Siamo a marzo, quasi aprile, e nel momento chiave della stagione le polemiche dovrebbero restare chiuse nello sgabuzzino a doppia mandata; sai mai escano...Capisco difendere le proprie ragioni, ma tutto dovrebbe essere calibrato nei tempi e nei modi. Per questo motivo penso che la lettera di Filippo Fusco pubblicata ieri da Stadio sia arrivata fuori tempo massimo, oppure in clamoroso anticipo. Vero, Corvino è arrivato ufficialmente il primo gennaio e il Bologna in quel momento era già secondo, ovviamente una posizione di classifica ottenuta con i giocatori portati da Filippo Fusco, ma per puntualizzare questo bastavano semplicemente due stringate righe. Invece si è andati oltre, anche nell'argomentazione. Ci sta dunque correggere una inesattezza pronunciata da Pantaleo Corvino, ma farlo in questo momento della stagione (e in quel modo) mi è parso fuori luogo. Il primo motivo è semplice: già la città e il tifo sono stati abbondantemente spaccati da un presunto dualismo tra direttori sportivi nato più da qualche microfono che da i diretti interessati, un focolaio che dopo questa lettera sarà rinvigorito e riportato agli onori della cronaca sancendo ancora di più la frattura tra i fuschiani e i corviniani. Leggendo, i tifosi ovviamente prenderanno una posizione netta: da una parte o dall'altra. Come normale che sia.
Non è una gara tra Corvino e Fusco, e le tempistiche...
Punto secondo. Tantissimi giocatori nell'attuale rosa sono molto legati al precedente responsabile dell'area tecnica, sono professionisti e certo non si faranno influenzare, ma leggere una lettera di un personaggio che per diverso tempo è stato un loro importante punto di riferimento può comunque suscitare delle emozioni contrastanti, di conseguenza, creare motivo di distrazione. In più, Corvino ha dovuto relazionarsi con loro essendo arrivato a stagione in corso e successivamente ad una figura importante, ora potrebbe anche essere visto con occhi diversi dopo questa ferrea presa di posizione di Fusco, il quale non si è solo limitato a puntualizzare alcuni concetti, bensì anche a lanciare - per come ho interpretato la lettera - qualche frecciatina. Non c'è dubbio, dunque, che questa iniziativa non faccia altro che rinfocolare un parallelismo inutile tra il prima e il dopo, tra il vecchio e il nuovo, tra quelli che hanno traghettato il Bologna nel bel mezzo della difficoltà da quelli che sono stati inseriti in corsa quando problemi non ce n'erano più. Siamo ancora una volta in preda alle divisioni quando invece sarebbe necessario guardare solo ad unico bene: il Bologna. Il tutto indipendentemente da chi lo guida o lo dirige. Unità, parola tanto sbandierata ma mai realmente applicata.
Strano dunque che la tanto predicata unione vada a farsi benedire in base agli interessi o alle simpatie personali che molto spesso cozzano con quelli del Bologna. Non c'è nessuna utilità per le sorti della squadra nel puntualizzare e bacchettare l'operato di un dirigente attualmente sotto contratto col Bfc, soprattutto da parte di chi è stato messo in disparte e potrà, dalla prossima stagione, anche accasarsi eventualmente altrove. In questo preciso momento, vengono prima le parole di Corvino che ha come unico obiettivo quello di riportare in A il Bologna (ed è sotto contratto), rispetto a quelle di Fusco che è fuori ma porterebbe comunque con sé una discreta influenza sui giocatori acquistati in estate. Inoltre, l'attuale diesse ha speso una lunga intervista per difendere e blindare l'allenatore, mentre a distanza di 24 ore sono state estrapolate due righe per crearne un caso. Stiamo per intraprendere l'ultimo cammino in questa furiosa lotta alla Serie A e ora, a due giorni dalla partita, abbiamo a che fare con la solita grana esterna (con contorni interni) la quale distoglierà energie e creerà le solite tensioni in un ambiente sognante tranquillità ma mai definitivamente in pace con se stesso. Rassegniamoci al fatto che anche nei periodi di massimo splendore, quando le strade in teoria sarebbero belle e riasfaltate, questa città riuscirà sempre a beccare l'unico chiodo che le forerà le gomme. Chiamatelo masochismo. Anche perché, se ogni volta in cui viene pubblicata una intervista ci deve essere qualcuno pronto a puntualizzarla la diatriba risulterebbe infinita. Si potrebbe dunque ribattere che il Bologna non è stato costruito nemmeno questa estate a costo zero, perché alcuni contratti dei nostri big sono comunque onerosi per una Serie B di questo livello (alcuni pluriennali). Corvino però non ha mai fatto menzione di questo e ha sempre parlato di squadra migliorabile e di allenatore da confermare. In sintesi, non mi pare un destabilizzatore.
Ho sinceramente, con profonda ammirazione, elogiato e difeso l'operato di Filippo Fusco, capace di lavorare in mezzo a mille difficoltà costruendo un ottimo organico per questa Serie B e contribuendo in maniera inconfutabile al salvataggio, purtroppo, però, l'ultima esternazione non mi convince e le tempistiche non fanno altro che alimentare sospetti dietrologici che avrei preferito evitare. Peccato, davvero. Ad ogni modo, mi pare proprio che i gufi non siano i cosiddetti "corvi" ma coloro che sperano in una stagione storta per spalancare il ring polemico verso l'operato del nuovo direttore sportivo. Pazienza, il Bologna andrà avanti nonostante tutto. Possibilmente in Serie A, possibilmente con un futuro meno fusco.
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