~~Pare che i bonifici siano partiti, Saputo dovrebbe essere il nuovo proprietario del Bologna e oggi Tacopina e Guaraldi dovrebbero sancire la fine delle ostilità, con Bo2010 che ritirerà le azioni legali messe in moto dopo la mancata presentazione della fideiussione. In sostanza, si chiude con il passato e prende vita, in maniera definitiva, il nuovo corso. Da qui si riparte, con Corvino, con Di Vaio e – chissà – con Fusco. Ripeto, magari una convivenza per lui è impossibile ma da qualche giorno le possibilità che rimanga salgono. Vedremo. L’importante è che finalmente si possa ufficialmente parlare di mercato (con la presentazione di Corvino), stanziando contestualmente un budget per le operazioni invernali, in B quasi sempre decisive. Bisogna muoversi, il nuovo d.s. lo sta già facendo, ma è necessario metter dentro qualche pedina sin dai primi giorni, dando modo al mister di inserirle nei meccanismi durante la sosta di campionato perché, alla fine, quelle due settimane e oltre di stop possono fare comodo. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico rimango sulle mie posizioni, ovvero di una base competitiva già presente che necessita solo di qualche mirato rinforzo; soprattutto in mediana (rotazioni cortissime) e in attacco, zona in cui facciamo fatica ad essere pienamente pericolosi nonostante – mia opinione – Cacia e Acquafresca rappresentino un valido apporto alla squadra. Personalmente, resterei nella strategia di un rinforzo per reparto, allungare quindi i cambi dalla panchina evitando che il livello scada troppo quando un titolare manca. Sotto questo punto di vista, fondamentale sarà mettere a disposizione del mister un vice Matuzalem, utilissimo in caso di influenze o squalifiche, anche se l’inserimento di un Bessa (come nel secondo tempo di Frosinone) e l’indubbia qualità di Buchel potrebbero sopperire alla mancanza. Di là dai rinforzi, tuttavia, sono dell’idea che sia meglio incrementare gli attributi complessivi della squadra: in un campionato dal livello basso, i piedi buoni possono essere decisivi, chiaramente se sorretti da forti motivazioni.
Via al mercato, senza isterismi
Ad ogni modo, sul fatto che il nuovo direttore sportivo porterà a Bologna ciò che realmente serve non ho dubbi; la carriera di Corvino parla da sola e non tocca certo a noi dare particolari consigli su come muoversi. Una cosa però credo la si possa dire, anzi scrivere. Chi si aspetta grandi nomi e grandi investimenti, a mio modo di vedere sbaglia. Come ho già affermato più volte, catturare e convincere giocatori dalla B è dura, sia per il salto di categoria, sia per il tetto agli ingaggi. C’è un altro aspetto da non sottovalutare, Saputo dovrà investire parecchio (lo sta già facendo) per risistemare i conti societari e mettere al sicuro il club sulle prossime pendenze e sulla stabilità economica. Sono tanti soldi, e suppongo che il Chairman non decida di spenderne altri (corposi) in sede di calciomercato. Ecco perché credo che la strategia migliore sia quella di inserire due o tre puntelli senza svenarsi, scovando giocatori funzionali e utili alla causa che in questo momento è tutta votata alla riconquista della Serie A. Non dimentichiamo come la situazione debitoria della società sia ancora impietosamente importante e toccherà alla nuova leadership metterci una pezza, magari attuando una strategia gestionale che inizierà a dare i suoi frutti solo una volta promossi in Serie A. Insomma, ci vorrà tempo.
Inutile negare che, sotto il profilo finanziario, siamo ancora leggermente in tensione, non tanto per i dubbi circa la reale disponibilità di denari dell’attuale proprietà, ma semplicemente per l’impossibilità del club di schioccare le dita e sistemare tutto magicamente. Siamo a pochi giorni da Natale, ma purtroppo i nostri eroi rossoblù non sono i protagonisti del film “Miracolo sulla Andrea Costa” (parafrasando il celebre film natalizio). Sarà invece un processo lungo, elaborato e difficile, l’importante è che alle spalle ci sia una nuova concezione di governance della macchina infernale calcistica, e una delle colpe di Guaraldi è aver riportato il Bologna in B, limitando ulteriormente il campo d’azione della nuova proprietà. Ripartire dalla Serie A sarebbe stato più facile, ma forse non si sarebbe arrivati a questa cessione e il vecchio presidente non avrebbe mollato l’osso. Chi lo può sapere…
In conclusione, capisco le tante aspettative verso un magnate facoltoso e un dirigente tra i più quotati in Italia, ma pensare di avere tutto subito non può essere – banalmente – nella realtà delle cose, occorre invece pazienza, sia sotto il profilo motivazionale verso una squadra che lotta e che fino al termine del mese sarà questa, sia verso il mercato, non facendoci prendere dal panico se non arriveranno i nomi caldi dei già citati Gilardino, Pazzini e compagnia. Al momento non ci è possibile, una volta in Serie A, la nostra percezione potrà cambiare.
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