Tutto Bologna Web Lo Spunto Rebus modulo, ma non aspettatevi stravolgimenti

Rebus modulo, ma non aspettatevi stravolgimenti

Manuel Minguzzi

Lopez pensa all'albero di Natale. La Primavera sta arrivando, i regali sono già stati aperti da un paio di mesi, ma per il mister tornare indietro (a dicembre) quando il Bologna vinceva e affrontava le vacanze sereno, può essere una carta vincente. Si scherza ovviamente, ma prende sempre più piede l'ipotesi di un 4-3-2-1 (l'albero di Natale) in vista della partita di sabato. Le assenze di Krsticic, Matuzalem, Laribi e Mancosu pesano parecchio, ma forse non quanto le sei o sette a cui dovrà far fronte un Varese in difficoltà sotto ogni punto di vista. Per prima cosa, possiamo senza dubbio accantonare l'idea della difesa a tre, troppo poco tempo per organizzarla e provarla, e poi Lopez è poco propenso a cambiare (anzi, stravolgere) il proprio credo tattico. Difesa a 4 e tre uomini offensivi. Non si scappa. Innanzitutto sarebbe necessario trovare un regista, l'assenza di Matuzalem è stata colmata in passato da Casarini (primo tempo col Frosinone) e Bessa (primo tempo col Vicenza) in maniera pessima, per questo è probabile che alla fine tocchi ad un terzo. Non essendoci Krsticic, dovrebbe toccare a Buchel. A quel punto rimangono tre centrocampisti per due posti e appare abbastanza scontato venga proposta la coppia Casarini-Zuculini nel ruolo di mezzala. Bessa pagherà a caro prezzo l'espulsione di martedì, anche se per lui potrebbe esserci spazio sulla trequarti in assenza di Laribi. In realtà, utilizzare anche il brasiliano dall'inizio lascerebbe sguarnita la panchina priva di mediani, a meno che non si convochi qualche ragazzo della Primavera.

Ecco dunque il motivo per cui si pensa ad un tridente iper offensivo con Sansone-Improta dietro a Cacia. Manca Laribi e mancano costruttori di gioco. Soffermiamoci, divagando - ma non tanto - un attimo sul ruolo di trequartista. Prima di gennaio c'era il panico: "Guai a prendere un trequarti, lì c'è Laribi e non si gli si può togliere spazio" si diceva, in realtà Corvino ha tentato di prendere un giocatore con quelle caratteristiche ma gli è andata male; Ilicic è rimasto nel pensatoio salvo poi risvegliarsi con ancora i colori viola addosso, Giovinco è andato a conquistare i dollaroni canadesi e Saponara non ha voluto rimettersi in gioco affidandosi alla sua cara e vecchia Empoli. Ecco, a distanza di un mese e mezzo tutti sottolineano invece come fosse necessario l'ingresso di un trequarti, perché Laribi non può fare venti gol e nel momento di difficoltà servirebbe un calciatore in grado di saltare l'uomo. Insomma, non ci aveva poi visto male il buon Pantaleo…Tornando a noi, il Bologna si ritrova per la prima volta in campionato a giocare senza il suo capocannoniere, un'ulteriore prova di maturità per la truppa di Diego Lopez che è chiamata, stavolta, a vincere obbligatoriamente visto che di fronte c'è l'ultima della classe. In più, non so se il mister può permettersi un altro pareggio. E' chiaro dunque come in una partita dai valori tecnici profondamente in disequilibrio, il Bologna possa pensare di giocarsela all'attacco, magari rischiando qualcosina in difesa. Sono solo due le reti subite nelle ultime sei, a testimonianza di una retroguardia tutto sommato solida anche se Coppola un paio di pezze ha dovuto metterle. In linea di massima però, temere le possibili ripartente dell'ultima in classifica appare come un paradosso per il Bologna, la migliore rosa della B e grande candidata alla promozione che si fa infilare da una squadra con sette assenze e in zona retrocessione. Non vogliamo nemmeno pensarci. Albero di Natale dunque, o conferma dell'attuale modulo senza l'utilizzo, almeno per ora, della difesa a tre.

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Per concludere, al di là delle possibili scelte di Lopez, vorrei dare risalto alle parole di Gastaldello ieri in conferenza stampa. Perché va bene tutto, moduli, tattica, gambe e quanto altro, ma c'è forse un solo ed unico fattore che può cambiare il momento della squadra: la testa. "Dobbiamo velocizzare il gioco oppure tentare di saltare l'uomo, avere un po' di più di coraggio in alcune giocate". Eccola la chiave: il coraggio. Sabato non si giocherà nemmeno davanti al fischiante pubblico del Dall'Ara e forse può essere la partita ideale per risalire. Il difensore ha ammesso come tutta la squadra sia arrabbiata per i recenti risultati casalinghi, allora si cerchi di tramutare questa foga sul campo in una tensione positiva che ti porta a mordere i garretti dell'avversario. Chi si ferma (anche fisicamente) è perduto. Forza e coraggio, siamo il Bologna.

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