Mancano tre partite al termine del girone di andata, tre match fondamentali per rimanere in corsa e non mettere a repentaglio l'intera stagione. Occorrerebbe quindi rimanere abbastanza al riparo da eventuali polemiche, far regnare il più possibile la tranquillità attorno alla squadra e all'allenatore, in sintesi: badare solamente al campo nella speranza che possano arrivare punti pesanti da qui a gennaio. Siamo alle prese con un gruppo unito, partendo dal direttore Fusco, passando per l'allenatore e terminando con la squadra. Tutti lottano per la causa senza tirarsi indietro e l'atteggiamento in campo lo conferma, oltre al lavoro quotidiano a Casteldebole. Nonostante la proprietà sia cambiata (ora decide Saputo) credo non rientri nell'ordine delle idee del club cambiare guida tecnica a metà stagione, soprattutto, non penso lo voglia Corvino, poco propenso ai cambi in corsa. Ovvio che qualche nome viene giocoforza accostato al Bologna (veritiero o no che sia), primo perché si pensa che una nuova proprietà porti in automatico una rivoluzione, secondo perché una vittoria nelle ultime sette pongono il mister in una condizione particolare. Non si parla di esonero ma di una necessità basilare di riprendere a vincere. E' normale che sia così. Ci sta che nella girandola e nel tritacarne mediatico ci finisca pure l'attuale allenatore in mezzo ai tanti nomi di mercato che circolano in queste settimane. E' il crudele mondo del calcio, dettato spesso dalle notizie pazze e incontrollate.
Voci incontrollate, non un bene per il Bologna
In questo scenario, nessuna voce societaria ha mai messo in discussione Diego Lopez, anzi, da tutti è sempre arrivata un'iniezione di fiducia importante verso il lavoro svolto in questi mesi da tutto lo staff tecnico, anche perché Lopez è mister apprezzato non solo a Bologna. Le qualità, al di là di qualche errore, sono sotto gli occhi di tutti, dalla creazione di un gruppo nuovo e uno spogliatoio unito passando per l'identità e l'impronta di gioco fornite a questa squadra. In sintesi, abbiamo una nuova proprietà (solida, ricca e con progetti) che ha portato a termine l'aumento di capitale e sta per stanziare un budget per gennaio, abbiamo messo alle spalle una brutta gestione e una brutta stagione, stiamo lottando per la A giocando anche un discreto calcio e finalmente abbiamo una speranza a cui affidare il nostro futuro, insomma: non ce la passiamo affatto male. Ecco, in un momento di sollievo, una fase di transizione ma che sta per portare ufficialmente e definitivamente ad un nuovo corso, ci si aspetta che si navighi tranquillamente lasciando solo al campo il giudizio finale sul fatto che il Bologna possa o meno meritare la promozione. Invece no, perché tranquilli non ci si può stare. Passi chi attende con ansia i pagamenti di Saputo e non si tranquillizzi fino a che sul conto non arriveranno cifre a tanti zeri (per la cronaca, arrivati), passi chi si mantiene guardingo aspettando i comunicati ufficiali riguardanti Corvino e passi non sottovalutare il monte debitorio, ma da qui a sventolare eventuali rotture tra Lopez e la società per non essersi presentato (per motivi personali) alla cena di saluti in vista del Natale dell'altra sera ce ne passa.
Nessun riferimento a personaggi in particolare ma semplicemente un'opinione generale su alcune cose che si sentono o leggono in giro, giusto per evitare inutili polemiche. Ecco, sono sbisciate che non mi convincono, primo perché tutte da verificare, secondo perché non fanno di certo bene alla squadra. Sotto questo punto di vista, trovo strano come per mesi ci sia stato "consigliato" di non dipingere in maniera catastrofica la gestione Guaraldi, che sarebbe stato meglio tenere nascoste certe cose per il bene supremo del Bfc, mentre ora la regola sembra essere chiaramente saltata. Sempre che la defezione di Lopez non per motivi personali fosse vera. Proprio ora che le cose stavano prendendo la piega desiderata, l'arrivo dei pagamenti avrebbe sistemato le opinioni tra ottimisti e catastrofisti, ci ritroviamo i tifosi in subbuglio per una presunta rottura tra l'allenatore e la società. Rottura che non ha motivo di esistere non essendo l'allenatore stato posto sull'uscio. Su quello decideranno i risultati, ma se si ingigantisce questa bolla si corre il rischio che la truppa si perda e le ultime tre partite diventino un Everest da scalare. Tra l'altro, i giocatori molto legati al mister con quale spirito accoglierebbero un'eventuale nuova guida tecnica dopo una situazione simile? Lopez è stimato, anche in società, penso - e spero - si continuerà con lui a meno di risultati catastrofici. Che dire, è normale parlare di mercato e accostare nomi, ma il timing di queste ultime voci mi pare del tutto controproducente, rumors incontrollati e deleteri a prescindere, a maggior ragione se non si rivelassero veri. Siamo ai limiti della congettura.
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