabilita’ di comandare un reparto. Burdisso regala al Bologna un gol identico all’andata, Castan picchia insensatamente e si sgretola facile facile; Antonsson senza Portanova soffre come da tradizione conclamata, Sorensen sbaglia pressoche’ tutto ma e’ nato nel 92, faceva panchina fino a ierilaltro, e sarebbe un alieno se talvolta non sbandasse. Poteva finire 15 a 15, 100 a 1000, 3 a 2. Il pessimo limite di due squadre che non sanno strapparli, i pareggi, e che se finisce ICS e’ perche’ non c’e’

piu’ tempo per farne o prenderne ancora. La realta’ e’ che Bologna e Roma sono cocciutamente destinate ad offrire il fianco fino all’ultimo tuffo non sapendo mascherare i propri bug tecnici. Il Bologna contro una squadra che ti lascia fare tutto per antonomasia, fa effettivamente tutto cio che puo e sa: non spinge dai lati, punisce con le punte (Gila-Gabbiadini e’ un matrimonio felice), squarcia tra le linee con un Diamanti fatalmente e incredibilmente sfigato. Si, sfigato, chiamiamo le cose con il loro nome. Poi Pioli paga le carenze di un centrocampo in cui Perez deve triplicarsi, e dove i rossoblu non sanno tenere, girare, proteggere la palla ne’ con Taider ne’ con Krhin, tantomeno con Pazienza o Guarente, lasciamo stare Pulzetti che evidentemente e’ fuori dai giochi, e Riverola che fa numero, come se ce ne fosse bisogno… E’ un problema serio quello del compagno di banco di Perez, ed e’ il 28 gennaio 2013, Mudingayi e’ a Milano da 192 giorni. Dove sono gli “innesti mirati” decantati da societa’ e mister a dicembre? Chi sono? Il Ruso non ha il contratto, Gila e’ ancora del Genoa, e il portiere sarebbe sempre una priorita’ da meta’ luglio, e non ci sono MAI soldi per mercanteggiare, ma quando vogliono uno dei tuoi il registratore di cassa e’ sempre li’ che tintinna, e chissenefrega del comunicato in cui si toglie il capitano dal mercato, e i punti sulla terzultima sono quelli’, e i programmi (?) restano di minimissima, e domenica a Pescara ti aspettano con la bava alla bocca…uff, Bologna, che fatica.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy