Palladino al Bologna: un primo bilancio
E’ approdato al Bologna a campionato in corso, dopo l’esonero di Domenico Tedesco, che ha scosso non poco squadra e tifosi a quattro partite dall’inizio della stagione. Raffaele Palladino ha raccolto un testimone non facile, con i rossoblù in cerca di soluzioni dopo le sconfitte subite contro Lazio, Atalanta e Napoli. E le risposte sono arrivate. Il mister campano sulla carta è legato alla squadra emiliana fino al 2029 e oggi, quell’intenzione di instaurare con la società un rapporto a lungo termine sembra avere qualche chance in più.
Il metodo Palladino
L’era Palladino è dunque entrata nel vivo e tifosi e analisti sono impegnati a leggere tra le righe di strategie e schemi di gioco, d’altra parte gli appassionati di calcio lo sanno bene: il bello del tifo per la propria squadra del cuore sta anche nei piccoli grandi riti collettivi che accompagnano la partecipazione sugli spalti, o magari da casa: tanti appassionati di calcio, ad esempio, analizzano il gioco per piazzare la propria puntata. I tifosi rossoblù, oltre a seguire con attenzione i cambiamenti a cui sta andando incontro la squadra, possono consultare tutte le proposte di quote maggiorate sul Bologna, offerte spesso nei big match dei felsinei.
Tra gli aspetti su cui gli analisti hanno acceso i riflettori sin dall’inizio dell’era Palladino c’è il piano tattico. Il mister lo aveva dichiarato apertamente appena arrivato sotto le Due Torri: la sua idea di difesa è improntata sullo schema a 3, una formula che il tecnico ha definito particolarmente adatta alla squadra bolognese, e che sta usando in modo flessibile adattandosi alle caratteristiche e alle esigenze presentate di volta in volta dalla rosa. Al 4-3-3 ampiamente usato durante il suo incarico al Firenze sta alternando il modulo 3-4-2-1. Una flessibilità tattica a cui gli analisti guardano con approvazione.
Il nuovo volto del Bologna
Compattezza e fiducia nelle proprie possibilità: con Palladino i rossoblù hanno trovato una nuova identità e i risultati in campo non hanno tardato ad arrivare. Le due vittorie fuori casa a Lecce e Cagliari hanno suggellato definitivamente il rapporto tra il tecnico e la sua squadra. Il match in terra sarda ha delineato un vero e proprio spartiacque, un prima e un dopo che ha fatto la differenza soprattutto in termini emotivi, considerato che i rossublù erano a un passo dalla zona retrocessione. Ma oggi la squadra ha un volto nuovo e l’operazione vincente porta la firma di mister Palladino. Il suo è stato un compito non facile, un lavoro che ha dovuto tenere conto delle condizioni fisiche della squadra - diversi infortuni determinati da un cambio di passo nell’intensità degli allenamenti hanno costretto il tecnico a fare a meno di Orsolini, Piccoli ed Enem - ma non solo. Come sottolineato dallo stesso Palladino, la sosta obbligata per gli impegni con le Nazionali ha sì ridotto le occasioni per lavorare con tutti, ma gli allenamenti portati avanti nel mentre hanno comunque dato buoni risultati in campo e il match con il Torino, che ha visto i bolognesi in vantaggio fino a dieci minuti dalla fine, ne è la prova. D’altra parte anche con l’Inter, nonostante il risultato, la performance della squadra è stata soddisfacente, ed è stato proprio Palladino a sottolineare la qualità del gioco durante un primo tempo interessante che tuttavia si è tradotto in 1-0. Un match particolarmente sfidante e questo lo ha riconosciuto anche Palladino, che ha attribuito all’Inter qualità in grado di mettere in difficoltà l’avversario. Ma proprio quel match è servito al tecnico campano per individuare i punti nodali su cui andare a lavorare. E tecnica a parte, il primo aspetto su cui il nuovo mister è riuscito a incidere in modo significativo è stato quello identitario. Dopo un inizio di campionato difficile anche sotto il profilo della fiducia, il gruppo sembra essersi compattato nel segno della filosofia che l’allenatore ha messo in chiaro sin dalle prime battute: lavorare a testa bassa e rinsaldare il senso di attaccamento alla maglia e la voglia di andare forte. Per il resto Palladino si è dichiarato al lavoro su fase offensiva, tecnica e fluidità di gioco.
Segnali di ottimismo
Al primo giro di boa il Bologna di Raffaele Palladino torna a guardare al futuro con speranza, uno stato d’animo che il tecnico campano subentrato a Domenico Tedesco ha costruito partita dopo partita lavorando su gruppo, identità, tecnica e tattica di gioco. Le ultime vittorie in trasferta hanno allungato un pò la distanza dalla zona rossa della classifica, ma le sfide non sono finite e nell’immediato futuro il tecnico dovrà lavorare sul nodo attacco facendo fronte ai vuoti creatisi in rosa a causa degli infortuni.
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