~~Navigando un po’ sul forum, ho trovato un’interessante comparazione proposta da un forumista (non posso citarne il nome perché si usa un nick name, ma lo ringrazio) in relazione alla passata stagione. Riguarda la classifica di Serie B alla diciannovesima giornata un anno fa. In testa l’Empoli, seguito dal Palermo (entrambe poi promosse), mentre in settima posizione – quella ricoperta ora dal Bologna – c’era quel Cesena trionfante nella finale playoff con il Latina. Tre su tre. Dal punto di vista della cabala una curiosa e promettente coincidenza, anche se noi tutti, i playoff, vorremmo evitarli. Sì, perché in queste gare da dentro o fuori in cui tutto può girare su un episodio di solito ci gira male, i rimpalli a favore in area noi non ce li abbiamo, così come i rigori purtroppo. Detto questo, tornando al raffronto, si possono notare statistiche degne di attenzione. Innanzitutto, il Carpi ha più punti dell’Empoli e tre più del Palermo, segno che non può continuare così altrimenti il campionato verrebbe ammazzato poco dopo la metà e non credo che il valore della rosa carpigiana sia comparabile con quella rosanero di dodici mesi orsono. Balza poi immediatamente agli occhi la pochissima distanza tra seconda e settima, ora a soli tre punti (la fortuna del Bologna) mentre un anno fa le lunghezze erano 5. Sul resto cambia poco, l’ottavo posto (ultimo disponibile per i playoff) si ferma a quota 27 in entrambe le classifiche, sintomo che alcuni valori si sono mantenuti i medesimi mentre altri sono stati totalmente sfalsati dalle sorprese Carpi e Frosinone. Mentre la seconda inizia a balbettare, la prima trova insperate soluzioni vincenti anche nell’emergenza e nei rincalzi, esattamente quello che a noi manca come il pane. Buffo, effettivamente, che la panca biancorossa sia più produttiva di quella rossoblù. Un’altra conseguenza della sciagurata Era Guaraldi e di un’estate vissuta sul filo del rasoio. Peccato, anche se il passo successivo potrebbe essere questo: perché il Carpi qualche rincalzo proponibile lo ha trovato mentre noi no? Su questo ci si può interrogare, così come si può riflettere sul lavoro svolto da Fusco. Inutile però analizzarlo e scandagliarlo ora quando ormai le lacune le abbiamo sotto gli occhi ogni maledetto sabato. Per quanto mi riguarda credo che il lavoro sia stato buono ma non ultimato, né per quanto riguarda il livello complessivo dei titolari, né tantomeno sulla lunghezza della rosa. Ovviamente, le risorse erano quel che erano.
Non tutto è perduto, lo dice una curiosa coincidenza…
Rimanendo però sui numeri, per il Bologna diventa assolutamente fondamentale alzare (di molto) la media punti a partita. Ora si viaggia a 1.47, per una proiezione finale di 61 punti che la passata stagione non garantiva nemmeno la qualificazione alla post season. L’Empoli secondo chiuse a 71 punti, per una media di 1.71 a partita, cifra attualmente molto lontana agli standard rossoblù. Diciamo che basta poco, ma quel poco va fatto. Basta dunque pensare al campionato lungo e alla speranza che qualcuno calerà, serve una volta per tutte la nostra inversione di tendenza, il nostro cambio di passo e non le forature altrui. Sta per primi a noi alzarci sui pedali e scattare, nella speranza che la nostra potenza sia sufficiente a scavare un solco o un gap. Tutto deve prima partire dalle nostre capacità, perché a forza di rimandare o attendere i passi falsi delle concorrenti il campionato finirà. Tra l’altro, non cambiare marcia significa anche non essere vicino alle rivali quando davvero quel calo si paleserà. Se le altre perderanno punti ma tu non sarai lì pronto ad approfittarne vorrebbe dire non presentarsi ad un appuntamento con la ragazza dei tuoi sogni. Dovremmo poi prendercela solo ed esclusivamente con noi stessi.
E’ il momento dunque di tirare fuori gli attributi, è proprio nelle situazioni di difficoltà che le grandi squadre dimostrano di sapersela cavare. Abbiamo la fortuna di essere pienamente in lotta nonostante le nostre sciagure, è anche questo un segnale e uno stimolo in più per riprendere quota. Nulla è perduto, la curiosa coincidenza sopra citata ce lo dimostra, con la differenza che al secondo posto (almeno quello) possiamo ancora farci la bocca. Gustiamoci il piatto prelibato.
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