Tutto Bologna Web Lo Spunto Se per cena ci aspetta l’insalata…

Se per cena ci aspetta l’insalata…

Manuel Minguzzi

“Non sei mai contento quando arrivi al secondo posto, ma dopo un avvio di stagione difficile stanno arrivando i primi risultati”. Queste le dichiarazioni di Kimi Raikkonen dopo la conquista del secondo posto sul podio nell’avvincente gran premio F1 in Bahrain. Chi invece è ottimista e non vede nessun problema dall’orizzonte del terzo posto in serie B è Diego Lopez, che in conferenza stampa ha espresso totale fiducia e nessuna preoccupazione circa le condizioni fisiche e psicologiche della squadra in vista dei prossimi match.

D’accordo, non si possono fare paragoni tra le parole del finlandese e quelle del mister uruguaiano: il mondo dei motori si basa su un singolo individuo e la sua auto, sebbene dietro ai recenti successi della Ferrari ci sia una scuderia di tecnici, ingegneri e meccanici che lavorano giorno e notte al perfezionamento della Rossa. Su un campo di calcio c’è una squadra di 11 uomini che deve lavorare in perfetta sintonia per bruciare i tempi e finalizzare il risultato con quell’unico, piccolo ma potente mezzo a disposizione: il pallone. Se ci pensate, è persino ridicolo pensare alla semplicità con cui una palla può cambiare la storia di una squadra, della sua città e dei suoi abitanti. Nel nostro caso, come ha detto Masina “siamo in un momento in cui la palla non vuole entrare in porta”, come se avesse una propria volontà o come se un oggetto così banale possa rappresentare un amuleto posseduto da demoni. Tanto che a volte mi viene il dubbio che Guaraldi & company, prima dell’ultima, agonizzante uscita dalle scene, abbiano gettato qualche sarcastica ma voluta jella sullo stadio Dall’Ara…

Battute (inquietanti) a parte, stando alla striscia di zero a zero accumulati dal BFC, non riesco a concepire la serenità, la pacatezza, la serafica inerzia del mister e dei giocatori in una fase del campionato dove emerge, con evidenza cristallina, preoccupazione e ansia per l’imminente scivolone verso i play-off. Se persino i secondi e i terzi sul podio di una F1 o di un Moto GP manifestano la propria debolezza e il comprensibile dispiacere nell’aver conquistato una posizione più bassa, apprezzerei se anche i nostri - viste le circostanze - ci parlassero con sincerità delle proprie paure, delle ragioni per cui siamo precipitati, della mancanza di motivazione e di cattiveria di cui parlava già Maietta dopo il Brescia o del VERO motivo alla base di questa “anemia da gol” che non trova cura neanche nei repentini cambi di modulo effettuati da Lopez. Il gruppo non si ricompatta e non trova personalità. Non c’è più l’amico pollo di gomma agitato da un Laribi radioso, o la t-shirt con il nome del secondogenito mostrata da Cacia alla curva e non ci sono gli abbracci e gli sguardi complici che abbiamo visto a Sestola o nei più alti momenti di questa difficile stagione. Dove si è persa quella sintonia, quella voglia di fare “tutto in famiglia” ed esultare, sapendo che per i tifosi bolognesi neanche un piatto di tortellini o una crescentina con la mortadella può dare la stessa ineguagliabile soddisfazione di una vittoria del suo amato Bologna?

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Noi bolognesi siamo fatti così: le buone cose ci fanno innamorare e quando siamo cotti a puntino, non molliamo più la presa. La pancia dei tifosi non digerisce le sconfitte e a volte siamo tutti fin troppo caustici nel biasimare la squadra per il rendimento in campo, la scarsa bellezza del gioco, l’agonismo perduto e questo passo di gambero che ci riporta sempre più indietro, alla deriva di un Campionato tumultuoso come un mare in tempesta. Nel mondo di oggi, però, non sono più i pesci grandi a mangiare i piccoli, ma i pesci più veloci a far fuori i più lenti, così si qualifica chi non si arrende, chi preme l’acceleratore, chi ammette l’errore (o lo sfrutta a proprio vantaggio come fa il Carpi) e con lucida consapevolezza riprende la sua corsa con maggiore determinazione e grinta. Sopratutto quando le altre squadre sembrano giocare per noi: il Frosinone ha pareggiato contro il Livorno e per un punto siamo ancora sulla stessa linea d’ombra del Vicenza a quota 59. Su questo confine si giocano le sorti e il futuro del BFC, su questa fune invisibile che ci separa dalla serie A, si giocano i destini dei giocatori e le speranze del Club di poter investire nel progetto di una grande squadra fra le grandi. Come Raikkonen, non possiamo essere contenti della posizione in cui ci troviamo e accettiamo l’errore umano, accettiamo persino la sfortuna, la jella e i palloni posseduti. Quel che non possiamo accettare è la menzogna di una favola che non prevede il lieto fine: preferiamo ascoltare la vostra realtà, sapere che forse vi siete sopravvalutati, tutti, compreso il mister, e che infondo siete solo giocatori di serie B a cui non dispiacerebbe restare un altro anno (o forse tutta la vita) in cadetteria.

D’altra parte, come ha detto Arrivabene al termine del Bahrain,“Siamo tutti esseri umani e a volte, nonostante la squadra faccia un buon lavoro, si possono fare degli errori. Questo è il bello dello sport”. Mi rendo conto che l’idea di far salire il Bologna in A per poi essere ceduti o lasciati in panchina non alletti nessun giocatore, ma questa è la professione che avete scelto ed è nella natura del calcio moderno la precarietà e la possibilità di essere un eroe oggi e un panchinaro domani, persino indossando diverse maglie e segnando per diversi club in una sola stagione.

Vi abbiamo dimostrato con ogni mezzo che per la piazza rossoblù conta solo l’impegno e la volontà di restare uniti nell’obiettivo, vi abbiamo circondato e sostenuto con il nostro tifo e il nostro calore, nonostante le evidenti difficoltà e il malcontento generale. A sei partite dalla fine non possiamo indovinare il vostro stato d’animo e non possiamo assecondare i toni ottimistici del mister, indossando un paio di occhiali rosa come bimbette. Risparmiateci i bei discorsi perché noi ci crediamo veramente e quando ci si fa la bocca dei tortellini e della mortadella… o della vittoria, la delusione più grande è scoprire che per cena dovremo farci bastare l’insalata.

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