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L’ermetismo di Corvino

Manuel Minguzzi

Pantaleo Corvino sarebbe in grado di eludere anche una macchina della verità. Il nuovo direttore sportivo sembra sul punto di risponderti a qualsiasi domanda senza mai farlo realmente; soprattutto se si entra nel dettaglio degli obiettivi di mercato. Si potrebbe creare una nuova filosofia ermetica relativa al calciomercato: quando vi chiedono un nome, divagate. Battute a parte, è stata una conferenza stampa nella norma quella di ieri in cui il responsabile dell’area tecnica si è presentato al pubblico. In linea di massima le strategie sono chiare: nessuna rivoluzione, tre innesti di qualità e contestualmente tante cessioni per ridurre la rosa e mettere il mister nelle migliori condizioni possibili. Il mantra “cedere” è stato ripetuto più volte, così come l’affermazione: “è più facile comprare che vendere”. Diciamo che per i giornalisti trovare un titolo è dura, anche perché notizie vere non sono emerse. Meglio per il Bologna e per le proprie strategie di mercato, peggio per chi deve estrapolare della polpa da un’arancia già spremuta. Corvino non fornisce informazioni per non dare vantaggio alle altre società o agli altri operatori di mercato. Semplice, chiaro e basilare, onesto pure Pantaleo ad ammetterlo davanti ai microfoni. In questo scenario, nonostante gli argomenti salienti siano stati glissati, qualche considerazione si può comunque fare. Mi ha colpito innanzitutto questa frase: “Ho detto ai ragazzi che non sono giocatori miei ma farò di tutto affinché lo diventino, così come loro dovranno farlo con me e il mio ruolo di direttore sportivo”. Corvino sa che il gruppo creato da Fusco e Lopez è stato ben plasmato e stravolgere gli equilibri nati fino a qui può diventare un problema, ecco perché il direttore ha cercato subito di instaurare un rapporto di un certo tipo, franco ma anche fraterno (per non dire paterno). Un legame solido tra Ds e squadra è indispendabile per ottenere risultati e per Pantaleo arrivare a metà stagione non è stato di certo agevole.

“A comprare sono capaci tutti, vendere è più complicato”. Altra considerazione ribadita con forza da Corvino, il quale in questo momento sembra concentrato nello sfoltimento della rosa, consapevole che cedere Pazienza o Acquafresca è una mission impossible per pochi, quasi per nessuno. Lui è sempre stato un maestro in questo campo, ma generare plusvalenze con i talenti è facile, mentre incappare in minusvalenze è un attimo se hai giocatori strapagati che non toccano il campo da mesi e quando lo hanno fatto si sono beccati dal 4 al 5 in pagella. A maggior ragione se sono giocatori non acquistati da te. E’ lo strano mondo del Bologna, in cui anche uno dei dirigenti più bravi del panorama calcistico deve sudare le proverbiali sette camicie per cedere un giocatore. Siamo più unici che rari.

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So bene però che il lettore è forse più stuzzicato dal mercato in entrata, quel nome che solletica il palato e la mente dei tifosi. Già Sansone sta deliziando la platea durante gli allenamenti, ma è chiaro come il pensiero vada sui nomi più importanti, i botti di mercato che al momento “sono nel pensatoio” (Corvino docet). Peccato che su questo punto il direttore sia più ermetico di un Moncler. Ha ammesso solo le cose che sappiamo bene tutti, le notizie non più tali perché ormai le sanno anche i muri. Per Ilicic è fatta con la Fiorentina, ma non con il calciatore. Nessuna novità. Diciamo che su questo tema hanno trovato consensi le parole di Corvino e di Di Vaio: “Chi non accetta questa piazza se ne pentirà”. Altra non-news è la costante ricerca di un portiere che al momento tiene bloccato il trasferimento di Stojanovic al Crotone; è sostanzialmente tutto fatto e si attende solo che Corvino porti un altro estremo difensore a Bologna. Non lo ha detto chiaramente, ma si cerca un potenziale titolare. Sul resto, davvero poca roba. Nessuna vena polemica, è il mestiere di Corvino quello di confondere le acque e tenere segrete eventuali piste. Diventa altresì difficile fare nomi e ipotesi di mercato tutti i giorni, perché se le linee guida sono chiare gli obiettivi decisamente meno. Ecco, Corvino lo sentiamo tutti i giorni ma scucirgli qualcosa è più complicato che convincere Giovinco. Per questo penso che su alcune zone d’ombra del mercato si brancoli totalmente nel buio, perché credo fermamente che il direttore sportivo rossoblù abbia nel cassetto obiettivi non a conoscenza della stampa. E’ normale, anzi, è sempre stata la vera forza di Corvino riuscire a mantenere il più stretto riserbo sui nomi di mercato. Bravo lui, si dice in questi casi e il nuovo DS ha tutta la mia stima. Infatti, ora che ho avuto personalmente occasione di incontrarlo, posso testimoniare che Pantaleo Corvino ha sempre due parole e una stretta di mano per tutti; sulla cordialità della persona non si discute. Ieri alla conferenza stampa erano presenti anche giornalisti da Firenze, persone da cui ho potuto notare il legame stretto che il direttore aveva instaurato con i colleghi di Firenze. Anche per queste ragioni penso che la nuova proprietà abbia effettuato una scelta azzeccata, da qualche mese a questa parte il rapporto con i giornalisti è totalmente cambiato rispetto alla gestione precedente e tutti, da Tacopina a Saputo, passando per Fenucci, hanno mostrato un occhi di riguardo per chi lavora con la penna o la tastiera sulle vicende rossoblù. Bene così, anche se giornalisticamente parlando non ci sono ancora novità apprezzabili. Per quanto riguarda il nuovo direttore sportivo, chiudo con una frase ironica origliata tra uno stuzzichino e l’altro: “Qual è il colmo per Cor-Vino? Avere l’acqua in bocca!”.

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