Sansone, Da Costa, Mbaye, più Krsticic e Mancosu. A completare l’opera manca solo Gastaldello, lasciato in panca da Mihajlovic ieri nella sfida contro il Palermo. Inoltre, non dimentichiamoci di Pjaca, giovane prospetto croato che rappresenterebbe un innesto in ottica futura. Cosa volete che vi dica: Corvino non si ferma più. Chi si era un po’ spaventato dopo i rifiuti di Giovinco, Saponara e Ilicic, ora può dormire sonni tranquilli: con i recenti acquisti la A non ce la toglie nessuno. Pazienza se qualcuno dovrà giocoforza sedersi in panchina, in fin dei conti il campionato è lungo e ci sarà spazio per tutti, garantendo a Lopez una serie di alternative credibili che non alzano solo il livello dell’undici titolare, ma anche le risorse sostitutive. Il gruppo, tra l’altro, è sano e non ci saranno problemi di inserimento per i nuovi, come ha già ampiamente dimostrato Sansone. Meglio così, con buona pace di chi - su questo nodo pure io mi ero espresso - poneva sul piatto l’annoso problema degli equilibri da preservare. Forse avevamo il timore che l’armonia creata sul campo e nello spogliatoio potesse essere alterata dall’ingresso dei nuovi elementi; riserbo comprensibile, sopratutto alla luce delle difficoltà incontrate dai nostri nella prima fase di campionato. Ci siamo dovuti ricredere e anche Lopez, alla fine della fiera, è contento di avere a disposizione una rosa qualitativamente migliore, nonostante quasi tutti i ragazzi impiegati si siano messi a disposizione con entusiasmo e dedizione.
Ma che bel castello, manca solo Gastaldello!
Questo mercato è da Serie A, con un set di acquisti che avrebbero permesso al Bologna di salvarsi l’anno scorso, figuriamoci quale incidenza potrà avere in B. Starà ora al mister e ai ragazzi unirsi verso l’obiettivo e i risultati già si possono misurare sul metro continuo delle quattro vittorie consecutive, con un Bologna a sei punti dal Carpi che tuttavia non ha alcuna intenzione di cambiare il senso di marcia. Siamo ai vertici della classifica, in lotta per superare quella “sottile linea rossa” che ci separa dal primo posto e che segna l’atteso ritorno in massima serie. Insomma, la squadra e la società stanno ormai edificando un bel Castello che, per l’appunto, dagli allenamenti a Casteldebole alle battaglie in trasferta, punta a conquistare la cima di una roccaforte inespugnabile a cui manca solo una sentinella come Gastaldello. La filastrocca è semplice da canticchiare, ma anche senza rima, basterebbe un rinforzo in difesa e la nostra cittadella potrà sventolare il vessillo rossoblù della vittoria perpetua.
A darci ulteriore coraggio è il momento di debolezza delle due grandi rivali emiliano-romagnole. Con grande gaudio della tifoseria bolognese, Parma e Cesena si sono affrontate ieri e i bianconeri hanno posto la parola fine sulle speranze salvezza dei ducali, con Sky che ha mandato in onda le immagini di un colloquio duro e franco tra un tifoso e Antonio Cassano. Ci mancano solo gli intrecci amorosi ed eccoci catapultati in uno scenario da romanzo medievale, con tanto di cavalieri intrepidi e agguerriti che ci regaleranno sfide all’ultimo punto pur di conquistare il Graal della promozione nella terra di mezzo padana. Non a caso, a infierire sugli spalti si cantava un sarcarstico “chi non salta bolognese è”, ma noi, da qui, ci auguriamo uno scambio di rappresentanza emiliana in massima serie. Credo sia giunto il tempo anche per noi di godere e tutto sommato vedere quel Taci, che qui scappò dopo essersi innamorato dei tortellini, retrocedere qualche chilomentro più in là, bè, un minimo di goduria di certo da queste parti la fornirebbe. Bologna e Carpi su…poi la frase la finite voi.
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