di Antonino Giurdanella
La storia dei Mondiali di Calcio
L'idea del Campionato mondiale di calcio nacque nel 1928, quando il presidente della FIFA, Jules Rimet, decise di istituire un torneo per squadre nazionali.
E già due anni dopo, nel 1930, va in scena il primo campionato del mondo: si gioca in Uruguay e conta ancora soltanto 13 partecipanti. La finale vede i padroni di casa opposti all'Argentina, nel più classico dei derby del Rio della Plata. E i charrua, guidati da capitan Nasazzi, vincono il primo Mondiale.
Le successive due edizioni vedono l'Italia a trionfare: nel '34 proprio nel Bel Paese, nel '38 in Francia. La Nazionale di Pozzo è senza un dubbio un dream team, ma l'ombra del fascismo dietro i successi iridati è innegabile.
Dopo la guerra, il Mondiale torna nel 1950, in Brasile, dove, nel famoso "Maracanazo", l'Uruguay si laurea campione del mondo per la seconda volta, e getta il paese verdeoro nel dramma.
Nel 1954 il Mondiale torna in Europa, in Svizzera, dove la Germania Ovest batte a sorpresa in finale la Grande Ungheria di Puskas e Kocsis.
Poi, all'improvviso, il Brasile piomba violentemente nella storia dei Mondiali: le edizioni del 1958 e 1962, in Svezia e Cile, vengono stravinte dai verdeoro, che mostrano al mondo talenti assoluti come Pelè e Garrincha.
Nel 1966 il Mondiale viene ospitato dai maestri del calcio dell'Inghilterra, e viene vinto proprio da loro in una contestatissima e tiratissima finale contro la Germania ovest.
L'edizione successiva in Messico, la prima in diretta tv, viene vinta dal Brasile, con un 11 titolare fra i più forti di tutti i tempi, in finale contro l'Italia.
Nel 1974 la Germania di Beckenbauer e Muller vince in casa il campionato del mondo, contro la più bella perdente della storia: la grande Olanda di Cruijff, Neeskens e Rep, la straordinaria "Arancia Meccanica", madre del concetto di calcio moderno.
E proprio la grande Olanda, privata del suo fuoriclasse Cruijff, perde anche la finale dell'edizione successiva, in casa dell'Argentina della dittatura e dei desaparecidos: vince l'albiceleste, non senza polemiche.
L'edizione successiva vede il trionfo dell'Italia nel Mundial di Spagna '82. Gli Azzurri, dopo un inizio stentato, battono in fila Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest, e il quarantenne Dino Zoff alza la coppa sotto il cielo di Madrid.
Nel 1986 cade un meteorite sul mondiale: il suo nome è Diego Armando Maradona, e in pratica vince da solo la coppa con la sua Argentina, nell'edizione ospitata ancora dal Messico.
Nel 1990 è la volta dell'edizione italiana: c'è ancora Maradona in finale, ma stavolta perde, contro la Germania unificata di Matthaus e Brehme.
Nel 1994 il Mondiale arriva negli States, e lo vincono i brasiliani, nella tiratissima (e drammatica) finale ai rigori contro l'Italia.
Il '98 è la volta della Francia: i galletti ospitano il Mondiale e lo vincono pure, trascinati dal talento di Zidane (doppietta in finale).
Dopo le magie di Zidane, quelle di Ronaldo: il Fenomeno è straripante nel Mondiale 2002 in Corea e Giappone (il primo in Asia), e il Brasile vince in finale contro la Germania di Kahn e Ballack.
Proprio la Germania ospita il Mondiale del 2006, vinto dall'Italia del Pallone d'oro Cannavaro in una tiratissima finale contro la Francia.
Nel 2010 arriva infine il primo Mondiale africano, in Sudafrica, vinto per la prima volta dalla Spagna, in finale contro l'Olanda.
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