Leggendo lo Spunto pre-Chiavari, avrete notato come la mia proverbiale prudenza relativa ad alcuni match si sia ampiamente palesata trovando un appiglio razionale in ciò che poi si è visto in campo. Non mi fidavo dell’Entella al Comunale e infatti il Bfc ha fatto fatica a strappare i tre punti, anzi, li ha proprio lucrati. Ora, non è che tutte le settimane sono qui a mettere in guardia sul livello degli avversari (in B molto basso) ma ci sono diverse formazioni che per caratteristiche possono mettere in difficoltà un Bologna che con i nuovi acquisti - sulla carta - non dovrebbe aver timore di nessuno. Una di queste è proprio il Pescara, squadra che in trasferta esprime il meglio di se stessa, ovvero una tattica basata sulle ripartenze e su alcuni uomini di qualità a loro agio in campo aperto. Melchiorri e Politano sono due giocatori offensivi mortiferi in contropiede, tecnica, rapidità e senso del gol, così come gli inserimenti di Bjarnason spesso producono pericoli in area di rigore. La testimonianza è data dalle statistiche: 18 dei 31 punti del Pescara sono arrivati lontano dall’Adriatico così come 25 reti segnate su 40. Sono dati chiari e inconfutabili sulla propensione degli abruzzesi a giocare di rimessa, sfruttando gli spazi che le squadre di casa concedono dovendo fare la partita. E’ lo stesso motivo per cui il Pescara fatica di più tra le mura amiche. Occhio dunque, sarà una partita complicata e per certi versi spigolosa, magari meno fisica ma più tecnica e probabilmente all’opposto di quanto visto sabato scorso. Il Bologna è più forte (secondo me lo è rispetto a chiunque altra di B) ma dovrà prestare attenzione a non sbilanciarsi troppo concedendo palle gol dietro, perché se l’Entella ha peccato di cinismo, così non sarà per gli abruzzesi che vantano il secondo miglior attacco della B. Questo significa imbastire una partita dai ritmi alti, schiacciando il Pescara nella propria metà campo dando la netta sensazione di chi stia comandando le operazioni. A tutto questo ovviamente vanno aggiunti i gol, perché dominare senza realizzare significa correre il rischio di subire gol alla prima occasione ospite; aspetto che più di una volta ci ha punito nel recente passato.
Non mi fido del Pescara
Inutile sottolineare come infilare la quinta vittoria consecutiva potrebbe essere basilare per la marcia promozione, ricalcando le orme di Ulivieri e la Serie A conquistata nel ’96. Un po’ di pressione ci sarà sui ragazzi ma, come penso succederà, se l’approccio alla gara sarà positivo si potranno mettere in pratica i dettami tattici di Lopez limitando i punti di forza altrui. In sintesi, se il Bologna gioca da Bologna nessuno lo può battere. Figuriamoci quando saranno abili e arruolati anche Gastaldello e Krsticic.
Ecco, siccome ho toccato anche l’argomento nuovi acquisti, proviamo a vedere se davvero per Lopez può essere un problema l’abbondanza invernale dopo le ristrettezze autunnali. Secondo me no, dopo diversi aggiustamenti per via di infortuni o squalifiche, per il mister arriva la possibilità di godere di rotazioni allargate e di livello. Si possono ruotare gli uomini senza per forza perdere di qualità. Ovvio, Lopez qualche pallino ce l’ha (Coppola su tutti) ma è indubbio il fatto che i nuovi arrivati giocheranno. Uno come Gastaldello non può stare in panchina, esattamente come Sansone e Mancosu davanti. Più combattuta la sfida Mbaye-Ceccarelli con quest’ultimo che non ha affatto demeritato, mentre Krsticic si giocherà il posto con la schiera di mezze ali. Sinceramente, il tridente Mancosu-Cacia-Sansone sarebbe il top in un campionato di basso livello e una squadra di vertice come il Bologna non può avere timore di giocare con uno stile offensivo. Laribi sulla trequarti è stato fondamentale e per lui i minuti possono essere spesi anche come mezzala, in linea di massima – Lopez lo stima – non uscirà facilmente dall’undici titolare. Ditemi voi chi può permettersi questa abbondanza soprattutto in Serie B. Per quanto riguarda la difesa, visto che è scattato il panico su chi dovrà far posto a Gastaldello, vorrei ricordare che è possibile passare a tre magari inserendo Masina e Mbaye sugli esterni in un centrocampo a cinque. Ad ogni modo, al di là di moduli o giocatori, c’è un dato assodato imprescindibile: l’allenatore conosce le dinamiche del suo mestiere e saprà schierare al meglio questo Bologna. Inoltre, essendo un mister in rampa di lancio non rovinerà certo la sua carriera con scelte incomprensibili dal punto di vista tecnico. A mio modo di vedere, sarà fondamentale remare tutti dalla stessa parte, un sodalizio compatto tra chi scenderà in campo e chi no.
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