Tutto Bologna Web Lo Spunto Il Bologna infila la quinta... retromarcia, ma Lopez "non è d'accordo"

Il Bologna infila la quinta... retromarcia, ma Lopez "non è d'accordo"

Manuel Minguzzi

Vi do una notizia sensazionale e incredibile: al Dall’Ara non c’è nessuna maledizione che impedisca ai nostri di vincere. La palla non è mai stata stregata e lo stadio non è infestato da fantasmi rubapalle che si divertono a farci lo sgambetto. Questa volta eravamo pronti. Avevamo insistito tutti sulla necessità di schierare in campo la coppia vincente Cacia - Sansone e in questa domenica quasi invernale, il derby ci ha offerto su un piatto d’argento più di una punizione perfetta per il sinistro di Gianluca. Tre punizioni calciate rispettivamente da Matuzalem e Laribi, entrambi visibilmente sottotono, che forse ci avrebbero portato a vincere 2-0. I meriti del pareggio, invece, vanno solo a due persone: il primo è Da Costa, entrato al 26’ per sostituire Coppola infortunato, il portiere ex-Samp si invola oltre la legge di gravità per deviare una pericolosa incornata di Garritano compiendo un vero miracolo. Sempre lui blinda il pareggio sul finire del primo tempo, quando Fedato azzarda il gol, poi riproposto e annullato sul dubbio fuorigioco di Granoche. Protagonista di questo episodio è il guardalinee che nega - vedendo un millimetro di fuorigioco (stavolta non possiamo lamentarci) - il vantaggio ai Canarini con una scelta furiosamente contestata dai tifosi giallublù, che restano a bocca asciutta nonostante i ragazzi di Melotti abbiano difeso la Secchia con grande personalità.

Insomma, per dirla in parole povere, è ancora una volta il numero 1 in porta a difendere il risultato e a consentire ai compagni di andare sotto la doccia con un punticino in più in classifica. Inutile dire sia troppo poco per il potenziale di questo Bologna. Quella che doveva essere una partita decisiva, si è rivelata solo un’altra partitella casalinga; volendo omaggiare le figurine Panini che proprio ieri hanno fatto tappa a Bologna, si potrebbe descrivere il match contro il Modena nient’altro che un doppione, una di quelle figure che girano sempre e che tutti cercano di scambiare con una più ricercata per completare l’album. Facce emblematiche anche quelle di Saputo e Tacopina, che si ostinano a manifestare sempre grande fiducia e ottimismo nei riguardi della squadra, a dispetto dei risultati e del malcontento dei tifosi. Addirittura, è proprio il Pres a suggerire di mantenere la calma ricordando che “se il campionato si chiudesse oggi, saremmo in A”. Parole incoraggianti che vedono il bicchiere mezzo pieno e danno ai nostri la sensazione che siamo i più forti della serie cadetta, nonostante la striscia negativa delle partite casalinghe.

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Per quanto possa stimare Taco, ieri non abbiamo affatto giocato come se fossimo in serie A. La nuova proprietà ci mette i soldi e la faccia, e con 25milioni appena deliberati ha tutto l’interesse e il diritto di proiettarsi nel futuro. Chi non ha il diritto di adagiarsi sugli allori e dondolarsi sull’amaca instabile del secondo posto è Diego Lopez, il quale ha sicuramente commesso l’errore di schierare in campo un attaccante, Improta, che non ha di certo brillato in zona gol privandosi di un matador sulle palle inattive come Sansone. E quando non trovi sbocchi in avanti, puoi anche vincerla con un calcio piazzato. Poi Cacia, costretto a muoversi su tutto il fronte ma poco incisivo in zona gol con un paio di conclusioni ciccate non da lui. Peccato invece per quel palo, ma col senno di poi i tre punti il Bologna non li avrebbe per nulla meritati. Nello Spunto di sabato parlavo proprio del gelido vento canadese che avrebbe arrestato ogni tentativo dei canarini di festeggiare l’arrivo della Primavera. La stagione dei fiori e delle gite fuori porta non è arrivata neanche per il Bologna e abbiamo assistito infreddoliti ad un derby bagnato, quasi novembrino, pieno di errori da una parte e dall’altra e, sopratutto, mancante di quella qualità che prima o poi il Bfc dovrà imporre anche in casa

Sicuramente, alla fine della fiera, si dirà che il Bologna ha giocato il tutto per tutto, che loro sono stati bravi a chiudersi e a creare più di un’azione offensiva in grado di metterci in difficoltà, specie quando el Diablo ci ha messo il suo zampino… Posso accettare il pari e festeggiare pacatamente il pareggio (si poteva perdere), ma non posso assecondare l’idea di Lopez nella scelta di Improta per Sansone poiché, da che il calcio è il calcio, un derby è sempre un genere di partita per eccellenza attraversata da falli e punizioni e il re di queste ultime, nell’attuale rosa rossoblù, è Gianluca Sansone! Non so se ci sia una sorta di allenatore ombra che suggerisca determinate scelte al mister uruguagio, o se si tratta davvero di sue iniziative…Fatto sta che ostentare in conferenza una prestazione che di fatto non c’è stata, distorce - secondo noi - la realtà. RIbadisco il "secondo noi" perché il mister, quando non è d’accordo con una domanda, non risponde ponendo la discussione sulla base del “abbiamo due idee diverse”. Per carità, tutto lecito, ma bisognerebbe anche cercare di consentire a chi va per lavoro in conferenza di poter svolgere il proprio mestiere.

Se n’è andata dunque la quinta partita consecutiva al Dall’Ara senza segnare e tutto sommato, con questi dati, essere secondi è una benedizione nonché l’ancora di salvezza del mister. Speriamo davvero che il nostro rendimento esterno continui a camminare intonso, altrimenti quella seconda piazza rischierà di sfumare e con essa le giustificazioni di Lopez, il quale avrà svolto indubbiamente un ottimo lavoro, ma continuando a difendere inspiegabilmente una marcia casalinga povera come nei tempi bui si espone alle critiche dei tifosi e della stampa, due entità indomite nel cercare una spiegazione ad un rendimento insufficiente. Peccato, davvero, perché l’occasione per staccare le altre era ghiottissima e non sempre dalle nostra radioline udiremo risultati a noi graditi. Non sfruttare certi colpi di fortuna può essere un pericolosissimo peccato mortale...

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