di Gianluca Boncompagni
Gli avversari degli Azzurri: il Costarica
La Costa Rica è la squadra meno blasonata di tutto il girone, quella che sul tavolo dovrebbe essere battuta da tutti. Però è una squadra pericolosa, poco conosciuta e con molti giocatori giovani e bravi che possono tirar fuori il coraggio e dare più di una sorpresa. Se uno analizza bene la Costa Rica, si rende conto che è la squadra chiave del girone, perché appunto, sia l’Italia che l’Inghilterra che l’Uruguay contano di batterla, ma se “los ticos” fanno qualche punto con qualcuna di queste squadre, possono compromettere la loro qualificazione agli ottavi. In Costa Rica lo sanno, non hanno nulla da perdere, per i calciatori più giovani è una vetrina unica per farsi vedere e prima o poi sbarcare in Europa, e per tutti, anche un pareggio sarebbe un risultato storico.
Ecco una breve analisi della squadra, cominciando dalla porta, dove c’è il giocatore più forte di questa Nazionale. Si chiama Keylor Navas, è il portiere del Levante in Spagna, ha 27 anni, ed è stato scelto dalla Liga BBVA come il miglior portiere dell’ultimo campionato spagnolo. Questo giocatore è fantastico, un portiere forse poco conosciuto ma che è in grado di fare delle parate pazzesche. David Villa lo conosce bene, Navas una volta gli parò un rigore al Camp Nou, poi tanti altri hanno visto le sue prodezze. E se si facesse male? In panchina c’è Esteban Alvarado, portiere titolare del AZ Alkmaar. Meno forte, ma comunque valido. Forse è più conosciuto per un incidente successo 2 stagioni fa contro l’Ajax, quando un tifoso saltò in campo cercando di aggredirlo, e lui ha reagito buttando il tifoso a terra e calciandolo. È molto coraggioso, alto quasi due metri e non ha paura di niente. Scelto come miglior portiere del Mondiale under 21 del 2009.
La difesa, forse il punto più debole. Secondo l'avversario si dispone a 4 o a 5 e probabilmente ai Mondiali sarà scelta la seconda opzione. I tre centrali titolari sono Johnny Acosta, Michael Umaña e Geancarlo Gonzalez, tutti giocano nel campeonato costarricense. Umaña è quello con più esperienza, avendo disputato anche i Mondiali del 2006, ma forse quello con meno attributi. Invece Acosta e Gonzalez sono alti e fortissimi fisicamente, di testa creano molti problemi sui calci d’angolo, e con il loro fisico cercano di condizionare gli attaccanti avversari. La pecca? Commettono tanti falli, ed è qui che l’Italia ne può approfittare, con falli vicini all’area di rigore per generare punizioni da regalare a Pirlo o Balotelli.
I terzini saranno probabilmente Junior Diaz a sinistra e Cristian Gamboa a destra. Sfortunatamente si è rotto Bryan Oviedo, terzino sinistro dell’Everton che in stagione ha anche segnato contro il Manchester United. Al suo posto c’è Junior Diaz, terzino del Mainz, molto veloce ma con poca tecnica e non particolarmente dotato nei cross. A destra invece c’è Gamboa, che gioca in Norvegia. È basso, ma molto veloce, e con una forza fisica impressionante che può ricordare a Alexis Sanchez. Buona tecnica, e buoni cross. In difesa non è fortissimo, ma col corpo riesce a farsi valere. Attenzione a lui, le sue cavalcate sulla fascia destra possono far male.
A centrocampo c’è qualità e grinta. La qualità la offre Celso Borges, centrocampista del AIK Solna, squadra svedese. Un regista basso dotato di un gran tiro e una gran visione di gioco. L’unica pecca è che a volte è troppo lento, non passa il pallone in fretta è finisce per perderlo. Al suo fianco c’è uno tra Michael Barrantes e Yeltsin Tejeda. Barrantes ha molta esperienza, gioca in Norvegia nell'Aaselund, e ha un Mondiale alle sue spalle. Dotato di un gran tiro da fuori, ma poca tecnica, è prevalentemente un incontrista. Tejeda è una delle grande promese, tecnico e dotato di un buon tiro, ha un grande cuore, ed è questo che lo ha aiutato a diventare l’idolo dei tifosi. Corre più di tutti, insegue tutti, morde le gambe, sta sempre dietro al collo degli avversari: per lui questo Mondiale è l’opportunità della vita, ed è la vetrina che gli permetterebbe di arrivare in Europa.
L’attacco è il reparto più fornito grazie a giocatori di gran tecnica, qualità, velocità e un buon tiro. Peccato per l’infortunio di ultimo momento di Alvaro Saborio, punta centrale, forse l’unica, forte fisicamente, bomber storico della nazionale costarricense, scelto come migliro giocatore latinoamericano della MLS nel 2013. Una grossa perdita. Bene, le tre punte di solito erano Bryan Ruiz e Joel Campbell dietro a Saborio. Adesso, senza ‘Sabo’ entra in gioco Cristian Bolaños. Pinto, l’allenatore della Costa Rica, potrebbe utilizzare Campbell come prima punta. Il giovane attaccante di proprietà dell’Arsenal ha fatto un’ottima stagione all’Olympiacos, giocando nel suo ruolo preferito, esterno d’attacco a destra. Comunque, come prima punta sa giocare, l’ha fatto contro gli Stati Uniti con ottimi risultati: è veloce, dotato di gran tecnica e un gran tiro, per le ripartenze è pericoloso. Dietro di lui ci sarà Bryan Ruiz, adesso in forza al PSV in prestito, ma di proprietà del Fulham. Seconda punta di grande classe, tecnica, visione di gioco e tiro. È bravo nel gestire la palla e dare calma alla squadra. Se gli concedono lo spazio può far male. Poi c’è Bolaños, ala sinistra o destra del Copenaghen. Veloce e molto continuo, corre per tre, ha una gran tecnica e un buon tiro. La sua pecca è essere troppo egoista, cercare sempre di saltare tutti e tirare da qualunque zona del campo. I sui compagni lo rimproverano, ma la verità e che in campo lascia il cuore ed è scomodissimo per gli avversari.
In conclusione, il Costarica è una squadra che non ha nulla di perdere, vogliosa, grintosa e di qualità. Attenzione, che come segnalato all’inizio dell’articolo, potrebbe rovinare il Mondiale a qualcuna delle altre tre squadre favorite del girone. ‘Los ticos’ non avranno la qualità dell’Italia o dell’Inghilterra, ma hanno un cuore enorme, e come l’ha dimostrato l’Atletico Madrid di Simeone, a volte questo conta di più.
© RIPRODUZIONE RISERVATA