Lo strano destino di Andrea Tarozzi e l’importanza di arrivare ottavi. Ultimi giorni di mercato
DI GIONNI FORLENZA
Stagione 1996-97’. Il Bologna di Giuseppe Gazzoni Frascara torna in serie A dopo la splendida cavalcata dalla serie B, con in panca Renzaccio Ulivieri, corredato di cappotto (il suo portafortuna), che indosserà fino alla fine con temperature già abbondantemente estive. È un mercato scintillante con il ritorno di Ciccio Marocchi dalla Juve, poi gli innesti di Cristiano Pavone, Davide Fontolan, Pierpaolo Bresciani, Igor Kolyvanov, Igor Shalimov, Andrea Seno e Kennet Andersson. Debuttano in serie A proprio col Bologna neo promosso i vari Bergamo, dopo tanta C e B col Modena, il Perugia e il Bologna, Cristiano Scapolo, Michele Paramatti, Carlo Nervo e appunto, Andrea Tarozzi. Quest’ultimo fa tutta la trafila nelle giovanili del Bologna ed entra in prima squadra in pianta stabile nel 1992, con i rossoblu in serie B. Gioca 2 stagioni in C e poi, sempre da protagonista, la stagione della promozione in A. Sabato 7 settembre 1996, il Bologna di Gazzoni, con in panca il confermatissimo Ulivieri, affronta alla prima giornata in anticipo, la Lazio di Zeman, battezzato Zemanlandia per il suo gioco spettacolare, spumeggiante. Renzaccio fa esordire dal primo minuto quasi tutti i suoi figliocci, così battezzati dal mister. Fra questi, anche Tarozzi. La partita, per la cronaca, termina 1-0 per i padroni di casa, con un colpo di testa vincente di Fontolan al 35esimo, ben assistito da Bergamo
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