Alla ricerca dell’assetto giusto

Alla ricerca dell’assetto giusto

Tre settimane fa, nel mio ultimo editoriale, alla vigilia della partita col Sassuolo, avevo scritto come quest’anno, soprattutto nella fase iniziale, sarebbero servite fiducia e pazienza, perché una squadra completamente rivoluzionata ha bisogno di tempo per potersi ritrovare e per raggiungere certi automatismi. Mi sembra che sia stato tutto confermato: un inizio difficile contro tre avversarie di tutto rispetto, tre gare sofferte in cui la squadra tutto sommato non ha sfigurato.

Contro Sassuolo e Sampdoria i ragazzi di Delio Rossi sono in campo con l’atteggiamento giusto ed i risultati negativi sono imputabili più a singoli episodi, che a prestazioni inadeguate. Il Bologna a larghi tratti ha stupito, per la corsa, per la grinta e solamente un paio di errori di gioventù (come era prevedibile), non ci hanno permesso finora di sporcare la nostra classica, che oggi recita zero tonto tondo.

E’ giusto così, è giusto sbagliare ed imparare dagli errori, del resto una squadra per crescere ha bisogno di sbagliare, per capire sé stessa, per rimodularsi. Ora quello che ci manca è una certa dose di sicurezza che si può acquisire soprattutto sul campo e fino a quando il tabellino di marcia resterà negativo, rimarranno sempre i dubbi di tanti tifosi sull’adeguatezza della rosa e sui social come sotto i portici, si moltiplicheranno le voci degli scettici e di coloro che non credono nel progetto giovani.

Come detto in precedenza, personalmente sono in totale sintonia con le scelte di questa società, che al tempo stesso credo sia pienamente consapevole di correre più di un rischio nell’attuare la politica dei giovani in modo così determinato, ma altrettanto consapevole che questo sia il modo migliore per crescere come club e rendersi autosufficiente dal punto di vista economico.

Quello che non mi ha convinto affatto nella gara contro la Samp è stato l’assetto tattico: presentarsi a Genova con un 4-2-3-1 credo sia stato un azzardo, perché ha costretto i due interni (Donsah e Taider) ad un super lavoro. In effetti quando Giaccherini è uscito, ci si sarebbe dovuti rendere conto di quanto stessimo soffrendo in mezzo al campo. Forse sarebbe stato opportuno passare ad un 4-3-2-1 (o 4-3-3, o 4-3-1-2), ed inserire da subito quel Diawara che sta convincendo tutti, per la sua capacità di entrare da subito in partita, portando ordine in campo, nonostante la giovanissima età. Siamo forse ai dettagli, anche se lo stesso Zenga ha ammesso di aver usato la tattica di aspettare e far stancare l’avversario, per poi provare a pungere nell’ultima fase della gara. Noi siamo cascati in pieno nella trappola.

A Genova abbiamo visto cose belle e cose meno belle: uno strepitoso Ferrari correre come un forsennato per 90 minuti e l’ex Samp Rizzo macchiare la sua prestazione con un rosso, mostrando di non essere forse ancora pronto per esordire dopo l’infortunio. Tuttavia è facile parlarne ora. Credo che Rossi meriti ancora parecchio credito, visto che ha avuto poco tempo per divulgare il suo credo calcistico e per conoscere i suoi ragazzi. Insomma siamo ancora in totale work-in-progress e gli esperimenti non finiranno fino a quando non si troverà un assetto che porti qualche risultato utile consecutivo o, se preferite, una certa continuità.

Ora ci vuole sangue freddo, perché quello zero fa paura, anche se in molti (ed io sono tra questi) sono sicuri di avere tra le mani un gruppo di ragazzi dall’enorme potenziale. Al tempo stesso dobbiamo però essere realisti e consapevoli che non sarà affatto facile salvarsi. In effetti guardando la classica, oggi come oggi si fa fatica a trovare tre squadre da retrocessione, perché anche lo stesso Carpi ha fatto vedere buone cose a Palermo, oltre al fatto che Atalanta, Empoli e Chievo hanno meccanismi rodati, quindi un vantaggio enorme rispetto a noi. Speriamo in qualche sorpresa altrimenti sarà dura.

Ecco perché domani al Dall’Ara potremo assistere ad una vera e propria battaglia: questi tre punti servono come il pane a noi come al Frosinone, sia per una questione di pura classifica, sia (e soprattutto) perché vincere sarebbe ossigeno puro in termini di autostima e sicurezza in noi stessi.

I tre punti sarebbero una pillola miracolosa per questo gruppo, ma va chiarito che anche un’eventuale sconfitta non comprometterebbe nulla. Fortunatamente siamo ancora agli albori di questo lungo campionato e c’è tutto il tempo per cambiare rotta.

Basta con le parole. Ora è il momento di tirare fuori gli attributi, concentriamoci su quello che abbiamo visto di positivo nelle ultime gare e partiamo da lì. La voglia non manca e questo è già tanto. Ma non basta, domani dovremo essere anche famelici, bramosi di punti. Guardiamo al sodo: la qualità della prestazione la esamineremo un’altra volta, ora servono punti e basta.

Forza ragazzi, state concentrati fino alla fine e mettetecela tutta.

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