Tutto Bologna Web Mercato LIVE - Conferenza stampa Fenucci: "Cessioni avvenute per sopperire i costi"

LIVE - Conferenza stampa Fenucci: "Cessioni avvenute per sopperire i costi"

Manuel Minguzzi
La conferenza stampa dell'amministratore delegato rossoblù

Tra pochi istanti parlerà l'amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci per fare il punto al termine del mercato estivo appena concluso. Seguite live le sue parole.

“La strategia che abbiamo seguito non può essere slegata da quanto fatto negli ultimi anni e con grandi soddisfazioni dal punto di vista sportivo. Abbiamo lanciato un primo ciclo di investimenti con Motta, poi abbiamo continuato a investire. Da quando siamo partiti con questo progetto abbiamo investito, anche considerando i bonus, 280 milioni e non ne abbiamo incassati così tanti dalle cessioni. Nel momento siamo andati in Europa sono state fatte alcune scelte con calciatori con ingaggi alti per costruire un nucleo stabile della squadra, quindi con l’idea di ben figurare in un cammino europeo. Una volta usciti abbiamo dovuto fronteggiare un problema, cioè avere una squadra molto più costosa rispetto ai ricavi. Ci sono costi per 145 milioni e ricavi per 85”.

"C'è stato anche un cambio di guida tecnica e questo prevede un periodo di assestamento. Servirà tempo esattamente come avvenuto per Motta e Italiano ma siamo sicuri che arriveranno risultati positivi. Le operazioni sono state fatte per riequilibrare la situazione economica del club nonostante l'intervento della proprietà. L'uscita di Rowe, invece, è dovuta ad altri motivi. Il clima di entusiasmo ci ha accompagnato in questi anni, ma dobbiamo produrre un calcio sostenibile. Questo è un tema che non riguarda solo il Bologna ma tutto il calcio italiano".

"L'operazione Rowe non aveva una finalità finanziaria. Noi abbiamo fatto numerosi tentativi per convincere il ragazzo a rimanere e lui aveva dato segnali di nervosismo in ritiro. Per noi alcuni principi sono sacri. Il gruppo viene prima di tutto. Uno dei fattori di successo è aver creato questa famiglia sportiva con condivisione di valori. Tutto questo non deve essere intaccato da nessuno. Sapevamo che la gestione del ragazzo poteva essere complicata e abbiamo preferito in qualche modo, senza nessun vantaggio finanziario, cederlo"

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"Molti club più grandi di noi comprano in prestito con diritto di riscatto. Non capisco questa problematica su Mbangula. Il fatto di comprarlo e o prenderlo in diritto non fa differenza. Veniamo da stagioni in cui siamo sempre arrivati tra le prime dieci e noi ogni volta scendiamo in campo per vincere le partite".

E' giusto definire questa stagione di transizione?

"Non vogliamo smettere di investire, continueremo a farlo e la proprietà ci garantisce un supporto annuale. L'azionista ha messo più di 280 milioni nel club. Transizione significa tutto è niente, è un termine che non mi piace. L'obiettivo è vincere tutte le partite. Ci sono squadre più attrezzate di noi, sarà difficile competere, ma ci sono tante squadre con cui ce la possiamo giocare. Alla fine abbiamo comprato più di quanto abbiamo incassato. Sennò girano favole. La nostra strategia è di lungo periodo e ogni anno cerchiamo di fare meglio dell'anno precedente".

C'è una idea di Saputo di mollare in futuro?

"La nostra è una proprietà lunga. Sono arrivato qui nel 2014, il percorso è stato bellissimo. Avevamo una forte esposizione debitoria e un parco giocatori da 15 milioni. Siamo arrivati fino a qui, la proprietà ci ha sempre sostenuto nelle strategie. E' stato anche vinto un trofeo. Vogliamo proseguire nella continuità aziendale nel solco della sostenibilità. Poi dipende dalle aspettative. Se si può fare una stagione con un calcio divertente per arrivare nelle prime dieci saremo contenti".

"Con il tempo adegueremo la struttura dei costi. Il nostro scopo è sempre costruire qualcosa e abbiamo raddoppiato gli investimenti nel settore giovanile. Quest'anno abbiamo portato in prima squadra Libra, che pensiamo possa diventare un giocatore importante. Ci sono competitors che possono spendere molto più di noi, mentre la nostra sarà una strada più ragionata e basata sullo sviluppo del talento interno e sulle acquisizioni esterne"

Il progetto stadio darà ulteriore stabilità?

"Sì, lo stadio diventa importante per molte ragioni. Lì si creano le comunità di tifosi, forse l'ultimo luogo dove si creano comunità. Va fatto per le nuove generazioni, poi c'è un tema economico di ricavi. I media sono la nostra principale fonte di ricavi, ma la spesa dei broadcaster si è fermata da qualche anno. La differenza si può fare sui ricavi da stadio. E' per noi fondamentale. Questa operazione stadio nuovo è molto più semplice rispetto alla ristrutturazione. L'idea della Fiera è avere un impianto polifunzionale e bisogna capire quanto costerà. Siamo al lavoro per capire gli ordini di grandezza".

Con questi costi la competitività sportiva rischia di passare in secondo piano se ogni anno servono plusvalenze.

"Sapevamo la situazione da affrontare, eravamo preparati. Con Saputo avevamo previsto tutto e questa situazione va gestita nel tempo. Avremo bisogno delle risorse dell'azionista. Qualche cessione è naturale farla. Il club italiano fanno centinaia di milioni di plusvalenze, non le facciamo solo noi. E soprattutto ti chiedono i migliori, a tutti quanti succede così. Ci sono sicuramente club che hanno fatto meglio di noi, per esempio l'Atalanta, ma loro sono stati bravissimi sul settore giovanile. Anche noi dobbiamo iniziare a lavorare lì".

Siete contenti di come avete venduto Rowe? E se un ragazzo si impunta il Bologna apre le porte?

"Rowe ricordate come lo abbiamo preso? (dopo il diverbio con Rabiot, ndr). Aveva già da ritiro mandato qualche segnale particolare, pur non essendoci nessuna richiesta. Per noi i comportamenti sono importanti, lo spirito del gruppo viene prima di tutto. Lui poteva andare in competizione con Cambiaghi, che sta facendo molto bene, rischiavamo di portarci dietro un problema. Che riflessi avrebbe avuto sul gruppo? Siamo in un anno di ricostruzione. Gli abbiamo parlato di Lucumi, gli abbiamo spiegato tutto, ma la situazione stava diventando sempre più conflittuale".

Perché Enem è rimasto?

"Abbiamo valutato la situazione migliore, per noi è un giocatore di grande prospettiva e che può darci una mano. Vogliamo farlo conoscere al mister, tenerlo qualche mese e poi a gennaio decideremo. Se torna utile ce l'abbiamo".

Il progetto andrà avanti con Sartori e Di Vaio che sono in scadenza?

"Sono affezionato a entrambi, tutto il consiglio è in scadenza. Con Giovanni e Marco parleremo quando sarà il tempo per continuare con un gruppo di lavoro che ha funzionato bene"

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