Tutto Bologna Web Lo Spunto Salvate il soldato Sansone (anche alla luce dei numeri)

Salvate il soldato Sansone (anche alla luce dei numeri)

Manuel Minguzzi

L'attacco non segna? Colpa dei nuovi, colpa dei moduli, colpa di tutto. Rispolverare Acquafresca? Sì, la teoria inizia ad avanzare impetuosa sotto i Portici. Tanto vale tutto, ha sempre ragione chi non gioca e vengono sempre rimpianti coloro che ormai sono ai margini. La stessa tattica con Acquafresca successe anche durante la gestione Pioli, giusto per ricordare epoche che ci sembrano lontane e che invece sono distanti solo qualche mese. Così, in questo sconclusionato Bologna del girone di ritorno, che pare non riuscire a segnare in una porta da rugby, a finirci in mezzo sono sempre i nuovi acquisti. Nella fattispecie Sansone, reo di non aver inciso come ci si aspettava leggendo il curriculum. Giudizi quasi sempre sommari che non tengono conto dei numeri e di quello che effettivamente è successo in campo. Per prima cosa, in almeno due partite (Latina in casa e sabato a Trapani) è stato l'unico a tirare in porta, colpendo una traversa nel finale contro i pontini e lambendo il palo sabato con un tiro a giro dei suoi. In sintesi: ci prova. In una squadra che non solo non segna ma neanche tira in porta, avere un sinistro incisivo dovrebbe essere un valore aggiunto (senza dimenticare i calci piazzati, uno recapitato sulla testa di Mbaye in Sicilia). Qui, però, si finisce nel campo delle visioni soggettive che spesso invadono le discussioni calcistiche in cui ognuno, in base alla propria visione del soccer, dice la sua. A me Gastaldello piace ad altri no, giusto per fare un esempio. Detto questo passiamo ai numeri, perché un Sansone arrivato palesamente in ritardo di condizione è riuscito comunque ad incidere nel bilancio rossoblù, senza demeritare rispetto agli attaccanti del Bologna che, per rendimento, sono giudicati intoccabili. Attenzione, la sequela di numeri non deve assolutamente preludere all'esclusione di qualcuno e l'inserimento di altri, perché nelle ultime dieci giornate toccherà a Lopez scegliere i moduli e gli uomini giusti in base a chi si dimostrerà più pronto per un finale di campionato in cui sarà soprattutto la testa (oltre alle gambe) a decidere le sorti del Bologna.

Fare un parallelo è facile, perché la B ha osservato un lungo periodo di sosta durante le vacanze ed è ripartita a gennaio esattamente con la prima del girone di ritorno, che coincide con il debutto di Gianluca Sansone in maglia rossoblù. Lo ricordiamo: la punizione vincente contro il Perugia, a cementare tre punti che altrimenti sarebbero sfumati per via del gol nel finale di Taddei. Togliete due punti in classifica e non sappiamo se Lopez sarebbe tutt'ora sulla panca del Bfc. Ma questo, come direbbe Federico Buffa, è un'altra storia. Veniamo invece ai numeri, perché a volte dicono tanto se non tutto. Sansone da quando è arrivato ha giocato titolare 5 volte contro Entella, Pescara, Crotone, Latina e Trapani. E' subentrato a partita in corso nelle altre sfide, comparsate da una ventina di minuti in cui incidere non è mai facile. Il minutaggio totale recita circa 550 minuti, in cui l'ex Samp ha messo a segno comunque due reti, senza contare i gol che avrebbe potuto fare se avesse giocato titolare nel derby contro il Modena, tempestato di punizioni perfette per il sinistro si Sansone, sacrificato per Improta... Prendiamo ora ad esempio i due migliori marcatori del Bologna: Laribi e Cacia. Vediamo dunque, dall'inizio del girone di ritorno in poi, come si sono comportati i due trascinatori di questa squadra. Karim Laribi ha giocato complessivamente 780 minuti partendo titolare 9 volte, le reti messe a segno tre (una in più di Sansone). Tutte decisive le reti di Karim, ma il suo calo nel ritorno è apparso, soprattutto nell'ultimo periodo, inconfutabile. Col senno di poi, almeno per farlo rifiatare, un trequartista alla Ilicic o Saponara sarebbe servito eccome. Certo, non sono voluti venire, ma il fatto che servissero è ormai un dubbio dissolto. Veniamo infine a Cacia, designato bomber da doppia cifra in estate e penalizzato, forse, dal tanto lavoro che gli viene chiesto in fase di non possesso palla. Dal 19 gennaio ad oggi - data della prima di ritorno - l'ex Verona ha totalizzato 950 minuti in campo, tutti da titolare. Anche in questo caso, le reti sono tre.

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Il riassunto dei numeri quale può essere? Semplicemente questo: porre nel mirino della critica un giocatore arrivato a gennaio e che in linea di massima, con molti meno minuti, ha segnato come gli altri, può essere un esercizio utile nel cercare una teoria che metta sempre in divisione vecchi e nuovi, che metta in cattiva luce l'operato di chi è arrivato dopo invece di guardare all'insieme, ovvero ad un Bologna ben costruito da Fusco e migliorato da Corvino. Sì, migliorato, perché Krsticic ha messo lo zampino nella vittoria di Cittadella, Da Costa ha blindato gli ultimi due pareggi, idem come Gastaldello ieri, e Sansone ha portato tre punti con il Perugia (ultima vittoria in casa). Inoltre, i nuovi arrivi hanno evitato che in panchina andassero i cosiddetti rinforzi Abero, Troianiello e Paez. Poi è ovvio che sussiste qualche disparità di ingaggio tra chi è stato preso con una proprietà in bolletta e chi è venuto qui con il chairman più ricco del campionato italiano, ma se i giocatori sono davvero professionisti penso capiscano come queste dinamiche siano cosa vecchia all'interno del mondo del calcio in cui non c'è nessuna regola che sancisce chi deve prendere di più e chi di meno. Nel mio piccolo vorrei guardare al Bologna come a una squadra dallo spogliatoio unito in cui i nuovi arrivati, persone perbene oltre che professionisti, sono visti come elementi di valore che possono dare una mano e non un manipolo di giocatori che nulla hanno dato alla causa; anche perché non è vero. Nella fattispecie, il nostro soldato Sansone, sta cercando di ritrovare la forma fisica migliore, una volta trovata potrebbe essere decisivo nella fase calda della stagione. A questo, aggiungerei di aspettare pure Mancosu, il quale magari avrà una voglia pazza di rientrare in campo ed essere incisivo dopo l'infortunio, portare sul rettangolo verde cioè quel pizzico di voglia in più che ora manca. E chissà che una delle coppie per farci uscire dalla crisi non possa essere proprio quella formata da Mancosu e Sansone, giusto per provare l'unica soluzione che Lopez non ha ancora schierato...

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