Assurdo non riscattare un Giaccherini così in forma: la società compia un sacrificio

Assurdo non riscattare un Giaccherini così in forma: la società compia un sacrificio

di Alessandro Reni

Mi permetto di manifestare il disappunto che provo riguardo alla faccenda legata al riscatto dell’ala toscana, il quale sembra essere più complicato del previsto: d’accordo che l’esterno aretino quest’anno si è reso protagonista, in maglia felsinea, di una stagione al di sopra delle aspettative, giocando ottime partite e facendo gol importanti (questi ultimi hanno decisamente lasciato il segno su buona parte dei successi conseguiti dal Bologna); aggiungiamoci anche il suo strepitoso rendimento con la Nazionale nel corso di questi Europei che si stanno svolgendo in Francia dove, oltre al pallone spedito in fondo alla rete ai danni di Courtois, si è messo in mostra brillantemente anche nel confronto contro la Spagna, colpendo addirittura un palo. Insomma, posso comprendere che il prezzo del suo cartellino sia balzato ulteriormente alla luce delle sue ultime prestazioni, ma questa continua indecisione e questo costante immobilismo nell’aggiudicarselo una volta per tutte non riesco proprio a concepirlo.

Giaccherini, dal mio punto di vista, rappresenta quel tipo di giocatore da riscattare ad occhi chiusi, anche se ciò dovesse significare, come nel seguente frangente, sborsare una cifra piuttosto considerevole. Il motivo principale per cui vale la pena trattenere il Giack è che l’ex centrocampista della Juve si è sempre rivelato fondamentale, segnando gol di pregevolissima fattura che il più delle volte hanno fortemente contribuito alla conquista dei tre punti, spesso anche cambiando il volto di alcuni match che sembravano aver già sentenziato il risultato finale (vedi, ad esempio, la partita contro il Milan, vinta grazie alla sfera insaccata dallo stesso Giaccherini: per pura curiosità, tra l’altro, questa rete ricorda parecchio quella segnata contro il Belgio il 13 giugno). Forse l’unica nota dolente è data dalle sue precarie condizioni fisiche, che quando lo colpiscono lo costringono a stare lontano dal campo per un tempo non indifferente (l’ultima stagione col Sunderland, che ha contato solo otto presenze sul rettangolo verde per il “23” italiano, ne è una lampante dimostrazione).

Insomma, per me è un giocatore da cui non si può ma soprattutto non si deve prescindere. Approfitto della questione-Giaccherini per sottolineare, inoltre, quanto sia inaudito che, nonostante la spropositata capacità economica di Saputo, la tifoseria petroniana debba nuovamente assistere alla privazione di pedine pregiate: Diawara e, appunto, Giack. Non pretendo grandi colpi ma non mi aspetto nemmeno queste mosse, che reputo assolutamente inspiegabili, data la più che stabile struttura societaria a differenza di un paio di anni fa; rispetto all’era Guaraldi, adesso dovremmo navigare in acque ben più tranquille e serene. Ritengo altresì che calciatori del calibro di Giaccherini non se ne trovino tanti in giro e ciò costituisce una ragione in più per evidenziare di come, oltre che di quanto, sia inaccettabile la possibile perdita del nostro (chissà ancora per quanto) numero 17. A lui il volto migliore, secondo il sottoscritto, dell’intero campionato 2015-2016 disputato dal Bologna, condito da giocate meravigliose e gol di livello sopraffino. Bfc, sei ancora in tempo, pensaci bene e fa la cosa giusta: riscatta il Giack!        

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