Chiarissimo: dopo 521’ senza segnare, il ritorno al gol non poteva che nascere da una situazione grottesca propiziata da una indecisione clamorosa del portiere avversario. Un colpo di fortuna, una papera. In effetti ci sta che un portiere (o portinaio) restituisca le chiavi di casa a chi le aveva smarrite da 67 giorni. In realtà il Bologna è apparso diverso rispetto alle ultime uscite, più grinta, determinazione e voglia di conquistare tre punti che al Dall’Ara non si vedevano dal Paleolitico. Bene così dunque, finalmente abbiamo visto una parvenza di squadra, idee concrete a supporto di una manovra che spesso risultava inconcludente e sconclusionata, undici giocatori convinti di poter giungere al tanto agognato risultato. Ieri si è capito come i rossoblù avessero chiaro in che modo tentare di attaccare una squadra molto labile in difesa e, col senno di poi, nettamente sopravvalutata. Poca cosa il Livorno, anche dopo la cura Panucci e con la sconfitta eliminata definitivamente dalla lotta per il secondo posto (alla faccia della vera rivale da temere). Torniamo però ai rossoblù, perché sono sicuro che qualcuno alla lettura delle formazioni avrà storto il naso, esponendosi a priori con la solita critica al mister per scelte, a detta di alcuni, strampalate. Pronti via e Lopez sorprende tutti dunque, con un 3-5-2 con Casarini esterno destro e Zuculini in posizione più accentrata. Nella settimana in cui nessuno ha posto particolari appunti sul modulo e sul fatto che, alla luce delle difficoltà, fosse necessario cambiare, il mister ha deciso di stravolgere il proprio impianto tattico. Chissà: se volete cambiamenti non tartassate Lopez. Sono le scelte per gli amanti del rischio, quelle che se vinci sei un fenomeno, se perdi ti becchi le critiche più sonore e dure. Stavolta non ho appunti da fare al mister, la scelta mi è piaciuta fin dall’inizio e il risultato ha dato ragione a Lopez che ora può guardare alla partita con il Carpi con serenità e ritrovata fiducia. Anzi, guarderei già avanti, al Cabassi e alla possibile riproposizione di tale modulo e tale formazione. Da verificare Maietta, ovviamente, ma è chiaro come da due mesi a questa parte le cose migliori il Bologna le abbia fatte vedere con una difesa a tre, quella un po’ auspicata da tutti con un tridente difensivo di primo ordine composto dall’ex Verona, Oikonomou e Gastaldello.
Ritrovate le chiavi di casa
La partita col Livorno, oltre alla ritrovata vittoria, fornisce tutta una serie di riflessioni utilissime per il futuro. Per prima cosa, il Bologna è uno solo, vive e lotta assieme indipendentemente da chi gioca o chi sta in panchina. Nessun dualismo e nessuna divisione tra vecchi e nuovi, anzi, l’assist di Cacia per Sansone denota proprio come servisse un po’ di tempo per fare entrare i neo arrivati in sintonia tecnica con i compagni, e che le difficoltà non fossero frutto di rivalità tra chi c’era e chi c’è in base al direttore sportivo o all’ingaggio percepito. Inoltre, da sottolineare la prova di spessore di Gastaldello, al netto del gol migliore di quella di Oikonomou, che testimonia come un uomo di esperienza in difesa servisse come il pane (da sottolineare come Galabinov, a sto giro, non l’abbia toccata). Il greco invece, dopo diversi errori in fase di possesso, ha deciso la contesa da abile goleador d’area restando lucido e concentrato su un possibile errore del portiere, gaffe che poi è puntualmente arrivata. L’essere rimasti lucidi in quella circostanza, dimostra come questa volta i rossoblù abbiano messo in campo qualcosa in più dal punto di vista caratteriale, e il fatto che sia arrivato in uno scontro diretto fondamentale in casa ci conforta in vista del finale di stagione. Sono questi gli episodi e le partite che possono girare in positivo un campionato.
Da notare, infine, come anche la tenuta fisica sia stata migliore, a testimonianza del fatto che a volte le gambe girano se anche la testa frulla impazzita senza ristagnare troppo in pensieri negativi. Forse serviva davvero sbloccarsi mentalmente per dare vita ad un nuovo Bologna, una squadra ancora da migliorare ma finalmente godibile per il pubblico e che, soprattutto, vince. Comincia lo sprint finale e il Bfc può aver ritrovato nuova linfa da questa vittoria, puo ricavarne beneficio anche il mister che ora verrà lasciato in pace dalle critiche dopo una partita vinta. A questo punto può essere un bene tornare in campo dopo pochi giorni e sfruttare questa spinta propulsiva arrivata dal ritorno alla vittoria casalinga. Chissà che in questi ultimi metri di stagione il Bologna non riesca a rialzarsi sui pedali e imprimere la fuga decisiva, per il momento le chiavi di casa sono state ritrovate e un rifugio sicuro lo si può sempre trovare e ora, per mettere la ciliegina sulla torta e ritornare verso le mura amiche con un bel dessert, non sarebbe male espugnare Carpi; magari riaprendo i giochi per il primo posto. Non voglio però fare quello che alza le braccia troppo presto sul rettilineo di arrivo e si fa infinocchiare dagli inseguitori. Per oggi, godiamoci questa vittoria consapevoli che è solo il primo insindacabile passo verso la Serie A.
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